Quale democrazia per la sanità

Il nostro sistema democratico è imperfetto perché è polarizzato (soprattutto in sanità) tra policy makers e interessi commerciali. Questi ultimi riescono facilmente a deviare le decisioni dall’interesse pubblico (salute pubblica) verso gli interessi di mercato (e di occupazione); prevalgono in altri termini i Determinanti Commerciali di Salute. Per evitare questa dannosa polarizzazione bisogna potenziare e includere nel processo di decisione la partecipazione sociale, cioè i Corpi Sociali più rappresentativi e indipendenti. Così si evita di trasformare la democrazia in autocrazia o forme di democrazia non liberali (e smentire il tertium non datur ossia l’esclusione di altre possibilità).
Perché ciò avvenga ci vuole però una continua vigilanza e trasparenza sull’indipendenza (cioè non collusione) di tali Corpi Sociali, e questo resta un grande punto di domanda: come assicurare questo requisito?

  • Dall’Alba R. et al. Yes, democracy is good for our health – but which democracy?
    Lancet online, 14 maggio 2022.
  • Horton R. Offline: is democracy good for your health?
    Lancet 2021, 398, 2060.
  • Ober J. Demopolis.
    Cambridge University Press, 2017.

Il profitto senza vincoli etici e i cambiamenti climatici

Tutti abbiamo sentito dire che è in atto un riscaldamento della Terra, e che questo fenomeno mette a serio rischio l’esistenza della vita sul pianeta. In effetti in poco più di un secolo (da fine ‘800 ad ora) la temperatura del globo è cresciuta di 1,1-1,2°C e la crescita continua incessante. Le conseguenze sono uno sconvolgimento climatico con un susseguirsi di eventi estremi, scioglimento dei ghiacciai e del permafrost, crescita del livello dei mari, inondazioni, carestie, siccità e conseguenti ripercussioni sul mondo animale e sulla società umana, con migrazioni, diseguaglianze, violenza e guerre.
Io credo che sia opportuno però far capire alla gente perché e come si è arrivati a questo punto, così che tutti possano impegnarsi in prima persona a mettere un freno a questo degrado.
Alla base del fenomeno climatico vi è la liberazione nell’atmosfera dei cosiddetti gas serra, e primariamente di CO2, metano e polveri sottili che impongono un cappotto alla Terra riducendo la dispersione del calore generato dal sole. Ma da cosa dipende l’aumento atmosferico di gas serra? Due mi sembrano le principali cause.

  1. Il crescente numero di abitanti sulla Terra, che ha raggiunto quest’anno gli 8 miliardi con una crescita esponenziale, che si è raddoppiato dal 1900 (quando si stimava che il numero fosse di circa 1,6 miliardi) al 1950 (quando il numero raggiunse i 2,5 miliardi), e ha poi registrato oltre 6,1 miliardi alle soglie del 2000 e gli 8 miliardi nel 2022.
  2. Gli interessi di gruppi organizzati economicamente potenti che, seguendo il modello strategico messo in atto dai produttori di sigarette da oltre un secolo, hanno investito ingenti somme di denaro per creare modelli sociali di comportamento utili a generare consumi e profitti, anche se sganciati da vincoli etici, primariamente la salute e il benessere dell’uomo e il rispetto dei suoi diritti elementari. La grande abilità di sollecitare i desideri delle persone e di crearne dei nuovi, la collusione con numerose élite della società (politica, scienza, Università, medicina, giornalismo), la sistematica disinformazione con occultamento della realtà, il negazionismo delle conseguenze nefaste del loro operato, l’esperta difesa legale dei loro interessi e l’abile azione di lobbying tesa ad evitare che i governi possano emanare provvedimenti per loro pericolosi, il continuo giustificare il loro operato come contributo a generare posti di lavoro e benessere per i lavoratori hanno reso questi Gruppi di interesse davvero potenti e difficilmente attaccabili.
    La strategia mutuata dai produttori di sigarette, adottata nella produzione di combustibili fossili, negli allevamenti intensivi e nelle coltivazioni industriali ad uso umano ed animale, si è più recentemente estesa ad altri settori, come quello alimentare o degli alcolici. Non è certo sfuggita a nessuno l’insistenza dei media sulla “cultura culinaria”, la promozione insensata di un consumo esagerato di cibo in una popolazione nella quale l’obesità è in crescita con i conseguenti danni alla salute e all’economia. Né è certo sfuggita ad alcuno la nuova moda di sedere al bar per consumare aperitivi alcolici in una popolazione dove l’alcolismo e i suoi rischi sono in aumento; a poco servono i richiami dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla tossicità dell’alcol specie nei giovani e sulla sua dimostrata capacità di contribuire a causare tumori.
    Ma anche il turismo di massa si è avviato da tempo sulla stessa strada, inserendosi a pieno titolo nella follia di un consumismo e di una globalizzazione che assorbono energie e generano grandi quantità di scorie, perché tenendo bassi i prezzi e sempre incalzando con le novità della produzione si inducono le persone a gettare i prodotti piuttosto che a ripararli e a godere smodatamente di servizi di cui non hanno necessità alcuna e da cui non traggono alcun vantaggio.

Alla luce di tutto ciò io credo che se non vengono posti limiti etici al profitto, e primariamente il rispetto assoluto del valore supremo della vita, della salute e del benessere di tutti gli esseri umani, il futuro dell’umanità non potrà che essere fosco.
Ma tutto ciò va illustrato alle popolazioni con un linguaggio comprensibile, utilizzando mezzi che raggiungano e sollecitino la loro attenzione. Iniziative come quella intrapresa recentemente da un Gruppo privato per sottolineare i danni della disinformazione sono lodevoli e andrebbero potenziate, ma nel contempo bisognerebbe che non vedessimo evidenti compiacenze dei governi verso la produzione di tabacco e il consumo di alcolici.
Se si cominciasse a rispettare veramente quella “Health in all policy” che anche l’Italia ha accettato (cioè valutare l’impatto di ogni provvedimento governativo sulla salute e bloccare quelli che la possono compromettere) faremmo già un grande passo avanti. Una Convenzione Quadro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità su questo tema, come fu quella di contrasto al tabacco del 2004 con il coinvolgimento di ben 192 Paesi e dell’Unione Europea, potrebbe essere un primo concreto avvio al cambiamento.
E’ indubbio che se ognuno di noi non capisce fino in fondo cosa c’è all’origine di questo calamitoso cambiamento climatico e non si impegna in prima persona a contrastare il profitto amorale di alcuni a danno di tutti gli altri, non avremo via di scampo.
Per salvare il pianeta l’Organizzazione Mondiale della Sanità invita ognuno di noi ad affrontare tre sfide globali:
1) lavorare subito per un mondo in cui aria, acqua e cibi salutari siano a disposizione di tutti
2) sospingere con fermezza le economie e i governi alla salvaguardia della salute e del benessere dei popoli
3) rendere le città vivibili e indurre ogni persona a prendersi cura della salute propria e dell’ambiente.
E’ quindi necessario che l’iniziativa non venga lasciata solo alle Istituzioni pubbliche, ma coinvolga soprattutto quelle private e i singoli cittadini che devono innanzitutto essere pronti a rinunciare a prodotti e servizi non indispensabili, a rifuggire da tutti quei falsi bisogni indotti dalla martellante pubblicità, manifesta e occulta, dei Gruppi di interesse, schierandosi apertamente a favore di una vera politica a favore dell’uomo e dell’ambiente, ma anche dando un fattivo contributo a questa politica di risorgimento morale e materiale.

Assoverde per il libro di Focus 2022

I parchi della salute

Molti di noi hanno sentito dire che è in atto un temibile cambiamento climatico che, a seguito di un riscaldamento globale della terra, mette a rischio l’esistenza stessa degli esseri viventi. Molti hanno anche capito che la causa principale di questo riscaldamento, e più in generale delle crescenti alterazioni dell’ecosistema mondiale, sono i comportamenti umani. Infatti l’insostenibile consumo di risorse naturali da parte di circa 8 miliardi di abitanti ha sì offerto in tempo breve un tenore di vita e di salute migliore, ma il miglioramento sta rapidamente lasciando il passo a gravi conseguenze per la salute del pianeta con eccesso di concentrazione di gas serra, perdita di foreste pluviali, estinzione di diverse specie animali e vegetali, acidificazione dei mari, modificazione degli habitat e comparsa di zoonosi, che sono assai nocive e pericolose per la vita sul tempo medio.
Non so però se tutti hanno capito che rimediare ai cattivi comportamenti umani è compito di ognuno di noi ed è interesse di ognuno attivarsi per salvare le nostre vite. Ognuno può fare la sua parte, innanzi tutto sforzandosi di comprendere ciò che sta accadendo nella nostra casa comune, che non è solo quella dove abitiamo con la nostra famiglia, ma tutto l’ambiente in cui viviamo. Anche questi spazi comuni condizionano infatti la vita e la salute nostra e dei nostri famigliari: se l’aria è inquinata da gas e polveri sottili, se ci liberiamo dei rifiuti gettandoli ovunque, se inquiniamo le acque con veleni che usiamo per aumentare i raccolti, se consumiamo cibi in eccesso specie carne e pesce, se sacrifichiamo alberi e prati in favore di costruzioni perché ciò frutta più denaro, se non capiamo che con tutte queste operazioni danneggiamo o uccidiamo la vita di tutti gli esseri viventi, ma anche di noi stessi e dei nostri famigliari, sarà molto difficile godere in un prossimo futuro di buona salute e di benessere.
Un forte richiamo ci viene anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha lanciato il tema “Salviamo il pianeta per salvare la nostra salute (our planet, our health)”.
L’OMS stima che oltre 13 milioni di decessi in tutto il mondo ogni anno siano dovuti a cause ambientali evitabili.
Quasi il 90% delle persone respira aria malsana derivante dalla combustione di combustibili fossili. Il riscaldamento globale è in crescita e la temperatura è aumentata di 1,1°C nei 150 anni passati. Gli eventi meteorologici estremi, il degrado del suolo e la scarsità d’acqua stanno sfollando le persone e compromettendo la loro salute. I sistemi che producono cibi e bevande altamente trasformati e malsani stanno causando un’ondata di obesità, aumentando il cancro e le malattie cardiache e generando un terzo delle emissioni globali di gas serra. L’inquinamento e la plastica si trovano sul fondo dei nostri oceani più profondi, sulle montagne più alte, e si sono fatti strada nella nostra catena alimentare.
Tra gli inquinanti più diffusi troviamo anche il tabacco e i rifiuti del suo consumo. Seicento milioni di alberi vengono abbattuti per produrre seimila miliardi di sigarette ogni anno, che contribuiscono a ridurre l’aria pulita che respiriamo. I mozziconi sono la forma più abbondante di rifiuti di plastica al mondo, pari a 767.000 chili di rifiuti tossici ogni anno che riempiono città, parchi, spiagge e fiumi. Alcune microplastiche vengono ingerite dai pesci e inquinano la catena alimentare.
Per salvare il pianeta l’OMS invita ognuno ad affrontare tre sfide globali:
1) lavorare subito per un mondo in cui aria, acqua e cibi salutari siano a disposizione di tutti
2) sospingere con fermezza le economie e i governi alla salvaguardia della salute e del benessere dei popoli
3) rendere le città vivibili e indurre ogni persona a prendersi cura della salute propria e dell’ambiente.
Assoverde, con Confagricoltura, fin dal 2021 ha preso l’impegno a potenziare il verde con il “Libro Bianco del Verde” e con l’iniziativa “La Salute e il Verde, il Verde e la Salute” e ha deciso di dedicare ai Parchi della Salute il Focus 2022.

Il Focus 2022

Per capire appieno il tema scelto per il Focus 2022 dobbiamo definire innanzi tutto cosa intendiamo per “Parco” e per “Salute”.

Definizione di Parco
Parco è un ampio territorio che per speciali caratteri naturalistici viene tutelato per legge dalle azioni dell’uomo che possono alterarne i caratteri, viene piantumato con alberi ornamentali (e dotati di tronchi capaci di trattenere CO2), con vaste zone a prato o giardino, ornato con vasche, gazebo per eventi (musica, spettacoli), oltre che con aree adibite a svago e passeggio, giochi per bambini, ecc. Questi sono i cosiddetti “luoghi” necessari ad offrire rapporti sociali così difficili nelle moderne città, e indispensabili per ridurre la solitudine e la depressione degli anziani. Il Professor Francesco Antonini, padre della moderna geriatria italiana, usava dire che la civiltà di una comunità si misura dai “luoghi” che sa offrire ai suoi anziani. Ma anche “luoghi” per i bambini e per stimolare tutti al movimento fisico non agonistico, come i gruppi di cammino, specie se collegati a momenti culturali, a insegnamenti di botanica, a scuole all’aperto, a ginnastica e Thai-chi, ecc. (“muovere i muscoli e la mente”).
Il Parco può essere pubblico o privato. Varia nella composizione a seconda del luogo in cui è realizzato (Nord o Sud, zone ventose, umide o secche, ecc.). La scelta delle piante è determinante ai fini dell’utilità e della manutenzione dei parchi.
Un parco deve essere progettato quindi a seconda della comunità cui è destinato, a seconda della città in cui viene realizzato, delle sue caratteristiche climatiche, dell’inquinamento dell’aria e del suolo che vuole combattere. Anche l’umidità del suolo deve essere attentamente valutata e garantita, e la sua biodiversità è indispensabile premessa perché venga assicurata la vita degli esseri viventi, persone, piante, animali selvatici e domestici.

Definizione di salute e relazione Parco-Salute
La definizione di salute della World Health Organization parla di benessere psico-fisico della persona. E include appunto gli aspetti sanitari e sociali citati più sopra. Per quanto concerne gli aspetti di salute pubblica, sono molto rilevanti la difesa dagli inquinanti ambientali, la promozione di stili di vita salutari (attività fisica, cessazione dal fumo) e la prevenzione secondaria di malattie cardiovascolari, respiratorie, allergie, infezioni.
Da non trascurare infine la necessità e possibilità di ricerca scientifica sulle relazioni tra verde e salute, che possono guidarci nei nostri futuri rapporti con la natura e sulla migliore utilizzazione dei Parchi della Salute.

Articolazione del Focus
Il Focus è organizzato in due momenti tra loro integrati: il Tavolo Tecnico di Ippocrate e il Tavolo Tecnico di Platone. Nel primo partecipano innanzi tutto i medici (geriatri, pediatri, pneumologi, psichiatri, veterinari) per dimostrare quanto questi spazi incidano favorevolmente sulla salute delle persone, soprattutto le più fragili come bambini e anziani.
Nel secondo esperti e operatori del verde descrivono requisiti e caratteristiche della flora. Tecnici, vivaisti, urbanisti, paesaggisti che, anche alla luce delle esperienze disponibili, cercano di attualizzare una tale iniziativa trasformando ad esempio aree dismesse in spazi di aggregazione immersi nella natura.
Ovviamente non possono mancare le voci di giornalisti ed esperti della comunicazione indipendenti, in grado di veicolare queste idee al grande pubblico perché possa far sentire la sua voce anche in contrasto con interessi consolidati.
Questi Tavoli Tecnici hanno anche l’ambizione di offrire Linee Guida agli amministratori e decisori politici per realizzare Parchi atti ad ospitare il verde più adatto alla zona e con contenuti oneri di manutenzione, ma anche graditi alla popolazione della zona e da questa rispettati e tutelati come patrimonio comune.

Finalità del Focus
Con il Focus 2022 Assoverde e Confagricoltura hanno scelto di adoperarsi perché nelle nostre città si diffondano i parchi della Salute, ossia aree sufficientemente ampie e opportunamente progettate, arredate, manutenute e vigilate, per divenire luoghi che contribuiscono a contrastare l’inquinamento atmosferico ed offrire più salute psicofisica a coloro che li frequentano, attraverso attività fisica e socializzazione per anziani, bambini, sportivi, ma anche spazi per animali domestici e selvatici. Tali parchi non sono facili da realizzare per la pubblica amministrazione, ma sono possibili, come dimostrato da diversi esempi in Italia e all’estero.
Siamo consapevoli che essi sono un costo per l’amministrazione e che il loro grande ritorno in termini di salute pubblica non è immediato, come tutti i provvedimenti di promozione e mantenimento della salute. Essi inoltre contrastano interessi di gruppi privati (ad esempio i costruttori) che non accettano facilmente di sottrarre suolo pubblico ai loro progetti edificatori. Precisiamo subito che realizzare un parco cittadino significa usare suolo pubblico per il verde, non attrezzare a verde facciate o tetti di edifici o piccoli angoli di suolo, anche se queste iniziative sono lodevoli. Molti credono che la città del futuro sia caratterizzata da spettacolari grattacieli; noi crediamo che il grattacielo sia la negazione dei buoni rapporti sociali e del contrasto alla solitudine e alla sedentarietà, che costituiscono due fra i peggiori nemici della salute psicofisica dell’uomo d’oggi. Ben vengano quindi questi nuovi orientamenti, ma non pensiamo che essi possano sostituire il parco in città, facilmente raggiungibile e accessibile a tutti.
Vediamo da vicino l’aspetto medico di questi parchi. Per i bambini, si tratta di giocare con altri bambini in aree dove l’aria è più pulita e non c’è il rischio di essere investiti da auto o altri mezzi di locomozione. Per gli anziani, si tratta di luoghi dove trovare qualcuno con cui intrattenersi e passeggiare, contrastando la solitudine e la depressione che più rattristano i loro giorni. Per tutti un luogo dove fare attività fisica senza timore di cattivi incontri, respirando aria meno inquinata dai gas di scarico delle auto in un contesto piacevole e prossimo, raggiungibile a piedi, con benefici per il fisico e per lo spirito.
Ogni amministratore pubblico darà ai suoi parchi all’interno della città le caratteristiche più confacenti ai bisogni dei suoi abitanti e curerà anche che alcune attività ludiche non confliggano con altre: ad esempio un percorso per biciclette e monopattini non dovrebbe coesistere con spazi pedonali, specie se frequentati da anziani e bambini. Sarà anche cura delle amministrazioni assicurare che anziani mamme e bambini possano soggiornare in luoghi puliti e ben frequentati, lontano da individui che tengono comportamenti irrispettosi delle regole della civile convivenza, urtando la sensibilità di coloro che pure hanno diritto di trovare nel parco un luogo bello, accogliente e sicuro ove soggiornare piacevolmente.
Tra i comportamenti negativi includiamo il fumo di tabacco e la dispersione di mozziconi nell’ambiente. In Italia, dopo il calo del numero di fumatori seguito all’emanazione della legge 16/1/2003 n. 3 art. 51 “Tutela della salute dei non fumatori”, purtroppo si è ripreso a fumare e oggi tra le persone di età superiore a 14 anni una su quattro fuma e spesso getta a terra i mozziconi. Si generano pertanto ogni giorno oltre 100 milioni di mozziconi che, dispersi nell’ambiente, finiscono nelle falde acquifere ove rilasciano sostanze tossiche e talora cancerogene originate dalla combustione del tabacco, nonchè microfibrille di plastica che vengono ingerite dai pesci perché scambiate per plancton, entrando così nella catena alimentare. Fare manutenzione del parco significa mantenerlo bello, illuminato, pulito, sicuro e in buone condizioni così che esso possa offrire salute all’ambiente e alle persone.
Il Focus “I Parchi della Salute” mira a definire tutto questo nel dettaglio, così da individuare tutti i passaggi tecnici necessari per la realizzazione e conservazione del parco in città; una sorta di Linee Guida per le amministrazioni comunali che vogliano impegnarsi in questa importante realizzazione e per tutti i cittadini che speriamo di raggiungere con una convincente e chiara comunicazione, anche con l’aiuto di esperti italiani e stranieri.
Il Focus si propone infine di approfondire il valore della salute pubblica contribuendo a combattere l’isolamento e la depressione degli anziani, la sedentarietà e il fumo di tabacco, che sono tra le principali cause di malattie croniche e dei loro danni economici e sociali e che hanno comunque un rapporto stretto con l’ambiente.
Speriamo che questa iniziativa trovi il favore di tanti Italiani che già nel 2005, con il sostegno della legge 16/1/2003 n. 3 art. 51 “Tutela della salute dei non fumatori”, hanno dimostrato di distinguere le campagne promosse per il bene di tutti rispetto a quelle tese a favorire interessi di pochi.
E’ importante che tutti capiscano che salvare il pianeta significa salvare noi stessi e che ognuno di noi è chiamato ad agire subito se vogliamo sopravvivere al danno ambientale che abbiamo generato e che sta per sopraffarci.

Riferimenti bibliografici per approfondimento

  1. Whitmee S et al. Safeguarding human health in the Anthropocene epoch: report of The Rockefeller Foundation-Lancet Commission on planetary health.
    Lancet 2015 Nov14;386(10007):1973-2028. doi: 10.1016/S0140-6736(15)60901-1. Epub 2015 Jul 15.
  2. Murage P et al. From drug discovery to coronaviruses: why restoring natural habitats is good for human health.
    BMJ 2021 Oct 5;375:n2329. doi: 10.1136/bmj.n2329.
  3. Austen J. Human population growth is the root cause of climate change.
    BMJ 2021 Sep 30;374:n2386. doi: 10.1136/bmj.n2386.
  4. Salas RN, Hayhoe K. Climate action for health and hope.
    BMJ. 2021 Aug 27;374:n2100. doi: 10.1136/bmj.n2100.
  5. Godlee F. A world on the edge of climate disaster.
    BMJ 2021;375:n2441.
  6. Cutler DM, Summers LH. The COVID-19 Pandemic and the $16 Trillion Virus.
    JAMA. 2020 Oct 20;324(15):1495-1496. doi: 10.1001/jama.2020.19759.
  7. Garcia JI. COP21: il clima tra questioni economiche e contributi ecclesiali.
    Aggiornamenti Sociali, marzo 2016 (198-207).
  8. Landi G. Contro l’ambiente.
    Aggiornamenti Sociali, dicembre 2015 (856-863).

Assoverde. Focus 2022

Perchè si fuma ancora

Quello che la medicina ci ha dimostrato circa la nocività del fumo per la salute e la vita è ultraconvincente. Bastano poche considerazioni.
1) Se confrontiamo la durata di vita di un gruppo di fumatori con un simile gruppo di non fumatori, questi vivono circa 10 anni più dei primi. il fumo di tabacco è la causa più importante di morte prematura, malattia e disabilità1
2) Il fumo è responsabile di ben 21 malattie, per cui la qualità di vita del fumatore è inferiore a quella dei non fumatori2.
3) Anche se non tutti i fumatori ammalano di cancro, quasi tutti i tumori polmonari si trovano nei fumatori.
4) La dipendenza da tabacco è una condizione cronica recidivante e va trattata di conseguenza3,4.
5) In Italia la percentuale di fumatori di età superiore a 14 anni è diminuita a seguito della legge 16/1/2003 n. 3 art. 51 “Tutela della salute dei non fumatori”, ma è ritornata sopra il 25% nel 2021 (Istituto Superiore di Sanità).
6) La mortalità prevenibile da consumo di tabacco si aggira in Italia su 80.000 soggetti l’anno e la patologia cronica indotta (con perdita di produttività e relativi costi) è circa 30 volte tanto, a causa principalmente di tumori polmonari, ischemia cardiaca e cerebrale, COPD5,6. Il fumo in gravidanza è inoltre causa di danni e morte per il prodotto del concepimento. Questi ingenti danni derivano non solo dal fumo attivo, ma in parte minore anche da quello passivo5.
7) La lotta al fumo, se intensa, costerebbe 325 volte meno dei costi sanitari e sociali (lavorativi) supportati ogni anno dalla società5. Infatti il costo economico per fumatore è calcolabile in US$ 3,391/fumatore per anno7.
8) Anche l’uso della sigaretta elettronica e del tabacco riscaldato (IQOS), su cui stanno investendo alcuni produttori, non è esente da rischi, che, anzi, per alcune fasce di utenti (come i ragazzi) sono elevati perché, presentandosi questi device come meno dannosi delle sigarette tradizionali, li inducono ad usarli. Ciò provoca assuefazione e facile transizione anche all’uso della sigaretta tradizionale e di sostanze. Anche la vantata utilità dei device suddetti per cessare il fumo di tabacco è stata smentita8 o è molto dubbia.
9) Oltre che agli esseri umani, l’uso del tabacco nuoce anche agli animali o all’ambiente9, giacchè il fumo è un inquinante ambientale e altrettanto può dirsi dei mozziconi gettati a terra.

Alla luce di queste e altre evidenze medico-scientifiche ed economiche non si può che restare meravigliati e chiedersi come mai il fumo di tabacco o i suoi succedanei non vengano estirpati dalla società. Sinteticamente credo che le principali ragioni del persistente (e crescente) uso di tabacco e dei suoi succedanei siano da ricercare nei seguenti argomenti:
a) tutti sanno che il tabacco crea una dipendenza da sostanze tossiche, che inducono il cancro e patologia vascolare e respiratoria, ma nei fumatori prevale l’illusione che il fumo abbia effetti benefici sull’ansia, sulla tensione. Che dia benessere! Che faccia dimagrire, ecc. (illusione collettiva);
b) la politica sa che il fumo danneggia la salute pubblica, ma non prende provvedimenti per non danneggiare interessi organizzati e la filiera produttiva e distributiva;
c) la corruzione è diffusa e tocca politica, Istituzioni, scienza, cultura, Associazioni;
d) la filiera del tabacco è costituita da oltre 200.000 persone e altrettanti posti di lavoro e viene difesa in modo intelligente con mezzi finanziari molto consistenti;
e) i produttori usano mezzi di promozione e penetrazione molto abili e disinvolti;
f) la diversificazione del prodotto (e-cig o sigarette elettroniche e IQOS, acronimo di I Quit Ordinary Smoking, costituite da sigarette di tabacco riscaldato, ma non bruciato) si è rafforzata negli anni più recenti.

In sintesi si è creata un’alleanza maligna, che è cresciuta nel tempo grazie agli enormi guadagni dei produttori (centinaia di miliardi di dollari), che hanno alimentato la corruzione, la pubblicità e la difesa legale del tabacco e comportano un rischio molto serio per chiunque ostacoli la loro azione. Oggi il denaro vale più della vita.
Il Global Tobacco Industry Interference Index 202110 mostra che l’Italia è tra i Paesi in cui le politiche relative al tabacco sono più esposte all’interferenza dell’industria. In questa biasimevole classifica, l’Italia con 79 punti su 100 è preceduta solo dalla Repubblica Dominicana (96/100), dalla Svizzera (92), dal Giappone (88). Questa classifica è ottenuta prendendo in considerazione 7 dimensioni delle interferenze e cioè:

  1. partecipazione dell’industria allo sviluppo delle politiche
  2. attività di cosiddetta responsabilità sociale dell’industria
  3. favoritismi all’industria del tabacco
  4. scarsa trasparenza dei rapporti tra settori del Governo e industria del tabacco
  5. interazioni inappropriate
  6. conflitti d‘interesse
  7. scarsa prevenzione dell’interferenza nelle decisioni politiche e nei processi legislativi.
    Il Rapporto si dilunga nell’illustrare ognuno dei suddetti punti e non è certo sfuggito ad alcuno di noi quanto e chi ha facilitato in Italia le Multinazionali del tabacco, dalle ingiustificate facilitazioni fiscali fino alle ripetute visite di uomini politici influenti ai nuovi insediamenti produttori di alcune Aziende nel nostro Paese. Non vogliamo però entrare in questo dettaglio perché crediamo che la maggior parte degli Italiani sia contraria a questi comportamenti e, come noi, creda che vi è margine per far rinascere l’Italia e cancellare il ricordo dei tempi bui e delle iniziative sconvenienti di alcuna politica. Ci appelliamo quindi alla popolazione prima che alle sue Istituzioni, chiedendo una mobilitazione o almeno una voce ferma in favore della salute pubblica, una difesa dei nostri giovani e una condanna degli interessi particolari e delle loro manovre oscure a danno della salute pubblica.

Riferimenti bibliografici

  1. Walter K. Ways to Quit Smoking.
    JAMA. 2021 Jul 6;326(1):96. doi: 10.1001/jama.2021.7239.
  2. Carter BD et al. Smoking and mortality. Beyond established causes.
    NEJM 372, 631-640, 2015
  3. Redfield RR, Hahn SM, Sharpless NE. Redoubling Efforts to Help Americans Quit Smoking – Federal Initiatives to Tackle the Country’s Longest-Running Epidemic.
    N Engl J Med. 2020 Oct 22;383(17):1606-1609. doi: 10.1056/NEJMp2003255.
  4. http://www.quotidianosanita.it Tabacco e salute mentale, un legame pericoloso. OMS: “Abitudine al fumo può ridurre speranza di vita anche di 20 anni”, Novembre 2021.
  5. Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Smoking-attributable mortality, years of potential life lost, and productivity losses–United States, 2000-2004
    MMWR Morb Mortal Wkly Rep. 2008 Nov 14;57(45):1226-8.
  6. Fabbri LM. Smoking, Not COPD, as the Disease.
    N Engl J Med. 2016 May 12;374(19):1885-6. doi: 10.1056/NEJMe1515508.
  7. Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Annual smoking-attributable mortality, years of potential life lost, and economic costs–United States, 1995-1999.
    MMWR Morb Mortal Wkly Rep. 2002 Apr 12;51(14):300-3.
  8. Gilmore AB, Braznell S. US regulator adds to confusion around heated tobacco products.
    BMJ. 2020 Sep 16;370:m3528. doi: 10.1136/bmj.m3528.
  9. Sirchia G. Tabacco, salute e ambiente.
    Convegno Confagricoltura e Assoverde, Roma, ottobre 2021.
  10. Mary Assunta. Global Tobacco Industry Interference Index.2021.
    Global Center for Good Governance in Tobacco Control (GGTC). Bangkok, Thailand, November 2021.

Assoverde. Focus 2022

Una dolorosa realtà

Premessa

Fra i tanti danni che ha provocato, la pandemia di Covid ha determinato in Italia anche un consistente aumento di fumatori1, vanificando in tal modo gli sforzi fatti per contrastare il consumo di tabacco ed i danni che esso provoca alla salute delle persone e dell’ambiente.

Da oltre mezzo secolo infatti, ossia da quando è stato dimostrato che l’uso del tabacco è una dipendenza che nuoce alla salute*, è progressivamente cresciuto il contrasto al suo uso. Questo contrasto ha avuto solo parziale successo e oggi siamo ancora a dirci che in Italia i fumatori sono calati fino al 2020 in modo irrilevante** e poi sono di nuovo aumentati. Non solo: si stanno anche consolidando il vaping e IQOs con nuove incognite e relativi rischi. Come mai? La risposta è a tutti nota. La forza economica, gli strumenti di penetrazione sociale e le capacità difensive dei produttori e commercianti di tabacco sono capaci di ostacolare ogni iniziativa contraria ai loro interessi. Eccezione la Legge per la tutela dei non fumatori dal fumo passivo (Legge n.3 del 16/01/2003, art.51) che ha avuto successo per alcune fondamentali ragioni:

①   impianto giuridico – Tutela dei non fumatori in base alla parità dei diritti di tutti i cittadini (se si ammette la libertà di fumare, si deve anche ammettere la libertà di non fumare, sia attivamente che passivamente)

②  strategia procedurale – Delega al Governo e relativo provvedimento all’interno di una legge finanziaria, dettagli tecnici rimandati al DPCM

➂   indipendenza del proponente dalla politica.

La legge ha avuto successo e ha trovato il consenso della grande maggioranza degli Italiani, ma non sono seguiti gli altri provvedimenti messi in agenda, specie la prevenzione dell’iniziazione della dipendenza nei giovani. Questo grave rallentamento è dovuto al fatto che gli interessi organizzati2:

a) impressionano la politica (timore di disoccupazione, reazioni delle categorie)
b) coinvolgono e finanziano Università, ricerca, stampa, politica***
c) investono molte risorse in abile propaganda occulta o manifesta e in misure di contrasto ai provvedimenti che limitino la loro attività
d) i produttori stanno abilmente differenziando su prodotti che hanno presa sui giovani.

L’influenza negativa degli interessi organizzati (e specialmente dell’industria) verso la salute pubblica non è oggi esclusivo del tabacco, ma è comune a molti altri settori, specie l’alimentazione3.

Che fare di fronte a questa realtà?

Io credo che dobbiamo innanzi tutto denunciare senza sosta le inadempienze istituzionali oggi macroscopiche: mancano i controlli di legge con l’adeguamento alle nuove realtà (si fuma nei gazebo dove si consumano alimenti), i controlli sui luoghi di lavoro, compito delle ASL, sono pressoché inesistenti, vi sono facilitazioni fiscali (accise basse), non vi sono incentivi all’agricoltura per la conversione delle colture del tabacco in altre colture, ma avviene l’esatto contrario, non vi è ricerca indipendente su fumo, vaping e IQOS. La dispersione dei mozziconi non viene sanzionata. L’educazione civica nelle scuole primarie è lasciata alle iniziative degli insegnanti e non è strutturata, la pubblicità occulta dei produttori (specie nei film) viene tollerata.

Abbiamo però capito che anche provvedimenti semplici e fattibili che correggono le lacune sopra citate non riescono a nascere nelle Istituzioni pubbliche. Qui è d’obbligo allora il riferimento al nostro attuale sistema democratico. Anche nelle scelte sanitarie il nostro sistema democratico è imperfetto perché è polarizzato tra salute pubblica e interessi commerciali. Questi ultimi riescono facilmente a deviare le scelte dei decisori politici dall’interesse pubblico verso gli interessi di mercato; prevalgono in altri termini anche in sanità i Determinanti Commerciali. Per evitare questa dannosa polarizzazione bisogna potenziare e includere nel processo di decisione la partecipazione sociale, cioè i Corpi Sociali più rappresentativi e indipendenti. Con questa “terza via” si evita di far scadere la democrazia in forme di democrazia non liberali e si contrasta l’esclusione di altre possibilità (tertium non datur )4,5,6.

Perché ciò avvenga ci vuole però una continua vigilanza e trasparenza sull’indipendenza (cioè non collusione) di tali Corpi Sociali, e questo resta un grande punto di domanda: come assicurare questo requisito?

Per tornare al nostro argomento (contrasto al fumo di tabacco) bisogna forse promuovere un Movimento popolare animato da esperti di salute pubblica, mecenati, persone che sono state colpite dalla malattia da fumo, associazioni a difesa dei pazienti, scienziati e comunicatori indipendenti. Solo un’azione di lobby competente, esperta, continuativa ed aggressiva può consentire che un diritto sancito dalla politica possa tradursi in una realtà fruibile da tutti coloro che ne hanno titolo. Sappiamo che la strada è in salita, ma la scelta di rassegnarsi e subire decisioni che minacciano la collettività7 è molto peggio.

_________________________

*    In Italia ogni anno 70-80.000 morti premature di cui 43.000 per cancro (S. Gori, Fondazione AIOM, Quotidiano Sanità, 8 agosto 2020).

**   Nel 2019 la percentuale di fumatori era analoga a quella del 2008 (22% circa) dopo il calo seguito all’entrata in vigore della legge 3/2003. Nel 2021 tale percentuale è salita al 24,2%, pari a 12,4 milioni di fumatori (ISS, 31 maggio 2022).

*** Oggi molti Enti e Istituzioni non accettano partecipazioni di alcun tipo da soggetti che operano contro il bene    della società (produttori e commercianti di tabacco, produttori e venditori di armi, ecc.).

Riferimenti bibliografici

1. Pacifici R. Comunicazione 2022.
2. Proctor RN. The cigarette: a political history. The past, present and future of US Tobacco.
JAMA 324, 10-11, 2020.
3. Editorial. Obesity and the COVID-19 pandemia.
BMJ 2020;369:m2237.
4. Dall’Alba R. et al. Yes, democracy is good for our health – but which democracy?
Lancet online, 14 maggio 2022.
5. Horton R. Offline: is democracy good for your health?
Lancet 2021, 398, 2060.
6. Ober J. Demopolis.
Cambridge University Press, 2017.
7. Adams JM: Smoking cessation. Progress, barriers and new opportunities. The Surgeon General’s report on smoking cessation.
JAMA 323, 2470-71,  2020.