Usare solo i farmaci utili

Non tutti i farmaci hanno lo stesso valore clinico. Alcuni hanno “scarso valore”.
Il Servizio Sanitario Nazionale inglese ha deciso di pubblicare un elenco di questi ultimi per aiutare  medici (e pazienti) ad assumere farmaci con maggiore oculatezza.

BMJ 2017; 356 doi: https://doi.org/10.1136/bmj.j1613 – NHS will publish national list of “low value” drugs to curb GPs’ prescribing costs

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Una mela al giorno

Il detto “una mela al giorno leva il medico di torno” ha una base scientifica.

Uno studio dimostra infatti che chi consuma una mela al giorno assume meno farmaci di chi non l’assume. Forse quindi è meglio dire “una mela al giorno leva il farmacista di torno”.

(Davis MA at al. Association between apple consumption and physician visits. Appealing the conventional wisdom that an apple a day keeps the doctor away. JAMA Internal Med 175, 777-83, 2015)

De-prescrivere i farmaci nell’anziano

Di fronte ad un paziente anziano che lamenta un disturbo e che già assume molti farmaci il medico non deve chiedersi “che farmaco devo prescrivere” ma “quali farmaci posso sospendere”.

(Scott IA. Reducing inappropriate polypharmacy. The process of de-prescribing. JAMA Intern Med 175, 827-34, 2015)

Costo dei nuovi farmaci

Il Tufts Center for Study of Drug Development ha calcolato che lo sviluppo di un nuovo farmaco costa all’industria 2,6 miliardi di dollari USA (http://csdd.tufts.edu/files/uploads/cost_study_backgrounder.pdf).

(Avorn J. The $2.6 Billion Pill – Methodologic and Policy Considerations. N Eng J Med 372;20: 1877-8)

Nuovi farmaci contro alcuni tumori

Per evitare che il nostro sistema immunitario aggredisca e danneggi i nostri stessi tessuti, tutte le cellule di ognuno di noi esprimono due tipi di molecole (dette PD-L1 e PD-L2) che si legano a specifici ricettori presenti sulle cellule T (detti PD-1) bloccandone l’azione. Le cellule T (che sono gli effettori della nostra risposta immunitaria), così “accecati” non riconoscono e non attaccano le nostre cellule.

Alcuni tumori sfruttano un meccanismo simile per sfuggire alla riposta immunitaria dell’ospite. Si comincia a capire che se blocchiamo il ricettore PD-1 con anticorpi specifici in malati affetti da alcuni tumori (come morbo di Hodgkin o melanoma) la risposta contro il tumore si rafforza e il paziente migliora. Sembra quindi che si stia aprendo una nuova via nella cura dei tumori e quindi nuove speranze per i malati. Ogni conclusione è tuttavia prematura e la ricerca deve proseguire per arrivare a dati certi.

(Sznol M, Longo DL. Release the hounds! Activating the T-cell response to cancer. New Engl J Med 372, 374-75, 2015)