La Contaminazione dell’Aria Uccide

Le microparticelle emesse dai motori a scoppio (soprattutto i diesel) danneggiano l’apparato cardiovascolare in modo grave. Sembra che i materiali volatili che coprono le particelle provochino una risposta infiammatoria delle arterie quando passano dai polmoni al sangue.
E’ colpevole continuare a promuovere i veicoli a motore e non porre un serio freno al traffico veicolare, rallentando il passaggio ai motori elettrici per interessi economici.

(Hawkes N. Journey of particulate pollution in body is mapped in study. BMJ 2017; 357:j2039)

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Il diesel è sporco

I motori diesel sono pericolosi inquinanti dell’aria nelle città. Essi producono un’elevata quantità di biossido di azoto (NO2 ) e polveri sottili (PM <2,5 µm), superando i limiti imposti dalla Direttiva UE 2008 sulla qualità dell’aria. L’inquinamento dell’aria è la seconda principale causa di morte prematura e di morbilità dopo il fumo di tabacco (che è circa il doppio), e include ictus, coronaropatie, malattie respiratorie (incluso il cancro), diabete e demenza. Quest’ultima e altre alterazioni neuropsicologiche sono dovute agli idrocarburi aromatici policiclici (presenti nello scarico del diesel), e sembrano alla base dell’epidemia di problemi mentali dei bambini: il benzopirene inoltre è un potente cancerogeno. L’aver consentito ai produttori di auto di continuare a produrre motorizzazioni diesel a danno della salute pubblica europea è scandaloso ed è un esempio purtroppo frequente di colpevole condotta dei Governi*. E’ urgente scoraggiare in tutti i modi l’uso dei diesel nelle città.

Russel-Jones R. Dirty Diesel. BMJ 2016;355:i6726.

* vedi anche Ireland R (BMJ 2017;356:i6833) che scrive: Apparently the manufacturer’s voice counts more than those of directors of public health.

Il Verde in Città per la Salute

Con poche eccezioni le nostre città hanno lasciato ben pochi spazi urbani dedicati al verde pubblico. Purtroppo gli interessi dell’edilizia hanno prevalso largamente. Ancora recentemente Milano ha ritenuto di non dedicare a verde alcune aree urbane che si erano liberate intorno all’anno 2000 (Portello, Fiera MilanoCity, Stazione di Porta Vittoria, Area Ex Varesine e Area Ex Innocenti), ma ha consentito che venissero intensamente edificate. Ancora una volta gli interessi prevalgono sulla salute pubblica, anche se sappiamo che il verde nelle città riduce la morbilità e mortalità cardiovascolare, migliora la salute mentale e le funzioni cognitive, migliora la salute dei neonati e migliora anche l’attrattività e quindi la competitività della città. A Barcellona è stato valutato che l’aumento degli spazi verdi ha consentito di prevenire 100 morti premature l’anno e di migliorare le funzioni cognitive dei bambini.

(Nievwenhuijsen M, Khreis H. Green space is important for health. Lancet 389, 700, 2017)

La scienza per il contrasto ai cambiamenti climatici

Il Lancet Countdown è un organismo di ricerca internazionale e multidisciplinare tra Istituzioni accademiche ed esperti di tutto il mondo. Esso, a seguito dell’Accordo di Parigi del COP21 (Conferenza delle Parti sui cambiamenti climatici, 21a Sessione, Parigi 2015), si propone di tenere sotto controllo il riscaldamento globale del pianeta, promuovendo tutte quelle iniziative che possono contenerlo e che rappresentano non solo l’unico mezzo per evitare catastrofi, ma anche un’opportunità per migliorare la salute e il benessere dell’umanità, che sono oggi gravemente minacciati dai cambiamenti climatici, come appare nella Figura qui sotto riportata:

clima.jpg

Figure The health impacts of climate change

Watts N et al. The Lancet Countdown: tracking progress on health and climate changeLancet online (Nov 14, 2016).

L’inquinamento dell’aria va ridotto

Il traffico veicolare è responsabile di circa 2/3 della contaminazione dell’aria nelle città, cui contribuisce con pericolose polveri sottili derivanti dallo scarico dei motori e dal consumo dei pneumatici. Questo inquinamento si stima provochi in Gran Bretagna 25.000 morti/anno, e rende urgente un piano di miglioramento che deve comprendere idealmente il divieto di circolazione di tutti i mezzi a motore a scoppio nelle aree centrali e la tassa d’ingresso in tutta la zona rimanente (almeno quella semicentrale), la creazione di parchi e anche di piccole zone verdi dentro la città, incentivi per i mezzi a motore elettrico e per le biciclette.
Ovviamente ogni città potrà realizzare questi provvedimenti in tempi variabili e spesso non brevi, ma è indispensabile un cronoprogramma vincolante che si completi entro 5-10 anni.

(Torijesen I. Action urged on traffic emissions. BMJ 2016; 335:i6453)