Marcuse ha qualche buona ragione

Herbert Marcuse è da molti ricordato come il teorico degli hippies, ma il suo pensiero è assai più profondo e in parte condivisibile anche da un uomo di destra come me.

Marcuse nota che la società è totalmente asservita ai consumi, che sono figli degli interessi industriali e finanziari. Ognuno di noi vuole vivere meglio e ritiene che ciò sia possibile aumentando i consumi di beni materiali e immateriali.

Il progresso tecnologico genera sempre nuovi consumi e li sostiene con una pubblicità ed una comunicazione manipolatorie che ci fanno credere di aver bisogno di beni e servizi sempre nuovi ed avanzati. Per ottenerli noi competiamo, lavoriamo, siamo stressati, insoddisfatti, invidiosi, in una parola infelici. La produzione continua, le nostre scelte orientate dalla pubblicità e dal conformismo, l’ambiente degradato. Nessuno insorge contro l’inquinamento procurato dalle auto, ma guai a chi proponesse di privarci dell’auto. L’auto è diventata la nostra anima.

Questa società governata dalla dittatura del consumismo distruggerà presto l’umanità e l’ambiente ma già ora è riuscita a farci vivere male.

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Comportamenti umani

Vi sono due caratteristiche della specie umana che i sociologi conoscono da molto tempo:
1) il conformismo
2) l’abitudine e la difficoltà di cambiare.
Sfruttando queste due caratteristiche alcuni hanno fatto la loro fortuna. Ad esempio: l’adesione dei giovanissimi al gruppo dei loro coetanei è una delle cause di iniziazione al fumo dei ragazzini e rinforzare questa adesione con la pubblicità è sempre uno degli obiettivi dei venditori. Più in generale sottolineare che la maggioranza si comporta in un certo modo è elemento che sospinge inconsciamente molti a comportarsi nello stesso modo.
Per quanto riguarda l’abitudine tutti i contratti che si rinnovano automaticamente alla scadenza sono un obiettivo ambito dai venditori proprio perché la disdetta attiva comporta un lavoro che non molti fanno.
Come possiamo sfruttare queste caratteristiche umane a fine di bene pubblico anziché di guadagno privato?
1)  Innanzi tutto insegnando alla popolazione di chiedersi sempre se c’è qualcuno che guadagna dietro certe sollecitazioni della pubblicità e dell’opinione pubblica o delle notizie giornalistiche (farmaci o cure miracolose, di solito americane!). Non avete idea di quante cose si scoprano identificando i motori interessati
2)  Imponendo a noi stessi alcune abitudini salutari [ridurre il volume delle porzioni che assumiamo ai pasti (mangiare di tutto, ma poco), eliminare l’uso dell’ascensore per salire i piani, camminare molto, non fumare e non bere alcolici, ecc.]
3) Divulgando senza tregua, tramite i contatti personali, i social network o altri mezzi di diffusione, le conoscenze che abbiamo così che le buone e le cattive pratiche e le scorrettezze oltre alle conoscenze divengano il più possibile note.

Per sapere di più e meglio cfr New EUFIC Review – motivating behaviour change (eufic@eufic.org)

Gli articoli scientifici

Le riviste scientifiche che sottopongono a valutazione gli articoli inviati per la pubblicazione sono circa 28.000, e gli articoli scientifici pubblicati ogni anno sono circa 1,8 milioni.

(Frank M. Open but not free. Publishing in the 21st century. New Engl J Med 368, 787-89, 2013)