Attenti alla vostra salute cardiovascolare

I cardiologi USA (American Heart Association) ci ricordano che l’abolizione del fumo, il controllo del peso corporeo, l’alimentazione salutare e il movimento fisico regolare, unitamente al controllo della pressione, della glicemia e della colesterolemia sono i parametri su cui concentrarci per prevenire accidenti cardiovascolari.

I moderni smart-phone possono essere utili per monitorare l’aderenza ai parametri voluti.

– Karmali KN e Lloyd – Jones DM. Achieving and monitoring cardiovascular health across the life span. Curr Epidemiol Rep 1, 75-81, 2014)

– Burke LE at al. Current science on consumer use of mobile health for cardiovascular disease prevention. A scientific statement from the American Heart Association. Circulation 132, 1157-1213, 2015)

Abbandonare le pratiche mediche inutili: il ruolo delle Società Medico-Scientifiche

Vi sono nuove pratiche mediche che non sono più efficaci di quelle più antiche ma continuano ad essere usate malgrado costino di più o causino danno. E’ questo un settore dove le Società Scientifiche più hanno titolo e ruolo per intervenire e correggere.

Tra i molti esempi:

1) gli estro-progestinici per la prevenzione delle malattie cardiovascolari in menopausa;
2) calcio e vitamina D per la prevenzione delle fratture;
3) vitamina E per la prevenzione dei tumori o delle malattie cardiovascolari;
4) trattamenti di rivascolarizzazione coronarica nelle coronaropatie stabili;
5) il rosiglitazone nel trattamento del diabete di tipo 2;
6) artroscopia per l’osteoartrite del ginocchio;
7) la vertebroplastica per il trattamento dell’osteoporosi vertebrale;
8) il controllo troppo rigido della glicemia;
9) l’olio di pesce per la prevenzione delle malattie cardiovascolari;
10) lo screening per evidenziare il diabete di tipo 2 e molte altre pratiche mediche inutili: mai come in questi casi less is more.

(Wang TM et al. Responses of specialist societies to evidence for reversal of practice. JAMA Intern Med 175, 845-48, 2015)

L’indice glicemico

Alcuni cibi ricchi di carboidrati hanno più o meno effetto di altri nell’aumentare la glicemia. Questa proprietà, detta “indice glicemico” viene determinata confrontando l’aumento provocato sulla glicemia dopo due ore dall’ingestione dei carboidrati di quel cibo in confronto a 50g di glucosio.

(Wolever TM et al. The glycemic index: methodology and clinical implications. Am. J. Clin. Nutr. 54,845-854, 1991)

Si scopre così ad esempio che la banana aumenta la glicemia più della mela, che pur contiene lo stesso quantitativo di carboidrati. Tuttavia il valore pratico dell’indice glicemico è ancora incerto, in quanto altri nutrienti interferiscono nel determinare l’aumento della glicemia, come ad esempio fibre, polifenoli o sali di potassio.

(Sacks FM et al – Effects of high vs low glycemic index of dietary carbohydrate on cardiovascular disease risk factors and insulin sensitivity. The OmniCarb randomized clinical trial. JAMA 312, 2531-41, 2014)

La cura del diabete di tipo 2

Nel diabete di tipo 2 il mantenimento di una glicemia normale diminuisce il rischio di complicanze microvascolari; su quelle macrovascolari l’effetto è incerto. I farmaci che inibiscono la dipeptidil peptidasi 4 (DDP – 4), determinano una maggiore secrezione di insulina da parte del pancreas e riducono il livello di Hb glicata (Hb A 1c), ma non sembra che si riducano significativamente le complicanze cardiovascolari, a conferma del fatto che gli indicatori surrogati non rispecchiano sempre l’esito clinico. Per ora, quindi, il miglior trattamento per il diabetico di tipo 2 sembra essere quello di controllare la glicemia e la pressione arteriosa, di assumere le statine e di seguire stili di vita salutari (dieta, peso corporeo, esercizio  fisico).

(Mitka M. New drugs improve glycemic control in type 2 diabetes, but improving heart health remains elusive. JAMA 310, 1435-36, 2013)