Tabacco: un veleno letale

Il tabacco è un veleno letale, che ogni anno si stima provochi circa 8 milioni di morti premature e 30 volte tanto di malati cronici(1) con una spesa che è pari al 7-14% della spesa sanitaria(2). La Convenzione adottata dall’World Health Organization fin dal 2003 e sottoscritta da 181 Paesi nel mondo al fine di ridurre il fumo di tabacco e le sue conseguenze è riuscita nel suo scopo solo in piccola parte(3) ed è in gran parte neutralizzata dalle iniziative di lobby e di promozione occulta (di cui siamo spettatori anche in Italia(4) che l’industria finanzia largamente grazie al fatto che il mercato mondiale delle sigarette è di US$ 717 miliardi all’anno, con profitti assai elevati(5). Peraltro anche laddove l’industria del tabacco è gestita dallo Stato (e non privatizzata) i risultati sono molto scarsi, specie nei Paesi come l’Italia che sono forti produttori di tabacco e quindi in conflitto di interessi con la salute pubblica(6). La nazionalizzazione della produzione è forse preferibile alla privatizzazione(7) purchè sia accompagnata da una stretta regolamentazione che limiti la disponibilità.
La conclusione è che molto resta da fare per ridurre la produzione e il consumo di tabacco se si vuole davvero bloccare la letale epidemia del fumo(8).

1. Carter BD et al. Smoking and mortality. Beyond established causes N. Engl J Med 372, 631-66, 2015
2. Xu X et al. Annual healthcare spending attributable to cigarette smoking. Am J Prev Med 48, 326-33, 2015.
3. Hoffman SJ et al. BMJ 2019;365:l2287
4. Formoso G et al. BMJ 2019;365:l4189.
5. Hawkes N. Big tobacco’s new year’s resolution to quit smoking. BMJ2018;360:k79
6. Murphy F, Crossley G. BMJ 2019;365:l2328
7. Cohen JE. BMJ 2019;365:l4056
8. Bauld L. BMJ 2019;365:l4161.

Il piano dell’FDA sul tabacco

Il fumo di tabacco contiene 7.000 sostanze tossiche, delle quali 70 oncogeniche, che entrano nel circolo ematico e raggiungono tutti gi organi.
La nicotina è una droga che provoca assuefazione e che viene assunta da una serie di prodotti che vanno dal tabacco combusto (il più pericoloso) fino al vapore delle e-sigarette (il meno pericoloso). Continua a leggere

La perfidia di Big Tobacco

Si stima che il mercato mondiale del tabacco si aggiri intorno a US$ 736 miliardi e sia nelle mani di pochi principali produttori (cosiddetti Big Tobacco). Philip Morris è uno di questi che nel 2016 ha guadagnato US$ 26,7 miliardi e per il marketing e la promozione dei suoi prodotti ha speso circa US$ 7 miliardi. A questo fine l’Azienda ha ingaggiato anche grandi nomi della sanità come Derek Yach (precedentemente esponente del Settore Controllo del Tabacco dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) e in passato Ernst Wynder, promotore della strategia della riduzione del danno nel contrasto al tabacco; ma anche molti altri accademici e ricercatori, che oggi si stanno adoperando per lanciare le sigarette elettroniche e le sigarette che scaldano ma non bruciano il tabacco, prodotti che le Multinazionali del tabacco stanno promuovendo oltre all’uso tradizionale del tabacco in quanto possibili sorgenti di ulteriori guadagni. Del tutto recentemente Philip Morris ha addirittura costituito la Fondazione “Smoke-free World” per mitigare la tragica realtà dei danni che il tabacco provoca nel mondo, una manovra di mascheramento che certo non trae in inganno gli esperti del settore, ma trova credito presso le persone più ingenue. Questa potente azione di Big Tobacco è variamente contrastata dai diversi Governi, gran parte dei quali per varie ragioni tuttavia oppone solo una insufficiente difesa. Un grande numero di persone quindi continua a fumare e si gioca la vita e la salute perché non capisce di essere vittima di una speculazione senza scrupoli.

Chapman S. Tobacco giant wants to eliminate smoking…and pigs might fly.
BMJ 2017;358:j4443.

Liberiamoci dal tabacco

I comportamenti umani hanno due diversi tipi di determinanti: a) razionali, b) emotivi. E’ infatti ben noto che la sola conoscenza è indispensabile, ma non sufficiente, a modificare i comportamenti umani.

Per questo analizziamo separatamente:

  1. I motivi razionali che indicano di non fumare
  2. I motivi emotivi che si oppongono a ciò e che riguardano:

– conformismo dell’uomo

– interessi organizzati che promuovono il fumo

– interessi che rendono deboli gli interventi dello Stato

I giovani iniziano a fumare per azione di coetanei di riferimento con l’esplicita finalità di apparire adulti, emancipati, sessualmente maturi1. Sono questi comportamenti ispirati dal conformismo, ossia la spinta a rendersi simili al gruppo e non essere classificati come un diverso, rifiutato dal gruppo di riferimento. Il conformismo è un comportamento comune negli umani ed è tanto più forte quanto minore o più acerba è la personalità dei soggetti e la sicurezza di sé. Continua a leggere