Il Libretto della Salute

In Italia il 25%della popolazione consuma il 75% del Fondo Sanitario Nazionale: si tratta delle persone che hanno più di 65 ani di età, e che vivono mediamente fino a 83 anni, ma la cui salute negli ultimi 15 anni di vita non è più buona. Essi sviluppano infatti una o più malattie croniche degenerative da invecchiamento, che sono invalidanti e necessitano di assistenza sanitaria e sociale. Negli ultimi due decenni vi è stata un’esplosione delle conoscenze e sono stati prodotti farmaci e mezzi di diagnosi e cura molto innovativi ed efficaci, ma anche molto costosi, che hanno contribuito a far esplodere la spesa sanitaria e a rendere il Servizio Sanitario Nazionale difficilmente sostenibile. Questa categoria di pazienti cronici è diventata quindi il target principale di ogni intervento di contenimento della spessa sanitaria. Ciò si può ottenere solo prevenendo o ritardando la comparsa clinica delle principali patologie legate all’invecchiamento, ossia le malattie cardiovascolari, demenze, COPD, tumori, dismetabolismo glucidico e lipidico, sarcopenia e disturbi dell’equilibrio con cadute e fratture.

La prevenzione più efficace è quella primaria, che si effettua quando le persone hanno un’età inferiore ai 65 anni e sono apparentemente sane ossia libere da malattie croniche invalidanti; queste ultime in larga misura non sono di tipo genetico, ma sono provocate da stili di vita non salutari, fattori ambientali e socio-economici. Per conoscere questi fattori e appurare i modi di vivere dei soggetti in esame è necessario disporre di una serie di informazioni accurate ed affidabili sulla loro storia medica e quindi di un’anamnesi ben fatta, che, come dicevano i vecchi maestri, è la bussola che guida il medico verso una diagnosi corretta, seguita da una visita medica esperta ed accurata. Questo incontro del medico con il paziente esige tempo e purtroppo oggi il medico dispone di un tempo limitato in quanto oberato da impegni propri e impropri. Non meraviglia quindi che l’anamnesi sia spesso frettolosa e inaccurata e quindi incapace di fornire risposte accurate e dettagliate circa le abitudini del soggetto, l’uso di tabacco e altri prodotti contenenti nicotina, l’uso di alcolici, quantità e qualità dell’alimentazione, la sua attività fisica, la sua capacità cognitiva, le sue condizioni economiche, i suoi rapporti sociali, l’inquinamento dell’ambiente in cui vive, ecc.

Per ovviare a questa fondamentale carenza, la Fondazione Il Sangue Milano ha messo a punto un Libretto della Salute personale che inizia una App “Anamnesi” scaricabile gratuitamente sul proprio telefono mobile, che il soggetto compila prima dell’incontro con il medico in tutta tranquillità ed eventualmente con l’aiuto di famigliari e personale sanitario, che aggiorna sistematicamente ad ogni incontro con il suo Medico di Medicina Interna Generale e altri specialisti e che può trasferire al medico in occasione di ogni incontro. La App “Anamnesi” è stata sperimentata presso la Casa di Comunità di via Rugabella a Milano, afferente alla ASST Sacco Fatebenefratelli, grazie all’impegno e alla aperta collaborazione della dirigenza di questa struttura regionale. La App consente di disporre di affidabili dati sugli stili di vita e consente di attuare la cosiddetta Medicina Predittiva, che ci informa sul rischio di un soggetto apparentemente sano di sviluppare nel futuro una malattia da invecchiamento. Consente inoltre di definire la Health Span,  ossia gli anni che gli restano liberi da malattie croniche rispetto alla Life Span, ossia la durata media della vita. Queste ed altre informazioni possono essere utilizzate per:

  1. Indurre il soggetto in esame a modificare le sue eventuali abitudini di vita nocive
  2. valutare l’efficacia dei provvedimenti presi
  3. stratificare il rischio (basso, medio, alto) per fini organizzativo-gestionali (priorità di accesso ai Servizi Sanitari).

Ovviamente si tratta di programmi sanitari di durata medio-lunga in quanto strutturali, che non escludono però anche interventi a breve. Uno di questi è la moderazione della domanda (ossia prescrizione di farmaci ed esami) da parte dei Medici di Medicina Interna Generale; analizzando le loro prescrizioni e il loro costo si nota una grande diversità di pratica tra medico e medico, e questo dato mostrato al medico è spesso sufficiente a modificarne il comportamento, senza bisogno di provvedimenti sanzionatori, ma allo scopo di lavorare tutti e di collaborare ad un obiettivo di Quality Assurance, premiante sia sul piano culturale che di valorizzazione delle Best Practices. Vi sono anche altre attività che moderano gli sprechi, sia sul territorio che negli Ospedali. Si tratta ora di aiutare le Regioni a costruire un Piano di Revisione del Servizio Sanitario Nazionale ben costruito e gestito. Il Servizio Sanitario Nazionale è un grande privilegio per gli Italiani, un bene assoluto che ognuno di noi ha interesse a preservare e migliorare in quanto universale, non discriminante, gratuito al punto di erogazione anche per patologie molto onerose; pochi Paesi nel mondo possono vantare un Servizio Sanitario come il nostro. Certo non mancano alcuni difetti, ma questi sono prevalentemente di tipo organizzativo-gestionale e sono risolvibili. Tutti noi possiamo contribuire a questo miglioramento se comprendiamo il valore della nostra salute e dei modi per difenderla. La Fondazione Il Sangue Milano è disponibile a fornire tutto il supporto culturale, operativo e finanziario con i suoi quattro Gruppi di Lavoro e gli esperti che li compongono.

Girolamo Sirchia

Segretario Tesoriere

Allegati:

1) La Fondazione Il Sangue e la sua attività

2) La App “Anamnesi”

3) Chi siamo

Milano, 18 marzo 2026

La Fondazione Il Sangue e la sua attivita’

Come nasce la Fondazione Il Sangue

E’ stata istituita nel 1974 come iniziativa per sostenere il Servizio Trasfusionale dell’Ospedale Maggiore Policlinico e l’Associazione Amici del Policlinico Donatori di Sangue.

▪        L’Associazione Amici del Policlinico Donatori di Sangue cresce negli anni fino a raggiungere oltre 20.000 iscritti. Noi ricambiamo la loro generosità offrendo loro un riferimento quando hanno problemi di salute in famiglia, li visitiamo regolarmente e compiliamo una scheda con anamnesi più esame obiettivo (visita).

▪        L’iniziativa continua anche dopo il mio pensionamento e va bene per altri 20 anni, malgrado alcune difficoltà incontrate con i nuovi Primari. Si arriva però a cambiare completamente il rapporto con i donatori e sospendere quasi del tutto il loro controllo medico. A questo punto nel giugno 2022 lascio l’Associazione e sposto la Fondazione Il Sangue fuori dal Policlinico in una nuova sede, in corso di Porta Romana 40, che abbiamo acquistato grazie al lascito del Dottor Franco Calori, cui dedichiamo la nuova sede.

▪        E’ cambiato anche lo Statuto che fa tesoro dell’esperienza passata, ma non si concentra più sul sostegno all’Associazione Amici del Policlinico Donatori di Sangue, anche perché questa è molto cambiata. Non è solo finito il rapporto amichevole con il donatore, ma è cessato il riferimento che rappresentavamo per la sua salute. E’ cambiato persino il simbolo storico (l’occhio di Ra)

▪        La nuova gestione della Fondazione Il Sangue si dà ora nuovi obiettivi: Promozione della Salute, Prevenzione Primaria Proattiva a Basso Costo (per essere sostenibile economicamente quando estesa a grandi numeri), Medicina Predittiva. Temi, tutti, che si rendono necessari perché l’invecchiamento della popolazione e l’esplosione tecnologica hanno gonfiato la spesa sanitaria e rischiano di far saltare il Servizio Sanitario Pubblico, che è il nostro bene prezioso. Non vogliamo perderlo né sostituirlo con un sistema assicurativo, che lo rende privato e come tale sottoposto alla massimizzazione dei profitti e alla priorità del profitto sugli altri valori.

“Non possumus, non volumus, non debemus” (Pio VII)

La Fondazione Il Sangue nel 2024 ha avuto la fortuna di venire in contatto con la Casa di Comunità dell’ASST Sacco Fatebenefratelli e di apprezzare i grandi vantaggi per i cittadini del Distretto 1 di Milano Centro, e con la dirigenza e i medici di questa struttura, con i quali si è subito stabilito un rapporto di stima e simpatia e con i quali abbiamo cominciato a collaborare. Per prima cosa il Gruppo di Lavoro misto che abbiamo costituito ha realizzato una App che ogni assistito dei Medici di Medicina Interna Generale di via Rugabella di età compresa tra 20 e 60 anni può scaricare gratuitamente sul suo cellulare e che gli serve per compilare la sua storia clinica prima di incontrare il suo Medico di Medicina Interna Generale in tutta tranquillità ed eventualmente con l’aiuto dei propri famigliari e di personale sanitario a ciò dedicato.

Perché questa App?

Il valore dell’anamnesi

L’esplosione delle conoscenze e della tecnologia in medicina ha portato con sé innegabili vantaggi ma anche alcuni inconvenienti.

L’informatica e l’uso del computer da parte del medico durante l’incontro con il paziente, oltre a disturbare il loro colloquio, riduce il tempo a disposizione del curante per la raccolta della storia clinica del suo paziente ossia l’anamnesi. Non è infrequente pertanto che l’anamnesi risulti frettolosa, limitata al periodo più recente e spesso priva anche di alcuni elementi rilevanti ai fini diagnostici. Il medico spesso cerca di supplire con una serie di esami di laboratorio e di indagini strumentali sempre più evolute ma non sempre riesce a colmare la mancanza di un’anamnesi meticolosa.

Con l’App Libretto della salute abbiamo pensato di conciliare le opposte esigenze di tempo limitato e necessita di accuratezza della raccolta dati chiedendo al paziente di compilare e gestire personalmente la sua storia clinica prima dell’incontro con il medico, senza fretta e con l’aiuto dei familiari, o alternativamente nell’anticamera del medico con l’aiuto di personale sanitario.

Ciò avviene solo se il paziente è consapevole che la sua storia clinica è un elemento critico per ottenere una corretta diagnosi e una terapia efficace e si impegna a compilare i dati dell’anamnesi così da disporne in occasione di tutti gli incontri con il medico facilitandogli l’inquadramento del suo problema di salute. Il paziente potrà trasmettere l’anamnesi al medico in forma digitale riservata così da consentirgli di disporre senza dispendio di tempo di tutte le informazioni utili, organizzate in modo da dare risalto a quelle più importanti, ma anche ad eventuali interazioni tra i farmaci assunti e fra questi e la funzione dei suoi organi vitali. Da un’anamnesi accurata il Medico di Medicina Interna Generale potrà anche ottenere informazioni preziose circa l’eventuale presenza di patologie ricorrenti nella famiglia (anamnesi famigliare) e stili di vita inappropriati del soggetto, che sappiamo costituire un’importante causa di invecchiamento precoce e conseguenti patologie croniche invalidanti (anamnesi fisiologica).

In sintesi quello che proponiamo è un’anamnesi autogestita che rappresenta la bussola in grado di indirizzare meglio il medico verso la corretta diagnosi e relativa terapia ed iniziare un monitoraggio nel tempo delle condizioni di salute dell’assistito, con grande vantaggio per entrambi e possibilità di attuare una Medicina Predittiva e Personalizzata.

Nel 2022 una prima versione della App è stata sperimentata in via Rugabella ed è apparsa subito utile e interessante sia per l’assistito che per il medico giacchè consente a quest’ultimo di risparmiare tempo, dedicarlo alla visita medica e offrire all’assistito la possibilità di trasferire al Medico di Medicina Interna Generale e ad altri medici un’anamnesi accurata e completa. Questi risultati sono stati illustrati all’Autorità Sanitaria che ci ha gratificato con elogi e ripetute visite (pubblicati in Libretti riportati in Allegato).

Il Libretto della Salute

L’anamnesi è solo il primo atto della visita medica e ad essa seguono l‘esame obiettivo, le indagini di laboratorio e strumentali, la consegna al paziente di una sintesi della diagnosi e della cura. Si viene così a creare un Libretto della Salute di ogni persona esaminata e ancora apparentemente sana, utile sia per individuare eventuali fattori di rischio di sviluppare una patologia cronica con l’invecchiamento e quindi di attuare un counseling che gli illustri le modalità migliori per ridurre o eliminare questi fattori di rischio. E’ questa la cosiddetta Prevenzione Primaria. Se questa persona viene poi inserita in un apposito registro e convocata periodicamente per controllo, la Prevenzione Primaria diviene Proattiva e consente anche una diagnosi precoce se inizia a comparire clinicamente una malattia. La precocità è fondamentale per il successo del trattamento, che spesso riesce a fermare il progresso della malattia e addirittura a farlo regredire. Tipico il caso del diabete di tipo 2 e dell’ipertensione arteriosa, che sono all’inizio insidiosi killer di cui il paziente spesso non si accorge spontaneamente. Molti di queste ed altre malattie croniche sono oggi prevenibili in quanto causate in grande misura da stili di vita inappropriati e particolarmente dal fumo/svapo uso sistematico di alcolici, alimentazione eccessiva o scorretta, sedentarietà. A ciò si aggiungano le difficoltà socio-economiche e l’inquinamento sull’ambiente in cui viviamo. Se il paziente diventa consapevole dei rischi che corre, grazie al nostro intervento egli potrà difendersi meglio e collaborare con il medico per contenere o eliminare queste pericolose cause di malattia.

Il prossimo futuro

Alla luce dei buoni risultati raggiunti e dell’interesse delle persone per ll nostro lavoro, abbiamo intensificato i nostri sforzi e anche i finanziamenti per sostenerli. Abbiamo così costituto ad oggi 4 importanti Gruppi di Lavoro non strutturati, indicati come GLISS (Gruppo di Lavoro per Implementation Science in Sanità), Pen.Sa (Pensatoio sulla Sanità), Prompts (Promozione e Protezione della Salute), Volenterosi (persone che ci aiutano volontariamente). Si tratta di Gruppi di pensiero e di azione non strutturati che affrontano e studiano come raggiungere gli obiettivi della Fondazione Il Sangue:

  1. GLISS è costituito da una decina di esperti di varie discipline e si dedica alla realizzazione del Libretto della Salute. Oggi sta approntando una versione 2.0 dell’anamnesi, che si concluderà con una Proof of Concept a datare dall’autunno 2026. Il Gruppo è impegnato anche a seguire gli altri capitoli del Libretto, che grazie ad una fiorente letteratura stanno evolvendo e offrendo meravigliose novità che miglioreranno le nostre possibilità di proteggere la nostra salute.
  2. Pen.Sa è impegnato a studiare come migliorare i Servizi Sanitari territoriali, che finora sono stati la Cenerentola della Sanità, ma che oggi si sono imposti come porta di accesso alla buona sanità, e necessitano di miglioramenti che riguardano non solo la Medicina, ma soprattutto l’organizzazione e la gestione dei Servizi. Il problema delle eccessive liste di attesa e degli inconvenienti che esse provocano ai cittadini sono solo un esempio di errori di organizzazione nati nel lontano passato e ancora non corretti del tutto.
  3. Prompts è un Gruppo di esperti che si occupano di come migliorare i rapporti tra la sanità pubblica e i cittadini, come trasferire a questi ultimi una corretta conoscenza dei Servizi Sanitari e del loro funzionamento, come difendere la salute dall’ambiente in cui viviamo, dalla insaziabile avidità di profitto che ci condiziona, dalla pervasiva e nociva pubblicità di presunti rimedi che dovrebbero giovarci, dalla infedeltà dei messaggi che nelle sue varie forme inietta nella nostra mente e ci rende schiavi di falsi bisogni, che ci usa come consumatori senza considerazione per il nostro benessere e la nostra salute. Prompts cerca di aprirci gli occhi su questi temi perchè ognuno di noi impari a difendere la propria salute dalle insidie che ci minacciano e dai pericoli che corriamo.
  4. Volenterosi è un Gruppo in formazione di persone operose e zelanti che apprezzano il nostro lavoro e il nostro entusiasmo, e ci aiutano a far sempre meglio.

Abbiamo bisogno di tanto aiuto non solo economico: necessitiamo del consenso dei cittadini comuni, dell’interessamento dell’Autorità Sanitaria e dei professionisti sanitari, che sono stati e sono tuttora il nostro mondo e che vorremmo condividessero il nostro lavoro. E’ un lavoro che si basa sul nostro amore spassionato per la Medicina e la Sanità, che non ha interessi né politici nè economici, come dimostrato dalla nostra storia e dal nostro lavoro dedicato da sempre alla sanità pubblica e al bene collettivo.

L’ambiente in cui viviamo

Dal punto di vista della salubrità ambientale, Milano non è molto fortunata. E’ l’inquinamento dell’aria che preoccupa in quanto lo sforamento dei limiti massimi di inquinanti raccomandato dall’WHO (vedi Qualità dell’aria in Europa: la Direttiva UE 2024 allegata) è molto frequente, anche per molti giorni in successione.

Oggi sappiamo che alcuni di questi inquinanti, come le polveri sottili e ultrasottili, ma anche le microplastiche, sono dannosi alla salute: essi sono infatti causa di malattie cardiovascolari e neurovascolari, di malattie broncopolmonari e si sospetta fortemente che siano alla base di tumori. A questa pericolosa situazione concorrono diversi fattori, ossia:

  1. la posizione geografica di Milano nel bel mezzo della pianura padana, ossia di un’area cisalpina circondata da monti alti che rallentano la circolazione dell’aria;
  2. le intense attività industriali e commerciali e il relativo traffico veicolare;
  3. l’intensa attività edilizia, che da molti anni e ancora oggi ha consumato quasi del tutto il suolo cittadino, cementificandolo massivamente. Milano ha cambiato il volto originale: è invalsa la moda di costruire grattacieli in quanto ritenuti segno di progresso, mentre in realtà costituiscono un problema per la comunità milanese. Essi sono sorgente di elevati costi di gestione e di pericolosità (ad esempio nel caso di incendio) e sono per lo più adibiti a sedi di uffici più che di abitazioni, con il risultato che le “city” si spopolano di notte e nei giorni festivi con danno alla vita sociale della città. Se adibiti ad uso abitativo, i grattacieli tendono ad isolare gli inquilini e peggiorano i rapporti sociali. Milano inoltre da circa un ventennio ha autorizzato la sovraelevazione dei palazzi che fiancheggiano le strade, cosicchè la circolazione dell’aria e l’insolazione risultano assai danneggiate anche perché le vie sono relativamente strette. La speculazione edilizia è incessante. Recentemente si sono resi disponibili a Milano diversi scali ferroviari dismessi dalle Ferrovie, che avrebbero potuto rappresentare quel polmone verde di cui Milano nei suoi quartieri centrali è pressochè sprovvista. Sappiamo che la piantumazione e la buona manutenzione di alcuni tipi di alberi sono uno dei pochi rimedi per contrastare l’inquinamento dell’aria da polveri sottili e ondate di calore, i danni da piogge intense e la sofferente biodiversità, tanto che la raccomandazione scientifica è di creare Parchi di Quartiere e “Forest cities”, ossia foreste entro le città definite come “infrastrutture verdi vitali che migliorano la resilienza climatica e la salute pubblica e promuovono città sostenibili. Mentre affrontiamo crescenti sfide ambientali, la gestione strategica delle aree verdi urbane è essenziale per ridurre l’isola di calore urbano, migliorare la biodiversità e garantire un accesso equo agli spazi verdi. La collaborazione tra decisori politici, urbanisti e comunità è fondamentale per nutrire questi ecosistemi per le generazioni future “ (Francesco Ferrini).

                                                   Messaggio da ricordare

1. Nelle città italiane il consumo di suolo è crescente anziché decrescente. L’edilizia è una ricca risorsa economica, ma confligge direttamente con la salute pubblica

2. E’ importante piantare alberi, ma bisogna selezionare gli alberi in rapporto alle caratteristiche del luogo in cui vengano messi a dimora

3. Non basta piantumare, bisogna investire nella manutenzione delle piante

4. I Comuni, cui compete la cura del verde cittadino, non hanno sufficienti fondi. Spetta alla politica spostare la spesa per il verde da spesa corrente ad investimento

5. E’ fondamentale far capire alla cittadinanza il valore del verde cittadino per la salute. Quindi grande importanza dell’educazione e della comunicazione.

6. Molto utile è la realizzazione di Parchi di Quartiere, ossia di aree verdi alberate di almeno 500 m2, raggiungibili a piedi in meno di 15 minuti

7. Perché il Parco di Quartiere sia pienamente fruibile da tutti (specie anziani e bambini) è indispensabile che esso sia pulito, illuminato e sicuro. Esso non deve essere ricettacolo di homeless e altre persone svantaggiate che possono infastidire o impaurire gli anziani e i bambini. Il Parco dovrebbe essere recintato e chiuso la notte

8. Nei Parchi deve essere proibito fumare/svapare e gettare a terra rifiuti.

Anche questi spazi salvavita sono però stati utilizzati più per costruire che per migliorare la vita dei milanesi. Edilizia incessante e scarso rispetto dei cittadini sono caratteristiche che non sembrano migliorare nel tempo nella nostra città, capitale economica del Paese, ma non certo del benessere psicofisico di coloro che ci abitano.

Tutti noi dovremmo tener presente alcuni dati, ossia:

  1. l’inquinamento dell’aria che respiriamo sia all’esterno che al chiuso comporta oltre 7 milioni di morti in eccesso ogni anno nel mondo, ma anche 30 volte tanto di malattie croniche invalidanti che includono malattie dell’apparato cardiovascolare, bronchite cronica ostruttiva e tumori in particolare del polmone;
  2. i limiti oggi tollerati per i 6 principali inquinanti dell’aria e, in particolare, quelli delle polveri sottili e ultra sottili, sono molto elevati e il 22 settembre 2021 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito di abbassare drasticamente tale limite a partire dal 2030;
  3. l’Italia è stata sottoposta nel periodo 2014-2024 a ben 18 procedure di infrazione da parte della Commissione Europea e della Corte di Giustizia Europea per violazione sistematica e continuativa della Direttiva 2008/50 sull’inquinamento dell’aria;
  4. oltre all’inquinamento, le grandi città tendono a marginalizzare le fasce più deboli della popolazione, in particolare bambini e anziani, fino ad escluderli dalla vita sociale e sanitaria e a comprometterne gravemente il loro benessere psichico, fisico e sociale. La vita in città nuoce ai residenti più svantaggiati. Molte persone anziane in particolare hanno grande difficoltà a comprendere e adattarsi alle complessità della vita odierna e delle procedure che sono imposte dal tumultuoso progresso tecnologico di questi ultimi decenni. La nostra società non ha ancora risolto questo grave problema di discriminazione nei confronti di una larga percentuale della popolazione,

5)  un modo abbastanza praticabile per contrastare questi inconvenienti è costituito appunto dalle Foreste in città o Parchi della salute, i cui vantaggi sono stati ampiamente dimostrati e che sono stati realizzati in qualche contesto urbano con risultati modo soddisfacenti.

 Foresta o Parco cittadino hanno una connotazione specifica e non equivalgono alla più generica definizione di verde in città. Ferrini molto opportunamente sottolinea come non tutto il verde realizzato nelle città sia in grado di assicurare la biodiversità e di contrastare i danni alla salute umana, animale e ambientale, causati dall’eccessivo consumo di suolo con copertura di cemento e bitume impermeabili. Il verde utilizzato per ragioni estetiche e di arredo urbano (siepi sempreverdi, erba, fiori esotici) è infatti gradevole all’occhio umano e comunque utile, ma non sempre molto efficace per assicurare i benefici legati alla biodiversità

https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7204860029634555904?updateEntityUrn=urn%3Ali%3Afs_feedUpdate%3A%28V2%2Curn%3Ali%3Aactivity%3A7204860029634555904%29.
  • Bloomberg Philantropies nel 2018 ha fatto un appello ai Sindaci perché pongano il verde in città al vertice delle loro agende.

In Italia non tutte le Amministrazioni cittadine hanno posto sufficiente attenzione al valore dei Parchi all’interno delle città per mitigare i danni alla salute psico-fisica dei loro concittadini.

Ancora oggi si possono osservare inerzia e interventi malfatti, come a) piantumazioni di alberi non adatti, b) manutenzione inadeguata (potature mutilanti o malfatte, abbattimento di alberi sani invece che interventi conservativi), c) consumo di suolo eccessivo con copertura di cemento e bitume impermeabili.

In sintesi la Fondazione Il Sangue di Milano ha lo scopo di contribuire a proteggere la salute dei milanesi suggerendo loro di mantenere stili di vita salutari e prevenire le malattie o identificarle precocemente quando essi sono ancora in buona salute.

Questo impegno è condiviso con la Casa della Comunità dell’ASST Sacco Fatebenefratelli, con la quale è in corso anche la sperimentazione di una App che i cittadini di età compresa tra 30 e 70 anni possono scaricare gratuitamente sul loro telefono mobile e compilare in tutta tranquillità prima della visita medica da parte del loro Medico di Medicina Interna Generale.

Pensiamo in particolar modo al Medico di Medicina Interna Generale che lavora presso la Casa di Comunità ove si avvale anche di numerosi specialisti che sono lì presenti. Maggiori dettagli sono recuperabili in due pubblicazioni che abbiamo prodotto nel 2024 e nel 2026 (Allegate). Tenere stili di vita salutari è il segreto per vivere a lungo e in buona salute, senza dolore e disabilità, con sufficiente indipendenza, che è un bene prezioso. Rovinarsi la salute, accorciarsi la vita fumando, bevendo alcolici, mangiando eccessivamente e malamente, non fare sufficiente attività fisica è segno di poca consapevolezza e poca saggezza. Per eseguire il nostro lavoro, che non è finanziato da Enti pubblici o altri privati, ci rifacciamo alle migliori esperienze di Paesi Europei e Americani. Siamo del tutto indipendenti da interessi di tipo politico ed economico e siamo guidati solo da un profondo interesse per la Salute e la Medicina, soprattutto quella applicata ai Servizi Territoriali che sono un prezioso bene del nostro Servizio Sanitario Nazionale, di tipo pubblico e universalistico, ottimo perché gratuito o quasi, e offerto a tutti senza distinzioni di alcun tipo. Vogliamo conservare questo prezioso bene, ma migliorarne l’organizzazione e correggerne alcuni difetti, che giustamente scontentano molti cittadini. La nostra storia testimonia questo nostro disinteressato impegno a favore della salute pubblica e dei Servizi Sanitari.

Professor Girolamo Sirchia

  Segretario Tesoriere

Fondazione Il Sangue

MilanoMilano, 17 marzo

LA FONDAZIONE IL SANGUE

La Fondazione il Sangue ha come scopo il miglioramento della salute pubblica, ossia la prevenzione e la promozione della salute, e una miglior organizzazione dei servizi socio-sanitari.

Ha realizzato nel tempo progetti di ricerca e prodotti multimediali con finalità educativa in ambito sanitario.

La Salute Pubblica è la scienza e l’arte di prevenire le malattie, prolungare le attese    di vita e promuovere la salute della

comunità grazie all’impegno e agli sforzi     della società senza lasciare indietro nessuno”

                                            Kevin Fentor

“Public Health is the science and art of    preventing diseases, prolonging life and    promoting health of community through

the organized efforts of the society, leaving    no one behind”

Nell’ambito della sua attività di informazione ed educazione sanitaria, la Fondazione Il Sangue ha sostenuto la pubblicazione di Notizie Brevi, la newsletter dei donatori, e di altre pubblicazioni divulgative. Ha inoltre finanziato la realizzazione dei cortometraggi “Rosso vivo” e “La vita continua” per la promozione della donazione di sangue e della donazione di organi, e ha realizzato il film “The Answer. La risposta sei tu” per denunciare i danni causati alla salute e all’ambiente dall’uso del tabacco. Con il nuovo Statuto, approvato dal CdA il 6 novembre 2024, la Fondazione Il Sangue ha ampliato i suoi orizzonti concentrandosi sul miglioramento della salute pubblica e dei servizi sociosanitari.

SEDE LEGALE E SEGRETERIA

Corso di Porta Romana 40
20122 Milano
Tel. 02.9710.7109
E-mail: fondazione@fondazioneilsangue.com

COORDINATE BANCARIE

Banca Patrimoni Sella & C.
IBAN IT 30L0321101600052155281200
Codice fiscale 07360690155

Salvare il nostro Servizio Sanitario Nazionale è interesse di ogni Italiano

Girolamo Sirchia

 Premessa

La sanità, ovvero la quantità e la qualità dei servizi per il mantenimento e il ripristino della salute psicofisica dei cittadini che lo Stato sostiene e finanzia, rappresenta in un certo senso l’impostazione culturale e filosofica di quello Stato.

Ogni Stato tende e opera primariamente per produrre ricchezza, che dipende dal lavoro e dalla capacità delle imprese private di produrre beni e servizi graditi ai consumatori sia sul mercato interno che estero, e che costituisce per lo Stato potere e predominanza sullo scacchiere internazionale.

 L’obiettivo primario dello Stato è quindi economico e la spesa per la salute dei singoli cittadini e per la loro assistenza sociale rappresenta una sottrazione poco gradita di risorse che deve essere contenuta il più possibile. Schematicamente possiamo individuare due principali modelli di sanità, anche se non mancano gli aggiustamenti che creano sistemi misti: quello americano e quello inglese.

 Nel primo tipo, detto assicurativo, lo Stato si limita a gestire e finanziare la salute pubblica, ovvero a prevenire e gestire quegli accadimenti che rappresentano un pericolo per la collettività dei cittadini consumatori, e quindi della macchina produttiva della ricchezza nazionale, come epidemie di malattie trasmissibili o non trasmissibili (quindi rispettivamente ad esempio malattie infettive ma anche quelle derivanti inquinamento ambientale o stili di vita non salutari come  fumo di tabacco e consumo di  alcolici)0. Lo Stato non sostiene invece i costi di malattia e previdenza per vecchiaia o disabilità dei singoli cittadini i quali devono provvedervi a proprie spese per lo più attraverso il ricorso ad assicurazioni private, e quindi senza importanti oneri per lo Stato.

Nel sistema sanitario inglese (e anche in quello italiano), invece, lo Stato è responsabile della salute e della previdenza dei singoli cittadini e dei servizi socio sanitari che le tutelano. Il finanziamento in tal caso attinge alla finanza pubblica, e quindi al sistema fiscale, con una quota minoritaria di partecipazione individuale quando le condizioni economiche dei singoli lo consentono. In Inghilterra e nei sistemi sanitari nazionali come il nostro quindi le persone non sono solo consumatori e il valore della persona non è solo economico, con grandi vantaggi per i singoli e svantaggi per la finanza pubblica e per la salute pubblica che da noi ad esempio è stata storicamente molto sacrificata per scarsità di risorse economiche. I vantaggi per i singoli cittadini sono evidenti e preziosi: possiamo contare su servizi universali che non discriminano i cittadini, contiamo su un prezioso sistema di medici delle cure primarie territoriali e non solo su ospedali, disponiamo gratuitamente o quasi di farmaci e strumenti di cura e di indagini diagnostiche anche molto avanzate; in particolare dovremmo essere tutelati dalla predominanza del profitto sulla vita e sulla salute delle persone.  Purtroppo il risvolto negativo è che lo spreco e l’abuso non riescono ad essere sufficientemente controllati e quindi il sistema rischia di diventare insostenibile e ricorre necessariamente a limitazioni e razionamenti (liste di attesa troppo lunghe in primis). Non basta, come molti invocano, una maggior quantità di risorse se prima non vengono corretti sprechi e abusi. Solo limitando le distorsioni infatti vedremo quante risorse aggiuntive devono essere iniettate nel sistema. L’esplosione di conoscenze e tecnologie, impensabili fino a due decenni or sono, che ha cambiato il volto della medicina e offerto speranza di una vita migliore e più lunga, sta però minacciando sempre più l’esistenza stessa del SSN e già molti invocano riforme radicali e più spazio per iniziative private.  Io credo che queste svolte rischiano di tradursi in un grosso danno per i cittadini italiani e andrebbero a favore solo dei gruppi finanziari che le propongono. Secondo me è interesse di ogni Italiano difendere il sistema sanitario nazionale e collaborare al suo miglioramento piuttosto che al suo stravolgimento giacché penso che esso sia il migliore se non unico esempio di socialismo reale mai realizzato, ma soprattutto un esempio di buon governo. E lo dico da convinto conservatore.

Purtroppo però la sanità è difficile da comprendere ed è difficile far capire alla popolazione e a molti decisori politici il rischio che stiamo correndo oggi: quello cioè di cadere dalla pentola nella brace.

Il difficile cammino della prevenzione

al consumo di prodotti contenenti nicotina

Girolamo Sirchia

Non so se avete sentito parlare della Dr.ssa Daniela D.M., una manager che l’8 luglio 2025 ha assunto la direzione dei prodotti da fumo di Philip Morris Italia1. Ha dichiarato di essere stata fortemente attratta da questa posizione lavorativa tanto da lasciare il suo precedente lavoro di manager presso Ethicon, una Società di Johnson & Johnson. Cosa ha determinato questa forte attrazione?  Un compenso molto generoso? Niente affatto. Daniela ha dichiarato di essere attratta dalla radicale trasformazione di Philip Morris che da tradizionale compagnia del tabacco vuole diventare una organizzazione guidata da scienza e innovazione per costruire un futuro senza fumo, impegnata concretamente ad abbandonare i prodotti tradizionali per produrre anche in Italia device senza combustione al fine di proteggere la salute di milioni di fumatori adulti e di creare migliaia di nuovi posti di lavoro. Un compito quindi con forte connotazione etica e filantropica. Fin qui la versione di Daniela.

La realtà è però molto diversa perché l’uso dei prodotti da fumo costituisce ancora oggi la prima causa di morbidità e di morte prematura ed evitabile2,3,4,5,6,7,8; e la cosa non meraviglia dato che esso riduce la capacità dell’organismo umano (e di altre specie) di riparare il DNA. Dato che l’orologio biologico dell’invecchiamento cresce in rapporto al casuale numero di eventi che riducono la riparazione del DNA9, l’età biologica del fumatore risulta maggiore di quella anagrafica e questo maggiore invecchiamento porta con sé più malattie degenerative (tumori, patologie cardiovascolari ma anche ben altre 20 malattie10) e morti precoci. Il dato che più impressiona è che la popolazione dei fumatori vive 10 anni meno di quella dei non fumatori. Il tabacco è responsabile nell’Unione Europea della morte prematura di 700.000 persone/anno con un danno socio economico di 779 miliardi/anno11. In Italia le morti premature da tabacco sono stimate in 93.000/anno12 e la patologia indotta con relativa disabilità si stima superi i 2.500.000 casi, di cui il 27% di tutti i casi di tumori, con un costo economico stimato di 26 miliardi/anno suddivisi in pari proporzione fra costi sanitari e costi sociali* che peraltro non includono i costi dei danni che la filiera e il consumo di tabacco provoca all’ambiente.

I danni ambientali

Ogni anno nel mondo vengono gettati a terra e dispersi nell’ambiente miliardi di mozziconi (4500 miliardi/anno) che portano a contaminazione con sostanze tossiche e microfibre delle falde acquifere e dei pesci che le ingeriscono scambiandole per plancton14,15. Microplastiche e nanoplastiche sono rinvenute in tutti i nostri organi16 e si teme che, legandosi a composti chimici tossici che inquinano le acque, determinando infiammazione e stress ossidativo14, possano contribuire a generare malattie degenerative e tumori, inclusi forse quelli che si registrano in soggetti giovani e nelle donne non fumatrici senza cause note17,18. Uno studio pubblicato su Nature Medicine il 3/2/2025 riporta che il quantitativo di micro- e nanoplastiche rinvenuto nell’organismo umano è cresciuto del 50% rispetto ai valori del 2016. Anche nel cervello se ne riscontrano alte quantità, fino allo 0,5% della massa cerebrale esaminata16.

Inoltre le coltivazioni di tabacco richiedono grandi quantità di fertilizzanti e pesticidi chimici che pure finiscono nelle falde acquifere e giungono sulla nostra tavola.

L’Italia è il primo produttore di tabacco in Europa e tali produzioni vengono incrementate con varie facilitazioni anziché essere convertite in altre culture meno pericolose per la società. In aggiunta le e-cig disposable sono un inquinante difficile da smaltire che viene spesso disperso nell’ambiente. Infine il fumo passivo è noto ormai da anni come inquinante dell’aria e più spesso si associa ad altri inquinanti atmosferici (polveri sottili) nel generare danni a chi li respira.


* Nota – Questa stima è stata ottenuta basandosi su uno studio statunitense della fine degli anni ’9013, che stimava il costo giornaliero di ogni fumatore in 3,391 dollari USA (oggi pari a $ 6,54) equamente ripartiti tra costi sanitari e costi di mancata produttività. Moltiplicando 6,54 per 12,4 milioni di fumatori italiani per 365 giorni si ottiene un costo di circa 29,6 miliardi di dollari USA all’anno pari circa a € 26 miliardi/anno

La comunicazione ingannevole

Ho citato l’intervista di Daniela perché rientra in pieno nella strategia usata dalle multinazionali del tabacco per comunicare con il pubblico19: negare l’evidenza scientifica, costruire false prove tese a interferire con i dati che la ricerca ha prodotto*, affermare di investire per contribuire a realizzare un mondo senza fumo, proporsi come collaboratore e sostenitore delle iniziative che condividono la preoccupazione per i danni che il tabacco comporta al creato, persino dichiarare di volersi trasformare in aziende di tipo farmaceutico. I produttori di tabacco sono molto abili anche nel rapportarsi con le istituzioni tramite un lobbismo molto efficiente che riesce a vigilare, identificare e bloccare sul nascere ogni iniziativa che possa nuocere al loro business. I lobbisti operano in ogni punto strategico dove si possa decidere qualche provvedimento che tocca l’interesse del business, affiancati anche da sostegni legali di alto profilo e da risorse economiche ingenti. Il lobbista è un esperto della materia, amico di politici e funzionari, disponibile a soddisfarne molte richieste20,21. Tristemente L’Italia risulta tra i Paesi nei quali l’interferenza dei produttori di tabacco con le istituzioni governative è più elevata, ma non è certo unica nell’Unione Europea.

Al volgere del millennio, dopo cinquant’anni dall’iniziale dimostrazione della pericolosità del tabacco per la salute pubblica, nel 2003 il WHO ha emanato la “Convenzione Quadro per il Controllo del Tabacco22 cui hanno aderito ben 190 Paesi e che impegna gli Stati aderenti ad agire per contrastare l’invadenza dei produttori e limitare i danni che provocano alla salute pubblica.

A seguito di tale provvedimento l’Italia emanò la legge numero 3 del 16 gennaio 2003, articolo 51, applicata poi a partire dal 10 gennaio 2005 e tuttora in vigore. Si tratta della legge dal titolo “Tutela della salute dei non fumatori dal fumo passivo” che vieta di fumare in tutti i locali aperti al pubblico e nei luoghi di lavoro e che ha trovato il consenso convinto degli Italiani, che tuttora la rispettano e la difendono dai ripetuti tentativi di manometterla. L’agenda di Governo prevedeva che a questa seguissero altri provvedimenti, in particolare la protezione dei giovani che sono notoriamente target privilegiati delle Big tobacco in quanto la dipendenza dalla nicotina li rende per decenni loro fedeli clienti23. Purtroppo non vi è stato seguito per il cambio di Governo e da allora nulla di significativo è successo a livello istituzionale.

A livello dei produttori invece l’allarme provocato dalla suddetta legge e analoghi provvedimenti che successivamente molti Paesi hanno adottato, ha indotto Big Tobacco a studiare nuove strategie di mercato. La loro decisione fu di aprire una nuova linea di prodotti contenenti nicotina (e quindi tali da assicurare la dipendenza) ma privi dei prodotti della combustione del tabacco, che ormai erano universalmente riconosciuti come pericolosi per la salute. Il prodotto tradizionale doveva continuare peraltro a vivere e prosperare per assicurare l’enorme ritorno economico di sempre, mentre i nuovi prodotti (sigarette elettroniche e tabacco riscaldato) dovevano conquistare le persone più consapevoli dei Paesi più evoluti. Questi prodotti sono stati lanciati come poco pericolosi per la salute, capaci di ridurre il danno legato alla combustione del tabacco, e persino come strumenti utili a far cessare di fumare. Un controsenso dato che questi prodotti contengono nicotina e questa viene spesso assunta senza consapevolezza della quantità inalata (e quindi in grande quantità) contrariamente a quanto accade con le sigarette tradizionali dove chi fuma 20 e più sigarette al giorno sa di essere un forte fumatore ad alto rischio di malattie. Purtroppo questo messaggio ha fatto breccia nell’opinione pubblica e le vendite dei prodotti senza combustione sono in aumento continuo anche in Italia, anche perché lo svapo è automaticamente divenuto lecito sia nei locali pubblici che nei posti di lavoro, anche se ciò non è legale. Ovviamente non è vero che lo svapo è poco dannoso e consente una riduzione del danno.  L’FDA (Food and Drug Administration, organismo statunitense deputato al controllo del tabacco e degli altri prodotti contenenti nicotina), a richiesta dei produttori di attestare la riduzione del danno, ha risposto che le e-cig non sono un prodotto che comporta un rischio ridotto, ma solo un rischio diverso da quello delle sigarette tradizionali e l’World Health Organization ha avvalorato la conclusione sottolineando che svapo e simili sono stati la prima scelta di numerosi  giovani e donne e non la sostituzione delle sigarette tradizionali.  


* Nota –Come quelle del Coehar (Centro di Eccellenza per l’accelerazione della riduzione del danno) di Catania riportato in Quotidiano Sanità del 6 ottobre 2025.

I danni da svapo24,7

Lo svapo espone il consumatore a migliaia di sostanze chimiche, alcune delle quali cancerogene e causa di danni diversi da quelli della sigaretta tradizionale ma non necessariamente minori. La maggior parte dei liquidi contenuti nella cartuccia della e-cig contiene nicotina al 5%, glicol propilenico, glicerina, aromi e carcinogeni come aldeidi, metalli pesanti (nichel, piombo e stagno) e altre sostanze chimiche come il diacetile che provoca gravi lesioni polmonari anche mortali: 10 mL di liquido, quando riscaldati dalla batteria e atomizzati, arrivano a contenere e rilasciare fino a 500 milligrammi di nicotina, equivalenti a 10 pacchetti di sigarette.

Gli effetti sulla salute degli adolescenti in particolare sono modificazioni durature del loro cervello, e includono disturbi da trasmissione sinaptica nel nucleus succumbes e nella corteccia prefrontale, ma anche un’aumentata trascrizione di proteine che potenziano il fenomeno di ricompensa di molte sostanze che provocano dipendenza oltre alla nicotina, come cocaina, marijuana e alcol. Ma anche altre modificazioni dei recettori di acetilcolina e glutammato con aumento dell’impulsività, riduzione dell’attenzione e difficoltà nella gestione della sindrome da deficit di attenzione/iperattività. La nicotina infine aumenta in modo dose dipendente la concentrazione cerebrale di serotonina e endorfine che regolano il tono dell’umore, con conseguenti ansia, depressione, idee suicidarie e sindrome di disattenzione/iperattività. Per quanto riguarda i danni d’organo poi lo svapo favorisce asma, BPCO, periodontite, ictus e patologie cardiovascolari in quanto aumenta lo stress ossidativo e l’infiammazione.

Un’indagine della Mayo Clinic ha di recente confermato precedenti segnalazioni che indicano come gli aerosol di nicotina danneggiano i tessuti polmonari e diminuiscono la risposta immunitaria verso i virus25. Infine, una revisione effettuata dall’Università di York (Gran Bretagna) conclude che lo svapo nei giovanissimi comporta i seguenti rischi: 1) induce a fumare tabacco, 2) induce a svapare sempre di più e sempre più intensamente, 3) induce all’uso di alcolici e cannabis, 4) danneggia la salute mentale, incluse depressione e idee suicidarie26. Va infine sottolineato che sono presenti sul mercato prodotti illegali e che la composizione dei liquidi usati per lo svapo è solo parzialmente nota. I cambiamenti apportati dai produttori, spesso non dichiarati, peggiorano le possibilità di controllo27,28.

Le reazioni istituzionali

A fronte di questa realtà poco confortante spicca l’inerzia dell’Unione Europea, Italia compresa, che da quel lontano 2003 non ha reagito significativamente e non ha emanato provvedimenti utili a rafforzare il contrasto all’uso del tabacco e dei vapori contenenti nicotina.

Ma la pressione degli organismi internazionali di esperti e pazienti cresce, come cresce la critica alla Commissione Europea per la sua latitanza. Quindici Stati Membri dell’Unione Europea hanno chiesto recentemente alla Commissione di aumentare le tasse e le accise sul tabacco, sulle e-cig, sul tabacco riscaldato aggiornando la Direttiva sulla Tassazione del tabacco che risale al 2011, e con essa la Direttiva sulla pubblicità dei prodotti del tabacco. La richiesta è stata appoggiata da molte organizzazioni professionali, accademiche e popolari nonché dal WHO della Regione Europea. Finalmente il 16 luglio 2025 la Commissione ha licenziato un testo di revisione della Direttiva della Tassazione del tabacco e dei liquidi contenenti nicotina ed è in procinto di passarla al Consiglio per l’approvazione29.

Nel 2024 il Consiglio dell’Unione Europea aveva tentato di emanare una Direttiva sul controllo del tabacco e dei prodotti contenenti nicotina ma non ha ottenuto il voto favorevole del Parlamento Europeo e ha dovuto limitarsi ad emanare una Raccomandazione che non ha potere vincolante30. Il WHO della Regione Europea si è dato l’obiettivo di aggiornare la Convenzione Quadro del 2003, ma ancora non disponiamo di una versione definitiva. Singoli Stati Europei (Francia, Gran Bretagna, Svezia) hanno dichiarato di voler intervenire con legge per tamponare la pericolosa situazione che sta minacciando la salute pubblica e in particolare la salute dei giovani e delle donne.

 Non sappiamo quali saranno le iniziative dell’Italia ma confidiamo che il recepimento con legge della Raccomandazione del Consiglio Europeo del 3 dicembre 2024 e soprattutto, se approvata, della nuova Direttiva della Commissione del 16 luglio 2025 sulla Tassazione dei prodotti del tabacco e di quelli contenenti nicotina, possa porre un freno alla crescita dei consumi che stiamo osservando e dare inizio a un rafforzamento delle misure di prevenzione primaria e di promozione della salute. In particolare auspichiamo che l’Italia cessi di dare alla filiera del tabacco agevolazioni fiscali e imponga ai produttori una tassa per il risarcimento per i danni provocati alla salute pubblica e al creato, come previsto dall’art. 8 della Direttiva dell’Unione Europea 2019/904 (“EU Single Use Plastics Directive”) e relativa decisione di esecuzione che prevede che gli Stati Membri vietino la produzione oppure assicurino che tutti i costi per la gestione dei rifiuti generati dai loro prodotti vengano  addebitati ai produttori a titolo di risarcimento o rimborso31. Anche la British Columbia (Canada) ha presentato una proposta di legge in tal senso, stante che la disposizione sull’ambiente di miliardi di mozziconi e dei devices disposable dello svapo sono pericolosi inquinanti ambientali.

Nel frattempo però, il 9 settembre a Trieste, la BAT (British American Tobacco) Italia ha inaugurato una prima linea di produzione aggiuntiva di sigarette e ha annunciato l’aggiunta di 16 nuove linee di produzione per un investimento da 80 milioni, con l’assunzione entro il 2026, di ulteriori 150 persone. Iniziativa che si aggiunge alle molte altre attuate in passato dai produttori e consentite dalle Istituzioni italiane.

Il momento attuale non sembra quindi favorevole per una inversione di tendenza, ma confidiamo che nel prossimo futuro prevalga anche in Europa il valore umano ed economico della salute pubblica. Investire nella salute pubblica è conveniente giacchè per ogni Euro investito la società guadagna 14 Euro in minori spese sanitarie e maggior produttività32.

Riferimenti bibliografici

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Milano, 1 dicembre 2025