Fattori di rischio per morte prematura

Il Global Burden of Disease Study 2017 ha rilevato che i fattori di rischio per morte prematura e per disabilità sono nell’ordine:
1) elevata pressione arteriosa
2) fumo
3) prediabete e diabete
4) obesità
Pertanto investire nella prevenzione primaria di queste patologie (con screening ed educazione) è una priorità del Servizio Sanitario giacchè si può intervenire a basso costo prima che la patologia insorga o all’inizio della sua comparsa clinica.

Lancet 392, 1923-94, 2018 e idem p. 2052-90

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Smart cities for urban health

Sviluppare l’agricoltura urbana (orti) e gli spazi di verde pubblico (parchi) dentro la città è un programma che le Amministrazioni Comunali dovrebbero adottare per migliorare la vita e la salute nelle città.

Ezzati M. et al: Improving cities for global health.
BMJ 2018;363:k3794.

Epigenetica e prevenzione (e predizione)

L’epigenetica, ossia quelle caratteristiche genetiche in parte causate dall’ambiente esterno all’organismo, sembra costituire un campo di studio molto promettente anche ai fini della predizione e prevenzione di malattie autoimmuni e metaboliche come il diabete 2 oltre ai tumori. E’ necessario attivare biobanche atte a conservare grandi numeri di campioni biologici di queste patologie per consentirci di capire quali sono le caratteristiche che consentono questo progresso della conoscenza.

Feinberg A. The key role of epigenetics in human disease prevention and mitigation.
New Engl J Med 378, 1323-34, 2018

Pensiamo ai malati cronici

Nel 2012 in Scozia la maggior parte dei soggetti di 65 o più anni di età viveva con 3 o più malattie croniche. Nel 2016 in Inghilterra tra i soggetti con più di 75 anni di età il 7% era francamente fragile e il 21% moderatamente fragile.Nel 2012 in Scozia la maggior parte dei soggetti di 65 o più anni di età viveva con 3 o più malattie croniche. Nel 2016 in Inghilterra tra i soggetti con più di 75 anni di età il 7% era francamente fragile e il 21% moderatamente fragile.Quest’anno in Gran Bretagna i soggetti con 4 o più malattie croniche sono il 9,8% e si prevede che aumentino fino al 17% nel 2035. Quindi se il 10% della popolazione ha 4 o più malattie croniche e di questa il 10% è molto fragile e il 20% fragile, dobbiamo oggi assistere un 1% di tutta la popolazione per elevata fragilità ed un ulteriore 2% per fragilità media, e queste percentuali continuano a crescere. Ciò significa che dobbiamo mettere in atto misure oggi ancora non ben attuate, ossia: Continua a leggere

Bisogna informarsi bene e capire per custodire la propria salute

L’obesità è una malattia multifattoriale che ha una predisposizione genetica poligenica, ma necessita di una influenza ambientale per manifestarsi. La dieta salutare (poco cibo fresco e cucinato con prevalenza di verdura, frutta, acidi grassi polinsaturi, senza zuccheri, alcol e sale, fritti, carne animale e farine raffinate), se regolare, riduce il rischio genetico di obesità, di diabete di tipo 2 e di malattie cardiovascolari, in ciò coadiuvata dall’attività muscolare quotidiana.
Questo stile di vita quando è seguito bene evita che il peso corporeo cresca: mantenere un peso corporeo ideale è il miglior indicatore di buona salute. E’ importante che tutti capiscano che ognuno di noi può fare molto per la sua salute con semplici regole di vita, fuggendo le offerte di un ambiente obesogenico che propone cibi non salutari in larghe porzioni ed essendo consapevole delle debolezze delle Istituzioni alla pressione industriale e commerciale che la nostra società esercita a favore dei cibi non salutari. Purtroppo oggi non si accetta che la libertà venga regolata e si dia priorità alla salute pubblica: così non viene limitata la pubblicità o i programmi televisivi che propongono modi di vivere non salutari. Ciò, unitamente alla mancanza di informazione ed educazione sanitaria istituzionale, comporta il prevalere di stili di vita nocivi e costosi per la collettività a favore degli interessi organizzati.

– Wang T et al. Improving adherence to healthy dietary patterns, genetic risk and long term weight gain: gene-diet interaction analysis in two prospective cohort studies.
BMJ 2018;360;j5644
– Ells LJ et al. Diet, genes and obesity
BMJ 2018;360:k7.