Marcuse ha qualche buona ragione

Herbert Marcuse è da molti ricordato come il teorico degli hippies, ma il suo pensiero è assai più profondo e in parte condivisibile anche da un uomo di destra come me.

Marcuse nota che la società è totalmente asservita ai consumi, che sono figli degli interessi industriali e finanziari. Ognuno di noi vuole vivere meglio e ritiene che ciò sia possibile aumentando i consumi di beni materiali e immateriali.

Il progresso tecnologico genera sempre nuovi consumi e li sostiene con una pubblicità ed una comunicazione manipolatorie che ci fanno credere di aver bisogno di beni e servizi sempre nuovi ed avanzati. Per ottenerli noi competiamo, lavoriamo, siamo stressati, insoddisfatti, invidiosi, in una parola infelici. La produzione continua, le nostre scelte orientate dalla pubblicità e dal conformismo, l’ambiente degradato. Nessuno insorge contro l’inquinamento procurato dalle auto, ma guai a chi proponesse di privarci dell’auto. L’auto è diventata la nostra anima.

Questa società governata dalla dittatura del consumismo distruggerà presto l’umanità e l’ambiente ma già ora è riuscita a farci vivere male.

Il futuro della Terra è a rischio

L’umanità sta sfruttando le risorse della natura in modo insostenibile. La civilizzazione è molto cresciuta, ma il degrado della natura è oggi tale da creare allarme. I cambiamenti climatici, l’acidificazione degli oceani, il degrado dei terreni, la scarsità d’acqua, la pesca eccessiva e la perdita delle biodiversità, l’eccessivo uso di pesticidi e fertilizzanti, le inique diversità tra regioni della terra circa il tenore di vita, unitamente alla continua crescita della popolazione e al crescente consumismo creano forte preoccupazione per il futuro non lontano. Abbiamo bisogno che tutti capiscano che è necessario cambiare al più presto e precisamente:

① non esiste progresso senza rispetto della salute planetaria e dell’ambiente. Le nostre azioni devono rispettare non solo l’economia, ma anche il benessere e l’equità sociale e la sostenibilità ambientale

② è urgente che cessi il consumismo, i prodotti devono essere durevoli e riparabili, il riciclo dei materiali una priorità e i materiali pericolosi eliminati (cosiddetta economia circolare, Commissione Europea, 2014)

③ bisogna investire molto di più nella salute, nell’ambiente, nella ricerca e nell’educazione, creando team multidisciplinari che superino i confini delle singole specialità

④ bisogna investire per risanare i guasti prodotti dalla natura così da ridurre al più presto i cataclismi naturali, l’inquinamento atmosferico delle città, la cementificazione dei suoli

⑤ è compito dei Governi garantire ai cittadini serenità e benessere, una informazione capillare sugli andamenti basata su indicatori di benessere (e non solo il PIL) e da leggi che automaticamente consentano alle Nazioni di costringere a bene operare coloro che gestiscono il potere pubblico.

Tutto questo sembra ed è in parte utopico, ma molto si può fare se la popolazione tutta diviene consapevole che continuando così la vita dell’umanità è a rischio e questo cresce velocemente. Il ruolo dell’informazione, della scienza, dell’etica, dell’educazione diviene oggi prioritario e urgente e da loro dipende il futuro di ognuno di noi.

(Whitmee S. et al. Safeguarding human health in the Anthropocene epoch: report of the Rockefeller Foundation – Lancet Commission on planetary health. Lancet 386, 1973, 2028, 2015)

Inquinamento atmosferico e cardiopatie acute

Vi è una forte correlazione tra le due cose. Trentacinque studi osservazionali hanno dimostrato che quando il particolato fine (PM2,5) nell’aria cresce, il rischio di malattie cardiovascolari acute cresce del 2% ogni 10 µg/m3.

Si consideri che in alcune megalopoli la concentrazione media giornaliera di PM2,5 arriva fino a 300  µg/m3, pari a 20 volte la media delle città europee che è di 15 µg/m3. L’aria pulita è un obiettivo che va perseguito con vigore, anche con leggi molto severe se necessario.

(Lancet 2013;doi:10.1016/s0140-6736(13)60898-3)

L’inquinamento è causa di patologia cardiovascolare

In USA una persona muore di patologia cardiovascolare ogni 39 secondi. Le cause di tale patologia sono per il 70% modificabili: ipertensione, dislipidemia, diabete, fumo di tabacco, obesità, inattività fisica, tipo di alimentazione. Recentemente si è scoperto che anche alcuni fattori ambientali possono causare patologia cardiovascolare: il tasso di polveri ultrasottili nell’aria e il contenuto di alcuni prodotti chimici (come l’acido perfluoroottanico) negli alimenti, nell’acqua e nell’aria sono alcuni di questi agenti causali. L’acido perfluoroottanico è ampiamente usato nell’industria e si ritrova nel sangue della maggior parte degli abitanti dei paesi industrializzati.

(Shonkar A et al. Perfluorooctanoic acid and cardiovascular disease in US adults. Arch Int Med 172, 1397-1405, 2012)