L’ammissione alle specialità mediche in Gran Bretagna

In Gran Bretagna è in corso di sperimentazione un nuovo test di ammissione alle specialità mediche (specialty selection test, SST). Questo consta di due parti: 1) un test di problem solving, che mira a valutare le conoscenze cliniche, 2) un test di giudizio su situazioni, che mira a valutare i valori, l’integrità, la sensibilità e l’empatia, la capacità di lavorare in squadra e di sostenere pressioni psicologiche e lavorative.

Il test si compone di 90 domande in tutto, che sono valutate per via automatica elettronica. Forse l’SST potrebbe utilmente sostituire il numero chiuso di ingresso alle specialità, perché ammettendo solo i migliori la selezione avverrebbe sulla qualità e non sulla quantità, qualità che può essere maggiore o minore aumentando o riducendo il livello di complessità delle domande.

(Carr A e Irish B. The new specialty selection test. BMJ Careers 12 ottobre 2013, p. 10)

L’Università non prepara i giovani

Il 30,6% dei lavoratori che hanno studiato economia a livello universitario non conosce gli effetti degli interessi sul capitale, il 39,2% non comprende la dinamica dell’inflazione, il 33,2% non è in grado di definire la rischiosità di un investimento in una singola azienda rispetto ad un fondo comune di investimento.

La bassa alfabetizzazione economico-finanziaria (ma anche le discutibili azioni della finanza ndr) è presumibilmente intrecciata con l’antico predominio dell’investimento ritenuto più sicuro, il mattone o i titoli di Stato.

(Censis. Rapporto sulla Situazione Sociale del Paese, 2013. p. 238)

Il medico e il malato

La pratica medica (detta arte medica) è la sintesi tra scienza e tecnologia da un lato e la personalità e l’esperienza del medico dall’altro (Gadamer HG. Dove si nasconde la salute. Cortina Ed., Milano 1994). Quest’arte si traduce così nell’atto medico di diagnosi e cura, che è tanto più gradito ed efficace quanto più entrambe le componenti sono qualitativamente elevate.

Esiste un’attitudine ad essere medico (cioè a “saper essere”), ossia ad instaurare un rapporto con il malato, costituito da capacità tecniche e relazionali nonché di caratteristiche personali, che deve essere oggetto di intervento didattico e pedagogico, ma è migliorabile solo in parte. Questo implica che chi desidera iscriversi alla Facoltà di Medicina e Chirurgia debba essere sottoposto ad una valutazione attitudinale. Inoltre l’attitudine dell’internista è diversa da quella del chirurgo e quindi è anche necessario un esame attitudinale di ammissione alle specialità mediche e chirurgiche. Solo in tale modo si può passare dall’”insegnamento della medicina” alla “formazione del medico”, cioè a far sì che medico e paziente non rappresentino solo due ruoli, ma soprattutto due persone, che non possono limitare il loro rapporto alla sola considerazione dei sintomi, ma devono instaurare e sostenere un complesso rapporto relazionale. Dice Gadamer: “Dobbiamo renderci conto delle differenze che esistono tra la medicina scientifica e la vera e propria arte medica”. Appartiene all’arte medica anche la consapevolezza del medico della sua fragilità e della sua natura umana mortale: ciò mitiga la situazione del medico sano e forte e del paziente malato e debole. In realtà essi sono entrambe creature deboli che debbono aiutarsi a combattere il male. Per questo Donald Winnicott dedicò il suo libro “Gioco e realtà” (1974) “ai miei pazienti che hanno pagato per insegnarmi”.

Se quindi i medici hanno molto da imparare sia dai libri, sia dalla professione quotidiana, tuttavia anche i pazienti devono capire una cosa fondamentale: ognuno di noi deve custodire la propria salute per evitare di ammalarsi e ognuno di noi deve sforzarsi di capire i limiti e le possibilità dell’arte medica e della scienza, così da sfuggire alla speculazione della magia e agli interessi industriali, aumentando il proprio livello di conoscenza sul tema della salute e della malattia, inclusa l’azione delle Istituzioni deputate ad erogare i servizi sanitari. In una parola sapere e capire di più per vivere più anni in salute. Ecco perché dobbiamo insistere perché l’educazione sanitaria venga posta in primo piano tra le azioni sanitarie: si tratta di un investimento ad altissimo ritorno anche economico, ed è desolante osservare come esso non rientri nei compiti dei grandi mezzi di comunicazione di massa e venga considerato marginale dalle Istituzioni.

Selezione dei candidati a Medicina

Per selezionare coloro che vogliono iscriversi alla Facoltà di Medicina e Chirurgia bisogna scegliere coloro che hanno attitudine a:

  1. prendersi cura dei pazienti
  2. migliorare continuamente le loro conoscenze
  3. amare la ricerca
  4. interagire con i pazienti e i sanitari

(Lubelski D. Medical school admission interview and licensing examination scores. JAMA 309, 1108, 2013)