Che fare in questo momento politico?

Lettera agli Amici

Molti Italiani, insoddisfatti dell’attuale situazione politica, si interrogano su come migliorare le cose. Io penso che ognuno di noi debba reagire cominciando a stilare un elenco dei propri desiderata fondamentali e aggregare su quelle linee altre persone oppure confrontare i propri desiderata con i programmi di coloro che competeranno per le prossime elezioni politiche.

Vi comunico il mio pensiero. Politicamente io mi sento di far parte di una Destra moderata e moderna, ossia di quella gran parte di Italiani che credono nei seguenti punti:

  1. Vogliono uno Stato autorevole, giusto e operoso, che abbia il primario obiettivo di assicurare il benessere psico-fisico e sociale di tutti i cittadini. Se lo Stato non è credibile e onesto, la popolazione non può essere serena.
  2. Vogliono leggi semplici e chiare che siano imposte con il ragionamento e con la forza, imponendo sanzioni severe ai trasgressori. Tra le sanzioni più gravi, la carcerazione dopo giudizio definitivo deve prevedere che i reclusi lavorino in favore della collettività che hanno oltraggiato, senza compenso alcuno.
  3. Democrazia e libertà sono valori fondamentali della società, ma di esse esistono molteplici forme. Bisogna pertanto definirne attentamente e custodirne rigorosamente i confini sia a livello individuale che collettivo (come ad esempio il mercato, la finanza, l’impresa, l’informazione ma anche dell’Autorità e dello Stato) onde evitare che esse si corrompano e si trasformino in licenza e arbitrio, spesso accompagnati da lassismo e iniquità.
  4. La giustizia deve essere giusta ed efficiente, operata da magistrati giudicanti (unici ad avere la qualifica di magistrati) che devono essere valutati da un Consiglio Superiore dotato di poteri adeguati, il cui compito principale sia la difesa degli interessi della Nazione e della società tutta.
  5. I Sindacati e i diritti sindacali vanno meglio regolamentati. Deve essere aggiornato lo Statuto dei Lavoratori, nel quale devono essere bilanciati diritti e doveri, sia nel settore pubblico che nel privato. Il diritto di sciopero non deve riuscire dannoso agli interessi della Nazione, deve essere consentito nel settore privato, ma non nei servizi pubblici: la protesta è legittima, ma deve trovare forme diverse dalla interruzione della vita e del lavoro della collettività.
  6. Vogliono che siano ripensate e migliorate la scuola, l’Università, la sanità, l’assistenza sociale, la ricerca, la cultura e l’ambiente. Per quanto riguarda in particolare la scuola, che deve tornare ad essere uno dei pilastri della società, credono che la Scuola Primaria debba mirare principalmente alla formazione del buon cittadino (e quindi formato alla convivenza civile, al rispetto delle leggi, alla morale, alla salute, all’attività fisica, al rispetto dell’ambiente, etc.) più che all’acquisizione di nozioni. Circa la sanità, questa è divenuta terreno di tagli indiscriminati che coesistono con sprechi, inefficienze e diseguaglianze scandalosi. Basti considerare il funzionamento dei Pronto Soccorso, la medicina territoriale e l’assistenza ai pazienti cronici e anziani per rendersene conto. La centralità del malato viene declamata, ma non rispettata. Anche se la spesa pubblica per la sanità non correla necessariamente alla sua qualità, non vi è dubbio che una spesa pubblica insufficiente non è compatibile con una buona assistenza sanitaria.
  7. Vogliono che divenga prioritario lo sviluppo dell’impresa privata, in quanto unica che genera ricchezza nazionale e lavoro; va invece drasticamente ridotta e qualificata la spesa pubblica e in particolare quella legata all’apparato pubblico. Per i dipendenti pubblici disonestà e inefficienza vanno punite in modo particolarmente severo, in quanto costituiscono un delitto contro lo Stato e contro la società.
  8. Vogliono che sia garantito rigorosamente il rispetto della sicurezza personale e della proprietà privata, infliggendo pene severe a coloro che le ledano in qualsiasi modo.
  9. Pretendono che venga introdotto il reato di immigrazione clandestina e attuato un contrasto efficace a questo fenomeno con espulsione immediata di tutti coloro che vivono illegalmente in Italia.
  10. Vogliono che vengano potenziate e riqualificale le Forze di Polizia, che ne vengano ampliati i poteri di intervento e gli strumenti di prevenzione e di repressione, pur con precisi limiti e controlli superiori.

Confrontare i propri desiderata con il programma politico di un Partito o di una coalizione, tuttavia, non deve essere sufficiente ad orientare la nostra scelta: dobbiamo anche valutare la qualità delle persone che vengono candidate. Almeno per le posizioni di maggior peso e responsabilità e per gli Esecutivi (Ministri e altri ruoli determinanti) dobbiamo sapere chi sono i candidati per assicurarci che a tali posizioni accedano persone autorevoli, capaci e oneste, dotate di un curriculum vitae che ne dia prova. Non vogliamo politici di professione che non hanno esperienza di lavoro nella vita reale o persone scelte dal Partito per convenienza. Vogliamo pertanto che la scheda elettorale contempli la possibilità per l’elettore di ricusare tutti i candidati proposti dal Partito; se questo perde il voto sarà stimolato a scegliere candidati migliori. Se queste possibilità non ci vengono offerte preferiamo invalidare la scheda elettorale (anzichè votare il meno peggio) così da non legittimare con il nostro voto persone o sistemi politici inadeguati che proprio grazie a tale legittimazione continuano a detenere il potere.

In conclusione, lo Stato deve recuperare il suo ruolo di guida capace ed equa per assicurare a tutti gli Italiani un ambiente di vita sereno e confortevole, abbattendo il più possibile il differenziale sociale, l’ingiustizia, gli interessi particolari che danneggiano la collettività, gli abusi e i privilegi. In una parola per assicurare a tutti benessere, ordine e rispetto dei propri diritti naturali.

 

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Ridurre le porzioni e usare stoviglie piccole

Una revisione Cochrane ha confermato che le grandi porzioni di cibi e bevande aumentano i consumi; eliminare le grandi porzioni riduce l’apporto calorico giornaliero del 16% negli adulti inglesi e del 29% negli adulti USA.

Larger portion sizes lead to overeating. BMJ 2015;351:h4936 doi: 10.1136/bmj.h4936

La crescita insostenibile

(Sintesi di un servizio trasmesso da Rai Storia il 13 giugno 2015)

Fin dagli anni ’70, il Club di Roma e l’MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston, in base alla dinamica dei sistemi complessi, produssero delle simulazioni secondo le quali si può ipotizzare che la crescita esponenziale della popolazione, unita alla crescita esponenziale dei consumi, risultino insostenibili dal pianeta terra. Saranno molti gli effetti di questa insostenibilità, ma sarà soprattutto l’effetto serra che produrrà gli effetti più disastrosi, fino a far sì che la popolazione perirà del tutto o in gran parte: ciò avverrà a meno che i Governi sappiano rimediare in tempi rapidi alle cause dell’insostenibilità, ma ciò è poco probabile stante gli interessi combinati dell’economia e della politica, che sono di breve termine e di visione limitata e parziale.

Nel libro “I limiti della crescita” e in quello pubblicato 20 anni più tardi col titolo “Oltre i limiti”, tutto il lavoro di questi ricercatori (e in particolare dei coniugi Dennis e Donella Meadows) viene illustrato in modo rigorosamente scientifico e convincente. Si evidenzia fra l’altro il concetto che il mondo è un unicum e quanto accade in una sua anche remota parte ne interessa inevitabilmente ogni altra. Senza un cambiamento di rotta immediato l’umanità non ha futuro a breve termine. Finora il cambiamento di rotta non è avvenuto perché sistematicamente la salute pubblica è vittima degli interessi dell’economia e della politica. Assistiamo anzi ad una campagna di disinformazione che tutela i grandi interessi negando e ridicolizzando i dati della ricerca scientifica, tecnica peraltro già ampiamente usata da altri interessi organizzati come l’industria del tabacco, per nascondere i danni provocati alla salute dal suo uso. Celebre il discorso di Ronald Reagan del 1983 contro le conclusioni del Club di Roma.

E’ bene che tutti sappiano che continuando così l’umanità corre il rischio di estinguersi o quasi entro questo secolo.

Cambiano gli obiettivi della cura negli anziani

Nei pazienti anziani con multipatologie croniche l’obiettivo non è solo il miglioramento clinico, ma soprattutto il recupero funzionale e la partecipazione sociale (i pericoli sono l’isolamento e l’inattività fisica e mentale). Ciò si ottiene cambiando l’impostazione della cura, che deve integrare assistenza sanitaria con assistenza sociale, ponendo tutti gli strumenti nelle mani di un solo medico di tipo olistico, che sappia responsabilizzarsi di tutti i problemi della persona malata che gli viene affidata. Ancora una volta si conferma che “In medicina interna la medicina più usata (e più efficace ndr) è il medico stesso (Balint citato da Stevens R. J. Balint Soc. 37, 55-57, 2009)”.

Unioni civili legali per gli anziani

Quando si parla di unioni civili legali (cioè regolate da contratto privato, vedi nota del 10/2/2014) dobbiamo ricordare che queste non riguardano solo i giovani, ma dovrebbero interessare anche gli anziani. Oggi in Italia oltre 3,6 milioni di anziani vivono soli, e rispetto al 2002 si è registrato un aumento del 36,6% (dati Censis 2013). Ciò è dovuto all’indebolirsi del tessuto sociale e dei rapporti familiari e amicali. La società (intesa non solo come Istituzioni, ma soprattutto come organizzazioni di volontariato[*]) dovrebbe quindi porsi come obiettivo quello di generare relazioni tra le persone, ad esempio favorendo i rapporti tra gli anziani, facilitando le loro unioni e coabitazioni in residenze individuali o collettive. Ecco che allora le unioni civili, se regolate da contratti privati, come auspicato da Thaler  e Sunstein (che considerino anche favorevoli aspetti fiscali e successori) potrebbero costituire un importante rimedio al cambiamento dell’welfare che stiamo vivendo.

[*]  Scrive il Censis nel “Rapporto sulla Situazione Sociale del Paese”, 2013, pagg. 232-33: “In prospettiva, per un welfare comunitario efficace, sostenibile e di qualità… il non-profit è essenziale; per questo è strategico andare oltre la perniciosa abitudine di tante Istituzioni ad un outsourcing povero orientato solo all’abbattimento del costo dei servizi…Il non-profit, insieme al volontariato organizzato o meno, è fatto di reti su cui investire, perché ha dimostrato di essere un collante essenziale in una realtà sociale a rischio disgregazione”. Investire specialmente nelle innovative sperimentazioni e soluzioni proposte e realizzate dal volontariato, avendo cura di rompere ogni forma di sudditanza operativa del volontariato rispetto agli organismi pubblici di finanziamento.