Il nostro Servizio Sanitario Nazionale va migliorato

Il nostro Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha fatto una soddisfacente performance fino ad un recente passato, ma oggi va migliorato perché presenta difetti che appartengono a due categorie:
1) Quelli generati nel tempo da rimaneggiamenti
2) Quelli generati da cambiamenti intervenuti negli utenti e nelle conoscenze.

1. Tra i primi i più gravi sono:
a) le differenze tra varie aree del Paese in termini di quantità, qualità e costo dei servizi erogati che configurano diversità nel diritto alla salute tra i cittadini di varie aree (anticostituzionale);
b) le diversità tra chi può pagare per ridurre l’attesa dei servizi e chi non può;
c) la libera professione e i ticket che rendono i servizi non più gratuiti al punto di erogazione (la vogliono i medici e la struttura). Continua a leggere

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Messaggi raccolti

“Deboli di Costituzione” di Luigi Mazzella
Mondadori Ed. 2014

La Costituzione italiana è stata redatta in un momento storico nel quale prevaleva la pressione del Partito Comunista, assai lontano da principi liberali. Si sente lo spirito dell’egualitarismo, la limitazione della sfera del privato, lo Statalismo (art. 42 la proprietà privata con funzione sociale!), il regionalismo spiccato (art. 117 come modificato nel 2001, e poi legge Bassanini). La competenza per turismo, sanità, scuola passa alle Regioni e lo Stato Centrale si ritira ed esce di scena.
Tutto ciò discende dalla ubriacatura degli Italiani. L’Italia è infatti il Paese delle grandi ubriacature. Vediamo alcuni aspetti: Continua a leggere

L’anziano fragile e solo

Il nostro Servizio Sanitario Nazionale non è ancora in grado di trattare adeguatamente l’anziano fragile (cioè quello che non riesce a resistere ad insulti dell’ambiente che altri sopportano senza danni): manca infatti nel territorio un sistema di presa in carico socio-sanitario con un case manager (cioè una funzionante Casa della Salute) e nell’Ospedale una persona con visione olistica capace di curare un paziente pluripatologico, spesso fragile e con disturbi cognitivi. Questi pazienti inoltre hanno patologie con sintomi sfumati, poco noti allo specialista ospedaliero. Del tutto insufficiente infine il collegamento Ospedale-territorio alla continuità di cura e assistenza. Continua a leggere

Il contrasto alla cronicità

Milioni di persone al mondo ammalano e muoiono prematuramente a causa di 4 NCDs (non-communicable diseases: malattie cardiovascolari, tumori, malattie respiratorie croniche, diabete) che sono in larga misura prevenibili, riducendo 4 principali fattori di rischio: uso di tabacco*, uso pericoloso di alcolici, dieta non salutare, inattività fisica.
Il carico di NCD continua a crescere specie nei Paesi meno avanzati, giacchè la povertà peggiora l’impatto delle NCD. In molti Paesi l’obesità di adulti e bambini è in aumento e con essa le malattie croniche che ne derivano. La prevalenza del diabete è in crescita da 40 anni e in alcuni Paesi come gli USA è triplicata. Si stima che nel mondo esistano 415-425 milioni di diabetici e che questo numero raggiunga 700 milioni nel 2025. Frenare questa crescita è urgente e indispensabile per evitare che i Servizi Sanitari diventino insostenibili. Il numero di morti premature è cresciuto tra il 2000 e il 2015, ma le mortalità da patologie cardiovascolare e respiratoria sono diminuite di circa il 17%. I Governi devono assumersi la responsabilità di intervenire per ridurre la dieta non salutare (ricca di zuccheri, grassi e sodio) e l’inattività.
Anche l’inquinamento dell’aria, sia fuori che dentro casa, deve essere affrontato perché comporta NCD: è il traffico veicolare nelle città una delle cause principali.
Anche la prevenzione e il trattamento delle malattie mentali è un obiettivo urgente, specie la depressione che affligge 300 milioni di persone nel mondo, con circa 800.000 suicidi ogni anno. Più in generale le persone con malattie mentali vivono 10-20 anni meno delle persone normali.
Gli Stati peraltro hanno a disposizione strumenti e Linee Guida per affrontare la situazione e migliorarla, specie quelle prodotte dal WHO e dalle Nazioni Unite con l’obiettivo di ridurre del 25% la mortalità prematura da NCD entro il 2025 (25×25). Questo obiettivo è ben lontano dall’essere raggiunto e i progressi nel mondo sono stati scarsi. Nel 2017 molti Stati hanno concordato sull’obiettivo di ridurre del 30% la mortalità prematura entro il 2030 tramite la prevenzione e la cura delle NCD, specie quelle provocate dall’uso di tabacco, alcolici e dieta non salutare. Nessuno ignora che le forze che contrastano questi obiettivi sono numerose e forti (DeMaio A, Marshall R. Sacral lobbyng: call to arms for public health. Lancet 391, 1558-59, 2018); per questo la società civile deve mobilitarsi per sostenere e stimolare i Governi ad agire con determinazione.
La Commissione Indipendente del WHO ha pubblicato nel 2018 delle Raccomandazioni ai Governi che possono essere utili per mettere in atto un contrasto efficace alla cronicità, se applicate. A queste va poi aggiunta la Raccomandazione di utilizzare senza esitazione lo strumento fiscale (tasse) per scoraggiare i consumi di tabacco, alcol e zuccheri [Sugar, Tobacco and Alcohol Taxes (STAX) Group. Sugar, tobacco and alcohol taxes to achieve the SDGs. Lancet 391, 2400-1, 2018]. Qui di seguito vengono riportate le Raccomandazioni ai Governi (Nishtar S et al. Time to deliver: report of the WHO Independent High-Level Commission on NCDs. Lancet 392, 245-52, 2018): Continua a leggere