Inquinamento atmosferico e cardiopatie acute

Vi è una forte correlazione tra le due cose. Trentacinque studi osservazionali hanno dimostrato che quando il particolato fine (PM2,5) nell’aria cresce, il rischio di malattie cardiovascolari acute cresce del 2% ogni 10 µg/m3.

Si consideri che in alcune megalopoli la concentrazione media giornaliera di PM2,5 arriva fino a 300  µg/m3, pari a 20 volte la media delle città europee che è di 15 µg/m3. L’aria pulita è un obiettivo che va perseguito con vigore, anche con leggi molto severe se necessario.

(Lancet 2013;doi:10.1016/s0140-6736(13)60898-3)

Gli antibiotici nella carne

L’aggiunta di antibiotici al mangime animale avviene ormai di routine in molti Paesi. Aarestrup ha pubblicato su Nature nel 2012 un lavoro che ha evidenziato come in Danimarca gli antibiotici siano 50 mg/kg di carne prodotta, mentre in USA questo valore raggiunga 300 mg/kg. Tutto ciò spiega perché la resistenza agli antibiotici sia in continuo aumento sia negli animali che negli uomini.

(Walling A. BMJ 2013;347:f4214)

Nuovi strumenti per il medico di base

È stato di recente approvato un nuovo test rapido che può essere utilizzato anche dalla medicina di base per identificare i bambini con TBC. Il test è automatico e in 2 ore identifica il micobatterio nello sputo e nel liquido nasofaringeo, valutando anche se è resistente alla rifampicina.

Negli ultimi tempi i test rapidi sono stati messi a punto per diverse condizioni, inclusa l’infezione da HIV. Si tratta di un nuovo strumentario che allarga la possibilità di diagnosi a disposizione dei medici di base, che finora non hanno mai potuto giovarsi dell’innovazione tecnologica per affinare la loro capacità diagnostica e non dipendere interamente da altri professionisti.

(Zar HJ et al. Lancet Glob Health 2013;1:e97-104)

La regolamentazione in sanità

Negli USA la continua crescita della spesa sanitaria nei trascorsi 60 anni sembra essere direttamente correlata alla crescita del PIL*. La spesa sanitaria sembra dipendere dal PIL più che dalla regolamentazione. Unica eccezione la contrazione di spesa registrata negli anni ’90, forse legata alla cosiddetta “managed care”, insieme di regole che hanno limitato la forse eccessiva libertà d’azione in sanità di erogatori di servizi sanitari e di pazienti. Se queste limitazioni diventano eccessive, tuttavia, si manifestano danni sulla qualità dei servizi, sui medici e sui cittadini, con costi di lungo termine che sono maggiori dei risparmi.

 

 

* Il PIL è il valore di tutti i beni e servizi prodotti in un anno da tutte le componenti della produzione nazionale (lavoro, capitale, management). Il PIL pro capita è: PIL totale/n° cittadini, corretto per inflazione.

(Fuchs VR. The Gross Domestic Product and Health Care Spending. New Engl J Med 369, 107-109, 2013)

IPCC: Rapporto 2013 sull’ambiente

Il recente rapporto 2013 dell’IPCC (Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici, Premio Nobel per la Pace 2007) indica che:

⒜  l’attività umana è la principale causa di innalzamento della temperatura della superficie terrestre registrata negli ultimi 50 anni: la concentrazione di CO2 (che deriva principalmente dall’uso di combustibili fossili e dalla deforestazione) è cresciuta del 20% rispetto al 1958 e continua a crescere;

⒝ l’effetto antropogenico sul clima (emissioni di gas serra, cambi d’uso del suolo) ha provocato il riscaldamento degli oceani, la fusione dei ghiacci, l’innalzamento dei mari; la temperatura è cresciuta di 0,11°C/decennio nei primi 75 metri, ma si registra anche a profondità maggiori (oltre 3000 metri). Il livello medio dei mari è cresciuto di 19 cm dal 1901 ad ora, con valori pari a 3,2 mm/anno dal 1993 al 2010. La calotta artica dei ghiacci è diminuita di circa il 10% per decennio.

Gli scenari per la fine di questo secolo sono una crescita ulteriore della temperatura della superficie terrestre di 1°C-3,7°C con crescita dei livelli marini di 24-62 cm, aumento delle precipitazioni ed eventi estremi nelle zone umide del pianeta e siccità altrove.

Bisogna allora formare una consapevolezza collettiva di ciò che sta accadendo perché la politica si decida ad “uscire dal paradigma economico predatorio delle risorse naturali” (Mercalli L., 2013): se la gente è convinta, i politici seguiranno (Ek 2013). Se non si riuscirà al più presto a mutare rotta, riducendo i danni che l’uomo provoca all’ambiente, le prossime generazioni subiranno un danno di tale portata da mettere a rischio la loro stessa esistenza.

(IPCC Working Group 2013www.climate2013.org/spm)