L’obesità è un serio fattore di rischio

L’obesità è causa di diabete di tipo 2 e di almeno 11 tipi di cancro: mieloma multiplo, carcinomi del tratto gastroenterico, apparato genitale femminile, pancreas, rene. Alcuni tumori del colon retto riconoscono anche una causa ereditaria (la sindrome di Lynch) e il NICE raccomanda oggi di ricercare tale anormalità genetica nei famigliari dei pazienti con tumori del colon retto.

Kalliala KM et al. BMJ 2017;356:j477 e BMJ 2017;356:j1057)

Il cancro si può prevenire

Oggi disponiamo di validi strumenti per prevenire i cancro: non fumare, fare attività fisica e mantenere un normale peso corporeo, vaccinare i ragazzi contro il papilloma virus umano (HPV) e i virus dell’epatite (HBV), sottoporsi agli screening raccomandati sono modi di dimostrata efficacia.

  • Smettere di fumare entro i 50 anni riduce del 62% la mortalità per cancro polmonare.
  • Lo screening per il cancro della cervice uterina riduce la mortalità di questo tumore del 95% e la vaccinazione anti-HPV dei ragazzi di 12 anni porta a zero questa mortalità.
  • La vaccinazione contro il virus dell’epatite B riduce del 90% la mortalità dovuta a tumore del fegato.
  • Lo screening per il virus dell’epatite C e il relativo trattamento riducono del 50% la mortalità delle persone infettate.

Purtroppo la nostra società non investe a sufficienza nella prevenzione e continua a registrare un inaccettabile tasso di morti premature prevenibili. Il prototipo è la tolleranza verso il fumo di tabacco, che è forse la prima causa di queste morti e una pratica che è causa di sofferenza umana ed economica molto rilevante: per ogni US$ investito nel contrasto al consumo di tabacco il ritorno è di US$ 2,12.

Alla luce delle grandi opportunità che abbiamo di prevenire il cancro non dobbiamo cessare di far conoscere alla popolazione questi dati e di coinvolgere tutte le Istituzioni pubbliche e private (prime di tutte la scuola e i media) nella implementazione delle misure individuali e collettive che possono far crescere nel Paese le iniziative di tutela della salute.

Emmons KM, Colditz GA. Realizing the potential of cancer prevention. The role of implementation science.  New Engl J Med 376, 986-89, 2017.

Limitare i danni dell’invecchiamento

Le malattie cardiovascolari rappresentano il 10% del carico di disabilità mondiale e 1/3 di tutte le morti. Esse sono dovute all’aterosclerosi, che è un fenomeno legato all’invecchiamento, ma  la cui gravità dipende dagli stili di vita e, in particolare, dall’alimentazione eccessiva e scorretta e dalla sedentarietà, che a loro volta causano alti livelli di colesterolo LDL e trigliceridi, obesità, diabete e ipertensione arteriosa e cioè i fattori di rischio modificabili di malattia cardiovascolare. Su questi bisogna agire per contenere i danni del’invecchiamento e la formula è Mangiare poco e muoversi molto (e ovviamente non fumare).

Koopman JJE, Kuipers RS. From arterial aging to cardiovascular disease. Lancet on line 389, 1676-78, 2017.

L’attesa di vita aumenta

L’aspettativa di vita della nostra popolazione è in aumento, e la nazione deve attrezzarsi per soddisfare le esigenze di una popolazione che nel 2030 potrà raggiungere età molto avanzate. La base di questo politiche deve essere costituita da servizi sanitari equi ed efficaci con libero accesso a prevenzione e cura di qualità, e da azioni che riducano significativamente l’uso del tabacco e degli alcolici. Sarà necessaria una vera integrazione di questi servizi e si dovrà ripensare il sistema pensionistico capace di finanziarli (anche allungando l’età lavorativa e graduando il passaggio dalla vita attiva alla pensione) e le strategie atte a prevenire i danni dell’invecchiamento e a fornire un contesto sociale, sanitario e ambientale soddisfacente ed efficiente.

(Kontis V. et al. Lancet 389, 1323-35, 2017)

Tabacco e salute pubblica

Vi invito a riflettere sulla salute pubblica, ovvero sul benessere psico-fisico di popolazioni e sui provvedimenti che le Istituzioni pubbliche e private adottano per proteggerla e migliorarla. Questo interesse nasce per almeno 3 motivi:

  1. tutti noi desideriamo vivere in salute e in pace;
  2. i provvedimenti in questione ci consentono di svolgere attività politica e di giudicare e migliorare la politica delle nostre Istituzioni;
  3. i provvedimenti favorevoli alla salute pubblica operano a favore dello sviluppo economico e sociale di un Paese e sono caratterizzati in genere da un ritorno molto alto sull’investimento (cosiddetto value for money).

Un quarto motivo è l’amara considerazione che fin troppo spesso questi interessi generali cedono di fronte agli interessi economici di gruppi che traggono profitto da azioni che confliggono con la salute pubblica. Questi fenomeni sono sotto i nostri occhi, ma spesso non richiamano a sufficienza la nostra attenzione e la nostra azione. Tutti infatti sappiamo oggi che l’alimentazione eccessiva e scorretta non è salutare, è obesogenica e comporta una continua crescita di prevalenza del diabete di tipo 2; che l’inquinamento dell’aria nelle città legato al traffico comporta danni all’apparato cardiovascolare e disturbi neurologici e cognitivi; che il riscaldamento ambientale e le sue conseguenze sono causati dall’uomo; che non utilizzare i vaccini determina il diffondersi di malattie infettive e così via. Ma il paradigma più significativo è forse il consumo di tabacco, ossia il deliberato uso di una pianta nociva alla salute umana e all’ambiente senza alcun motivo plausibile. Un fenomeno, questo, che potrebbe sembrare paradossale ad un osservatore estraneo, che affligge l’umanità da due secoli. Per capire meglio l’entità di questo attentato alla salute pubblica, sottopongo alla vostra attenzione 4 punti:

a) ogni anno nel mondo muoiono prematuramente 6 milioni di persone e si spendono $ USA 1000 miliardi in costi sanitari e sociali;

b) come è possibile che ciò continui? Strategie dei produttori:

  • basso costo
  • ampia disponibilità
  • modello sociale sostenuto dalla pubblicità
  • generare dubbi e nascondere la verità scientifica
  • creare nuovi prodotti “meno tossici” (tecnica della riduzione del danno).

c) I rimedi ci sono:

  • alzare i prezzi
  • ridurre la disponibilità
  • contrastare i messaggi sociali con i dati scientifici di danno alla salute e all’ambiente e con normative limitanti.

d) I Governi sono timidi nel contrasto. Perché?

 

Come procedere? Sviluppando 3 qualità:

  1. Conoscenza – Ricercare i fatti e non il sentito dire: imparare ad acquisire le informazioni.
  2. Consapevolezza – Essere coscienti di ciò che accade intorno a noi e delle sue ragioni e chiedersi ad ogni azione “Perché faccio questa cosa? Posso fare meglio?”.
  3. Coerenza – Giudicare le azioni e non le parole delle persone e dei Governi. Sono le azioni in favore della scuola e finalizzate a costruire un buon cittadino, della salute con una health in all policy, dell’ambiente e della tranquillità sociale, che fanno la qualità delle Istituzioni e che vanno premiate col nostro sostegno. Contemporaneamente però ognuno di noi deve fare la sua parte e migliorare il suo modo di vivere e di rapportarsi alla società, cioè essere cittadini responsabili. Se ognuno di noi si propone di capire e di partecipare al miglioramento della società e delle persone, la qualità della vita di tutti noi non può che migliorare. La delega totale ad altri (che deriva spesso dal disinteresse e dalla pigrizia) è un errore che ci penalizza, anche se per altri si intendono le Istituzioni che, per loro natura, come diceva il Cardinale Richelieu, non hanno principi, ma solo interessi.

Torno infine sulla politica. Ci chiediamo spesso come valutare i programmi dei partiti politici o le azioni dei Governi nazionali o territoriali. Io ritengo che i provvedimenti a favore della salute pubblica siano un buon metro di misura della loro qualità, giacché molti di essi, se non tutti, confliggono con gli interessi di pochi a danno di tutti: basti pensare al fumo di tabacco, al gioco d’azzardo, agli alimenti industriali, all’inquinamento dell’ambiente, al consumo dei suoli, eccetera, eccetera. Se un partito politico o un Governo dimostrano di fare l’interesse di tutti resistendo alle pressioni di pochi, credo che vadano apprezzati e premiati. Se poi essi dimostrano di saper guardare lontano (e non curare solo i ritorni immediati, come spesso accade), investendo efficacemente nella scuola, nell’Università, nella ricerca scientifica, nella sanità, nel sociale, e quindi di avere a cuore il futuro della nazione e delle prossime generazioni; essi possono essere considerati Governi ideali per il Paese. Se poi sanno creare le condizioni favorevoli alla nascita e allo sviluppo dell’impresa privata sana (che è la maggior fonte di ricchezza nazionale e di posti di lavoro), riducendo la spesa pubblica improduttiva e la ingerenza dello Stato nella società, allora essi possiedono tutti i titoli per essere giudicati Governi ideali per il Paese.