Bisogna informarsi bene e capire per custodire la propria salute

L’obesità è una malattia multifattoriale che ha una predisposizione genetica poligenica, ma necessita di una influenza ambientale per manifestarsi. La dieta salutare (poco cibo fresco e cucinato con prevalenza di verdura, frutta, acidi grassi polinsaturi, senza zuccheri, alcol e sale, fritti, carne animale e farine raffinate), se regolare, riduce il rischio genetico di obesità, di diabete di tipo 2 e di malattie cardiovascolari, in ciò coadiuvata dall’attività muscolare quotidiana.
Questo stile di vita quando è seguito bene evita che il peso corporeo cresca: mantenere un peso corporeo ideale è il miglior indicatore di buona salute. E’ importante che tutti capiscano che ognuno di noi può fare molto per la sua salute con semplici regole di vita, fuggendo le offerte di un ambiente obesogenico che propone cibi non salutari in larghe porzioni ed essendo consapevole delle debolezze delle Istituzioni alla pressione industriale e commerciale che la nostra società esercita a favore dei cibi non salutari. Purtroppo oggi non si accetta che la libertà venga regolata e si dia priorità alla salute pubblica: così non viene limitata la pubblicità o i programmi televisivi che propongono modi di vivere non salutari. Ciò, unitamente alla mancanza di informazione ed educazione sanitaria istituzionale, comporta il prevalere di stili di vita nocivi e costosi per la collettività a favore degli interessi organizzati.

– Wang T et al. Improving adherence to healthy dietary patterns, genetic risk and long term weight gain: gene-diet interaction analysis in two prospective cohort studies.
BMJ 2018;360;j5644
– Ells LJ et al. Diet, genes and obesity
BMJ 2018;360:k7.

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La No – Smoking Policy in Italia: dalla Legge del 2003 ad oggi

La Legge per la tutela della salute dei non fumatori italiana (Legge n.3 del 16/01/2003, art.51)

  • è del 2003, ma è entrata in vigore il 10/01/2005;
  • seguiva di poco il riconoscimento ufficiale della Convenzione quadro per il Controllo del Tabacco del WHO da parte della World Health Assembly, grazie anche al supporto di ENSP (costituita ufficialmente nel 1997 a Bruxelles)(1);
  • era il primo punto di un’agenda che prendeva atto come il fumo fosse in Italia una grave minaccia alla salute pubblica, con 70.000 morti premature e 30 volte tanto malati cronici(2) (oltre 2 milioni di cardiovascolari, polmonari e tumori), con un costo di € 6,5 miliardi/anno in Italia, con il fumo passivo che era responsabile di quasi 1/10 di tali danni e che configurava la violazione del diritto dei non fumatori a respirare aria pulita. Il fumo di tabacco contiene 7.000 sostanze tossiche, delle quali 70 oncogeniche, che entrano nel circolo ematico e raggiungono tutti gli organi(3). La nicotina è una droga che provoca assuefazione e che viene assunta da una serie di prodotti che vanno dal tabacco combusto (il più pericoloso) fino al vapore delle e-sigarette (il meno pericoloso). L’FDA (Food and Drug Administration) ha pianificato di ridurre la quantità di nicotina presente nei vari prodotti (e specie nelle sigarette) così da rendere questi ultimi incapaci di mantenere l’assuefazione3. Per far questo è però necessario concedere l’uso di prodotti alternativi meno rischiosi, come la sigaretta elettronica: una tecnica di riduzione del danno. Questi prodotti tuttavia aumentano il rischio che i giovani comincino a fumarli proprio perché ritenuti poco pericolosi, e non siano usati solo dai fumatori per smettere di fumare. Le difficoltà che si frappongono al piano dell’FDA sono molte e non sappiamo se il piano potrà essere realizzato;
  • il secondo punto dell’agenda di Governo era la prevenzione dell’iniziazione del fumo nei giovani, che ancora non è stato affrontato con decisione;
  • la Legge 3/2003 ha funzionato(4,5) e ancora funziona, ma appaiono alcune incrinature e soprattutto il Piano Operativo di Contrasto al Consumo di Tabacco si è quasi fermato, cosicché la percentuale di fumatori in Italia si è stabilizzata e nel 2017 è addirittura leggermente aumentata (da 22 % del 2016 al 22,3% del 2017 a causa principalmente dell’aumento di donne che fumano e che ora raggiungono il 20,8% delle donne)(6); (+3,6%);
  • l’indebolimento delle azioni di contrasto si vede un po’ ovunque e secondo Richman e Krumholz(7) è dovuto alla ridotta percezione pubblica della pericolosità del fumo, oltre alla poderosa azione dei produttori per la promozione occulta del tabacco e il contrasto ad ogni iniziativa che ne possa limitare il consumo;
  • agli inizi di febbraio 2018, il programma televisivo di inchiesta Striscia La Notizia ha documentato che in alcune discoteche di Roma si fuma impunemente e ben sappiamo che lo stesso accade in diversi luoghi di lavoro;
  • l’astuzia dei produttori. Si stima che il mercato mondiale del tabacco si aggiri intorno a US$ 736 miliardi e sia nelle mani di pochi principali produttori (cosiddetti Big Tobacco). Philip Morris è uno di questi: produce sigarette fin dal 1854(8) e nel 2016 ha guadagnato US$ 26,7 miliardi spendendo per il  marketing e la promozione dei suoi prodotti circa US$ 7 miliardi. A questo fine l’Azienda ha ingaggiato anche grandi nomi della sanità come Derek Yach (precedentemente esponente del Settore Controllo del Tabacco dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) e in passato Ernst Wynder, promotore della strategia della riduzione del danno nel contrasto al tabacco; ma anche molti altri accademici e ricercatori, che oggi si stanno adoperando per lanciare le sigarette elettroniche e le sigarette che scaldano ma non bruciano il tabacco, prodotti che le Multinazionali del tabacco stanno promuovendo oltre ai consumi tradizionali in quanto possibili sorgenti di ulteriori guadagni. Del tutto recentemente Philip Morris ha addirittura costituito la Fondazione “Smoke-free World” per mitigare la tragica realtà dei danni che il tabacco provoca nel mondo, una manovra di mascheramento che certo non trae in inganno gli esperti del settore, ma trova credito presso le persone più ingenue. Questa potente azione di Big Tobacco è variamente contrastata dai diversi Governi, gran parte dei quali per ragioni di opportunità tuttavia oppone solo una insufficiente difesa. Un grande numero di persone quindi continua a fumare e si gioca la vita e la salute perché non capisce di essere vittima di una speculazione senza scrupoli(9);
  • recentemente un nuovo produttore si è affacciato in Europa: la Cina nel contesto della sua politica espansionista (cosiddetta Via della Seta) ha realizzato presso Bucarest una fabbrica di sigarette destinate al mercato del nostro Continente (BMJ, 17 febbraio 2018);
  • anche in Italia vi è un atteggiamento tollerante (e compiacente) del Governo(8);

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Ognuno di noi deve custodire la propria salute(1)

I grandi nemici della salute del cuore e dei vasi sono 4:I grandi nemici della salute del cuore e dei vasi sono 4:

① tabacco
② ipertensione arteriosa
③ sovrappeso corporeo
④ cibi ricchi di grassi trans artificiali, derivati dalla parziale idrogenazione di oli vegetali, che provocano aumento dell’LDL-C e riduzione dell’HDL-C. Continua a leggere

Il burn-out e la depressione dei medici sono epidemici

Il burn-out e la depressione dei medici sono diventati epidemici e coinvolgono più del 50% dei medici negli USA, specie quelli che lavorano in prima linea. La diminuita soddisfazione del lavoro, la depersonalizzazione (atteggiamento negativo e non empatico) e la ridotta produttività sono l’effetto di un eccessivo carico di lavoro non medico e dell’indifferenza dell’organizzazione ai problemi del medico. Essi comportano insoddisfazione del medico e del paziente e costi per l’organizzazione sotto forma di più frequenti errori, ridotta produttività e aumentato turn-over. Rimpiazzare un medico costa tra $ 500.000 e 1 milione. Continua a leggere

Anche per il vino le porzioni sono troppo grandi

E’ noto che la grandezza delle stoviglie (piatti da tavola) ha contribuito ad aumentare la quantità delle porzioni di cibo ingerito e quindi il sovrappeso corporeo. La stessa cosa si verifica con i bicchieri da vino, la cui dimensione è molto aumentata e ha contribuito all’assunzione di più vino. Esaminando la capacità dei bicchieri in uso in Inghilterra dal 1700 ad oggi, Marteau et al hanno rilevato che essa è progressivamente cresciuta da 66 mL fino a 449 mL, con una vera impennata dagli anni 1990 in poi. Anche se questo incremento non può essere automaticamente identificato come la causa del maggior consumo di vino in Inghilterra, esso probabilmente ha contributo a questo fenomeno, cosicchè oggi ogni porzione è compresa tra 175 mL e 250 mL, ossia circa 3-5 volte quella del 19° secolo e del secondo dopoguerra. Se a ciò si associa il fatto che in questo periodo anche la gradazione alcolica del vino è cresciuta, si può capire come l’assunzione di alcol con il vino possa raggiungere livelli che superano le dosi massime raccomandate (100 mL a pasto) e diventi un fenomeno pericoloso anche perché non percepito.

Zupan Z. et al. Raise a glass but make it a smaller one.
BMJ 2017;359;j5623.