Qualità nella sanità

I sistemi organizzativi in sanità non sono finora riusciti a migliorare qualità ed efficienza e a ridurre sprechi e variabilità eccessivi. Il motivo è che non sono stati ancora considerati in modo adeguato:
1. I fattori motivazionali dei medici che sono:
– autonomia
– controllo (comando) delle situazioni cliniche senza interferenze esterne
– finalità (mission) della professione;
2. i difetti della sanità, che sono:
– meriti del medico non valorizzati
– insufficiente autonomia e centralità del medico
– variabile penetrazione nei vari ambienti dell’aggiornamento del medico
– sistema sanitario molto frazionato con silos che non si integrano
– scarso risultato degli incentivi usati (tutti materiali e non motivanti) che sono solo monetari e non culturali e non valorizzano la professionalità e il merito

(Microsoft Word - Qualit340 nella sanit340.docx)

– applicazioni sbagliate dei criteri di produttività
– l’impostazione aziendalistica della sanità che pone i medici in posizione subalterna rispetto ai gestori; questi ultimi spesso non ascoltano i medici né si accertano direttamente delle realtà vivendole personalmente. Sono i medici che devono proporre le soluzioni ai problemi e non subirle e devono anche disegnare i parametri delle valutazioni.
Bisogna allora rivedere l’attuale impostazione della sanità, cominciando col dare spazio ai medici invece di vincolarli con regole inefficaci. Bisogna privilegiare merito, capacità, voglia di innovare e comunicare amore per l’aggiornamento e la ricerca, e per la professionalità. Ai migliori devono andare i riconoscimenti sia monetari che soprattutto morali e professionali.

(Khullar D et al. Professionalism, performance and the future of physician incentives.
JAMA 320, 2419-20, 2018)

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La gerarchia ci servirebbe ancora

L’organizzazione gerarchica dei medici in Ospedale (Primario, vice Primario o Aiuto, Assistente) è considerata obsoleta e osteggiata da Sindacati e da esperti di organizzazione aziendale perché vedono in essa uno strumento di potere e di diversità anziché il motivo per cui è nata e si è mantenuta per decenni. Questo motivo è che in una organizzazione professionale il Primario e l’Aiuto sono stati di solito i medici che hanno dimostrato conoscenza, esperienza e capacità più di altri ed è interesse dei pazienti e della medicina che essi possano essere il punto di riferimento sia tecnico, sia organizzativo. La gerarchia basata sui meriti professionali ed umani è un grande valore per l’assistenza medica, ne assicura la qualità, la motivazione e l’aggiornamento di tutto il personale ed è lo strumento perché si formino le Scuole di Medicina che oggi sono di fatto sparite a danno dei pazienti e dei giovani medici. Hanno prevalso le idee dei Sindacati e degli esperti del lavoro aziendale, ma non mi sembra che la situazione sia migliore di quella del passato e qualche voce isolata si alza ancora per dirlo (vedi D. Bowler – Hierarchies serve us well. BMJ 2018;363:k5087).

Il craving

Il craving (in italiano bramosia) è un desiderio compulsivo di azioni quali mangiare, bere, viaggiare, fumare, giocare d’azzardo, ecc, ma anche acquisire potere e ricchezza e denuncia uno stato mentale che origina nella vita di oggi da una condizione di ansia e di scontentezza continua a loro volta causati dal continuo confronto con altri dal quale usciamo perdenti.
Queste conseguenze del confronto e della competizione sono dannose non solo a livello individuale, ma anche sociale perché generano invidia, aggressività e cattiveria e aggravano disuguaglianze e illegalità.
È necessario che ognuno di noi eserciti un controllo continuo sui suoi sensi compulsivi (training autogeno) per evitare di essere travolti da essi.

Pubblico e privato in sanità

Lettera inviata al Direttore del Corriere della Sera

Illustre Direttore,

le dichiarazioni del Prof. Giuseppe Remuzzi pubblicate più volte sul suo giornale mi stimolano ad intervenire sull’argomento pubblico e privato in sanità. Il tema non è nuovo e da decenni vede due schieramenti che si contrappongono con validi argomenti talora animati da posizioni ideologiche. Il tema riguarda soprattutto i grandi ospedali metropolitani. Le premetto che io ho lavorato tutta la vita in un ospedale pubblico in regime di esclusività. La mia scelta era dettata anche da un momento storico particolare che vedeva il grande ospedale pubblico al vertice per qualità, innovazione e grandi figure professionali: ospitava grandi scuole di medicina ed essere parte di queste scuole ci inorgogliva e ci compensava dei nostri magri stipendi. Ma le cose negli anni sono cambiate e la sanità non è più stata al vertice dell’attenzione politica. Nel contempo gruppi privati hanno invece capito che la salute è un tema molto vicino al cuore dei cittadini e che il mercato della salute sarebbe cresciuto significativamente anche perché garantito dall’accreditamento (ossia finanziamento) regionale. Continua a leggere

Le Regioni e la Sanità

Il principale compito della Regione è il governo del Sistema Sanitario Regionale. Questo processo si compone di alcuni capitoli fondamentali, ossia:

1. definizione del fabbisogno di servizi sanitari e loro finanziamento all’interno delle disponibilità finanziarie della Regione e delle norme nazionali e regionali
2. accreditamento degli erogatori di servizi pubblici e privati, ossia di quelli che producono servizi per conto della Regione e sono da questa retribuiti
3. contratto di correttezza (compliance) con gli erogatori accreditati e loro responsabilizzazione su qualità dei servizi erogati e relativo costo
4. organizzazione e gestione del controllo regionale su quantità, qualità e costo dei servizi prestati dai singoli erogatori e definizione delle sanzioni da applicare in caso di infrazione degli accordi. Continua a leggere