Per i 40 anni del Servizio Sanitario Nazionale

1. Salviamo il Servizio Sanitario Nazionale

Alcuni esperti si stanno interrogando su come salvare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) italiano. Lodevole impegno, giacchè esso offre notevoli vantaggi quali l’elevato gradimento della popolazione (criterio che dovrebbe essere sempre prioritario per i servizi pubblici), ma anche un accesso universale e un costo inferiore a quello di altri sistemi sanitari. Il SSN oggi è in difficoltà sia per motivi di sostenibilità economica (in quanto la spesa sanitaria tende a crescere a causa dell’invecchiamento della popolazione e del tumultuoso progresso tecnologico), sia per una serie di scelte organizzative che si sono succedute dal 1978 ad oggi e che non sempre sono risultate felici. Tra queste, a mio avviso, l’imposizione di esosi ticket sulle prestazioni (talora associati a criteri di esenzione per patologia sempre più ristretti), la diffusione di una libera professione intramoenia che offre servizi celeri a fronte di un pagamento, liste di attesa eccessivamente lunghe per alcune prestazioni (e quindi razionamento), difformità tra le diverse aree del Paese per qualità, quantità e costo delle prestazioni sanitarie erogate, modelli di assistenza socio-sanitaria alla cronicità spesso inadeguati, disattenzione grave alla valorizzazione del merito dei medici e del restante personale che opera in sanità. Il personale medico in particolare è stato marginalizzato e sottoordinato a personale amministrativo che troppo spesso segue solo logiche contabili con danni enormi per i pazienti, per il personale sanitario e talora per la stessa efficienza. La valorizzazione del merito è quasi scomparsa in sanità dove l’appiattimento è molto marcato, il burn out del personale cresce, diminuiscono qualità ed efficienza e con esse l’attenzione e l’empatia per i malati. Non è facile risalire la china in un simile momento.Io credo che il bandolo della matassa potrebbe trovarsi nel rapporto imperfetto tra lo Stato Centrale e le Regioni, che potrebbe utilmente essere riconsiderato. Non propongo, si badi bene, di mettere in discussione la Costituzione o i poteri regionali, ma solo di chiarire meglio e insieme i rispettivi ruoli, con vantaggi per entrambi. Lo Stato Centrale è responsabile del diritto alla salute dei cittadini (art. 32 della Costituzione) e deve quindi stabilire i principi che consentono ad ogni italiano di godere degli stessi diritti ovunque si trovi. Lo Stato dovrebbe pertanto disegnare il sistema, i suoi limiti di oscillazione e gli standard di quantità, qualità e costo dei principali servizi erogati, impostando anche un sistema di verifica sui risultati ottenuti nel Paese e le eventuali azioni correttive e sostitutive. Continua a leggere

Annunci

Fattori socio-economici, disabilità e morte prematura

Usando la velocità del cammino come misura del numero di anni di buona funzione persi dai 60 anni in poi, è stato visto che il basso livello socio-economico è un fattore di rischio altrettanto importante dagli altri noti (fumo, elevato consumo di alcolici, ipertensione, obesità, diabete, inattività fisica).

The LIFEPATH Consortium. Socio-economic status, noncommunicable disease risk factors and walking speed in older adults. BMJ 2018;360:k1046 e BMJ 2018;360:k1288

Torniamo ai principi ispiratori del Servizio Sanitario Nazionale

Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) nasce per offrire assistenza sanitaria gratuita al punto di erogazione ad ogni persona che si trovi in Italia, indipendentemente dalle sue disponibilità economiche o altre caratteristiche, con accesso agevole e gratuito sia al Medico generalista (grazie ad una fitta rete di questi medici convenzionati nel Territorio), sia ai servizi di urgenza ed emergenza, sia ai ricoveri ospedalieri ordinari, sia ai farmaci inseriti in Prontuario.Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) nasce per offrire assistenza sanitaria gratuita al punto di erogazione ad ogni persona che si trovi in Italia, indipendentemente dalle sue disponibilità economiche o altre caratteristiche, con accesso agevole e gratuito sia al Medico generalista (grazie ad una fitta rete di questi medici convenzionati nel Territorio), sia ai servizi di urgenza ed emergenza, sia ai ricoveri ospedalieri ordinari, sia ai farmaci inseriti in Prontuario. Per realizzare questo obiettivo lo Stato funge da unico assicuratore per le malattie e ogni cittadino italiano paga con le tasse un premio proporzionato al suo reddito. Continua a leggere

Salviamo il Servizio Sanitario Nazionale

Alcuni esperti si stanno interrogando su come salvare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) italiano. Lodevole impegno, giacchè esso offre notevoli vantaggi quali l’elevato gradimento della popolazione (criterio che dovrebbe essere sempre prioritario per i servizi pubblici), ma anche un accesso universale e un costo inferiore a quello di altri sistemi sanitari. Il SSN oggi è in difficoltà sia per motivi di sostenibilità economica (in quanto la spesa sanitaria tende a crescere a causa dell’invecchiamento della popolazione e del tumultuoso progresso tecnologico), sia per una serie di scelte organizzative che si sono succedute dal 1978 ad oggi e che non sempre sono risultate felici. Continua a leggere

Una testa un voto non funziona (?)

In Italia vige un sistema di democrazia rappresentativa a suffragio universale dove ogni cittadino maggiorenne può votare e “ogni testa un voto”. Ciò fa sì che possano votare con uguale peso anche persone che non sono all’altezza del compito. Si assiste al fatto che l’elettore medio spesso non valuta il candidato sul curriculum di cose fatte, ma si accontenta delle parole che il candidato pronuncia e delle sue promesse, o addirittura vota per simpatia o antipatia. Così i candidati assumono atteggiamenti visibilmente mirati “ut fieri videatur”, ma molti elettori non capiscono che si tratta di pura finzione teatrale.
Io credo che l’Italia dovrebbe seguire il sistema dove gli elettori comuni (i commons) votano gli schieramenti politici in elezioni cosiddette primarie presso Gruppi di interesse che, in base ai voti ricevuti, nominano un proporzionale numero di delegati (e sperabilmente persone di qualità) che, a loro volta, votano per i rappresentanti degli schieramenti politici nazionali. Anche il sistema delle Corporazioni si basa sullo stesso principio: evitare che la scelta del popolo sia troppo istintiva e poco razionale, creando un sistema in due tempi: il popolo vota per uno degli schieramenti politici alternativi all’interno di una Corporazione e questa a sua volta, in base ai voti ricevuti, nomina un numero di delegati proporzionale e questi votano a loro volta per gli schieramenti politici a livello nazionale. Forse si potrebbe approfondire questa proposta.