Bisogna informarsi bene e capire per custodire la propria salute

L’obesità è una malattia multifattoriale che ha una predisposizione genetica poligenica, ma necessita di una influenza ambientale per manifestarsi. La dieta salutare (poco cibo fresco e cucinato con prevalenza di verdura, frutta, acidi grassi polinsaturi, senza zuccheri, alcol e sale, fritti, carne animale e farine raffinate), se regolare, riduce il rischio genetico di obesità, di diabete di tipo 2 e di malattie cardiovascolari, in ciò coadiuvata dall’attività muscolare quotidiana.
Questo stile di vita quando è seguito bene evita che il peso corporeo cresca: mantenere un peso corporeo ideale è il miglior indicatore di buona salute. E’ importante che tutti capiscano che ognuno di noi può fare molto per la sua salute con semplici regole di vita, fuggendo le offerte di un ambiente obesogenico che propone cibi non salutari in larghe porzioni ed essendo consapevole delle debolezze delle Istituzioni alla pressione industriale e commerciale che la nostra società esercita a favore dei cibi non salutari. Purtroppo oggi non si accetta che la libertà venga regolata e si dia priorità alla salute pubblica: così non viene limitata la pubblicità o i programmi televisivi che propongono modi di vivere non salutari. Ciò, unitamente alla mancanza di informazione ed educazione sanitaria istituzionale, comporta il prevalere di stili di vita nocivi e costosi per la collettività a favore degli interessi organizzati.

– Wang T et al. Improving adherence to healthy dietary patterns, genetic risk and long term weight gain: gene-diet interaction analysis in two prospective cohort studies.
BMJ 2018;360;j5644
– Ells LJ et al. Diet, genes and obesity
BMJ 2018;360:k7.

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Epigenetica e obesità

L’epigenetica (ossia la funzione dei geni che viene modificata da fattori ambientali e che può essere trasmessa ai figli) spiega come la dieta obesogenica comporti nei figli comportamenti non salutari (dieta inappropriata) molto difficili da modificare con il solo counselling e senza farmaci efficaci.

(Hawkes N. Solving the mystery of health inequality. BMJ 2015;350:h3389).

Dieta mediterranea e AHEI 2010

La dieta mediterranea e la dieta AHEI 2010 (che è una dieta mediterranea allargata) riducono di molto (30%) la mortalità, soprattutto quella legata ad infarto del miocardio e ad altri incidenti cardiovascolari.

L’Alternative Healthy Eating Index 2010 (AHEI 2010) è una variante della Dieta Mediterranea, che include 11 componenti:

Alimento – Quantità

1.  Vegetali – molto

2.  Frutta – molto

3.  Noci e legumi – moderatamente

4.  Carne rossa e processata – poco e saltuariamente

5.  Bevande zuccherate – no

6.  Vino rosso – poco (100 mL/dì)

7.  Acidi grassi poli-insaturi e polifenoli – moderatamente
(olio d’oliva extravergine, non altri olii anche d’oliva)

8.  Grassi trans – poco

9.  Omega-3 (pesce) – moderatamente

10. Farine integrali – molto

11. Sodio – poco

(Estruch R, Ros E. Eat healthy diet and drink wisely to post-pone dying if you survived a myocardial infarction? Yes, but randomized clinical trials are needed. JAMA Intern Med 173, 1819-20, 2013)

La cura del diabete di tipo 2

Nel diabete di tipo 2 il mantenimento di una glicemia normale diminuisce il rischio di complicanze microvascolari; su quelle macrovascolari l’effetto è incerto. I farmaci che inibiscono la dipeptidil peptidasi 4 (DDP – 4), determinano una maggiore secrezione di insulina da parte del pancreas e riducono il livello di Hb glicata (Hb A 1c), ma non sembra che si riducano significativamente le complicanze cardiovascolari, a conferma del fatto che gli indicatori surrogati non rispecchiano sempre l’esito clinico. Per ora, quindi, il miglior trattamento per il diabetico di tipo 2 sembra essere quello di controllare la glicemia e la pressione arteriosa, di assumere le statine e di seguire stili di vita salutari (dieta, peso corporeo, esercizio  fisico).

(Mitka M. New drugs improve glycemic control in type 2 diabetes, but improving heart health remains elusive. JAMA 310, 1435-36, 2013)

Check-up per tutti in UK

Il governo inglese ha stabilito di effettuare un check-up su tutti i cittadini di età compresa tra 40 e 75 anni per prevenire morbilità e mortalità evitabili. Il controllo verifica ipertensione, fumo, ipercolesterolemia, obesità, inattività fisica, dieta inappropriata e consumo di alcolici. Si prevede di effettuare un counselling per ridurre i fattori di rischio e quindi per evitare complicazioni evitabili. E’ questo lo stesso programma che da oltre 10 anni l’Associazione Amici del Policlinico e della Mangiagalli Donatori di Sangue onlus offre ai propri iscritti nel momento in cui si presentano al Centro Trasfusionale del Policlinico di Milano. Le ripetute visite al Centro, inoltre, consentono al donatore di essere seguito nel tempo e indirizzato verso stili di vita, indagini o terapie adatte a meglio proteggere il suo stato di salute.

(Editorial. Government’s plans for universal health checks for people aged 40-75. BMJ 2013; 347; f4788).