Le malattie cardiovascolari

Negli USA la mortalità per malattie cardiovascolari varia molto da Stato a Stato, e una analoga variabilità mostrano l’ipertensione e i determinanti sociali di quelle popolazioni (educazione, occupazione, stili di vita come fumo, peso corporeo, attività fisica, alcolismo, inquinamento ambientale, ecc.). Sembra quindi che questi ultimi influiscano sulle malattie cardiovascolari e relativa mortalità, e diviene importante intervenire per migliorarli sia con le cure che con la prevenzione primaria e secondaria. Mantenere la salute cardiovascolare deve essere un obiettivo strategico per tutte le età della vita fin dalla prima infanzia. Oggi esistono i mezzi tecnici per prevenire e curare e non è tollerabile che essi non vengano usati per togliere alle malattie cardiovascolari il loro triste primato di prima causa di morte.

Mensah GA et al. Cardiovascular mortality differences. Place matters. JAMA 317, 1955-57, 2017

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Il diesel è sporco

I motori diesel sono pericolosi inquinanti dell’aria nelle città. Essi producono un’elevata quantità di biossido di azoto (NO2 ) e polveri sottili (PM <2,5 µm), superando i limiti imposti dalla Direttiva UE 2008 sulla qualità dell’aria. L’inquinamento dell’aria è la seconda principale causa di morte prematura e di morbilità dopo il fumo di tabacco (che è circa il doppio), e include ictus, coronaropatie, malattie respiratorie (incluso il cancro), diabete e demenza. Quest’ultima e altre alterazioni neuropsicologiche sono dovute agli idrocarburi aromatici policiclici (presenti nello scarico del diesel), e sembrano alla base dell’epidemia di problemi mentali dei bambini: il benzopirene inoltre è un potente cancerogeno. L’aver consentito ai produttori di auto di continuare a produrre motorizzazioni diesel a danno della salute pubblica europea è scandaloso ed è un esempio purtroppo frequente di colpevole condotta dei Governi*. E’ urgente scoraggiare in tutti i modi l’uso dei diesel nelle città.

Russel-Jones R. Dirty Diesel. BMJ 2016;355:i6726.

* vedi anche Ireland R (BMJ 2017;356:i6833) che scrive: Apparently the manufacturer’s voice counts more than those of directors of public health.

L’inquinamento dell’aria va ridotto

Il traffico veicolare è responsabile di circa 2/3 della contaminazione dell’aria nelle città, cui contribuisce con pericolose polveri sottili derivanti dallo scarico dei motori e dal consumo dei pneumatici. Questo inquinamento si stima provochi in Gran Bretagna 25.000 morti/anno, e rende urgente un piano di miglioramento che deve comprendere idealmente il divieto di circolazione di tutti i mezzi a motore a scoppio nelle aree centrali e la tassa d’ingresso in tutta la zona rimanente (almeno quella semicentrale), la creazione di parchi e anche di piccole zone verdi dentro la città, incentivi per i mezzi a motore elettrico e per le biciclette.
Ovviamente ogni città potrà realizzare questi provvedimenti in tempi variabili e spesso non brevi, ma è indispensabile un cronoprogramma vincolante che si completi entro 5-10 anni.

(Torijesen I. Action urged on traffic emissions. BMJ 2016; 335:i6453)

L’aria è inquinata

Il WHO (World Health Organisation) segnala che l’inquinamento dell’aria da polveri sottili (<2,5 µm*) è più elevato del limite massimo di 10 µg/m3 in quasi tutti i Paesi del mondo. L’inquinamento dell’aria è responsabile di quasi 3 milioni di morti l’anno dovute a malattie e accidenti degli apparati cardiovascolare (infarto miocardio, ictus) e broncopolmonare (BPCO, tumore polmonare, infezioni acute).

Le cause principali dell’inquinamento sono i motori a scoppio, l’uso di combustibili fossili e alcune attività industriali e, in taluni Paesi, le tempeste di sabbia.

* NB 1 µm (micrometro) è 1 milionesimo di metro

(Mayor S. Nine in 10 people are exposed to air pollution over WHO limits, warns report. BMJ 2016; 354:i5244)

Marcuse ha qualche buona ragione

Herbert Marcuse è da molti ricordato come il teorico degli hippies, ma il suo pensiero è assai più profondo e in parte condivisibile anche da un uomo di destra come me.

Marcuse nota che la società è totalmente asservita ai consumi, che sono figli degli interessi industriali e finanziari. Ognuno di noi vuole vivere meglio e ritiene che ciò sia possibile aumentando i consumi di beni materiali e immateriali.

Il progresso tecnologico genera sempre nuovi consumi e li sostiene con una pubblicità ed una comunicazione manipolatorie che ci fanno credere di aver bisogno di beni e servizi sempre nuovi ed avanzati. Per ottenerli noi competiamo, lavoriamo, siamo stressati, insoddisfatti, invidiosi, in una parola infelici. La produzione continua, le nostre scelte orientate dalla pubblicità e dal conformismo, l’ambiente degradato. Nessuno insorge contro l’inquinamento procurato dalle auto, ma guai a chi proponesse di privarci dell’auto. L’auto è diventata la nostra anima.

Questa società governata dalla dittatura del consumismo distruggerà presto l’umanità e l’ambiente ma già ora è riuscita a farci vivere male.