Girolamo Sirchia
- Per anni abbiamo lamentato che la sanità fosse ospedalo-centrica. Oggi anche in Italia si è posto mano al territorio con l’istituzione delle Case di Comunità (CdC) e degli Ospedali di Comunità (OdC).
- Dobbiamo definire che cosa sono e cosa fanno e come si rapportano alle altre strutture sanitarie.
- Non esiste un unico modello di CdC e OdC. Essi variano a seconda delle necessità del territorio che devono servire, dalle PCMH (Patient-Centered Medical Home) americane alle strutture del Nord Europa che la Fondazione Il Sangue ha studiato da oltre 20 anni (Spunti per una sanità migliore del 2010)1.
- In Italia e in Lombardia era urgente affrontare i seguenti temi:
- accesso ininterrotto al Medico di Medicina Generale (MMG)sovraffollamento del Pronto Soccorso
- lunghe liste d’attesa per le prestazioni di ricovero e di ambulatorio per casi non urgenti o meno urgenti
- promozione della salute proattiva e personalizzata e prevenzione primaria
- sanità della vecchiaia.
5. Ogni CdC dovrebbe, secondo noi, attivare almeno tre linee di intervento (Figura 1)
- prevenzione primaria e promozione della salute
- visita e monitoraggio di tipo internistico generale e cura a domicilio o in altre strutture
- prevenzione e monitoraggio dell’età avanzata con riduzione del morbidity gap2.


Fig. 1 – Casa di Comunità – Operatività clinica e organizzazione
6. in ognuno di questi tre ambiti il MMG necessita di un team di supporto:
-. promotori degli stili di vita salutari nel primo caso
-. Assistenti nel secondo caso (specializzandi e altri)
-. rapporto con geriatri e infermieri specializzati in geriatria.
7. La CdC però non è solo un ambito di tipo generalista, e ospita e si consulta sul paziente con vari specialisti. Sia i MMG che gli specialisti e tutto il restante personale devono operare a tempo pieno nelle CdC e OdC.
Su questo punto sono nate e non risolte vertenze sindacali (Cooperative, dipendenza, ecc.), ma l’importante è il tempo pieno.
Peraltro ciò vale per i grandi complessi urbani, mentre nei luoghi meno abitati può valere la presenza dello stesso medico nel suo studio e part time nella CdC, incluse le cosiddette Aggregazioni Funzionali (AFT) degli studi dei MMG.
Servono flessibilità e sperimentazione gestionale!
8. CdC e OdC devono avere rapporti di collaborazione con le altre strutture del territorio, ad esempio:
a) la linea della prevenzione e della promozione della salute dovrebbe rapportarsi con la scuola primaria, dove si forma il cittadino e dove è urgente e indispensabile attivare educazione sanitaria e civica strutturate, con insegnanti dedicati e insegnamento quotidiano, sul modello giapponese.
Si inserisce qui anche l’uso dell’App autogestita “Libretto della Salute” (vedi Appendice) creata da Fondazione Il Sangue e messa a disposizione per rilevare al meglio gli stili di vita non salutari e mantenere le iniziative di miglioramento, compresi i Centri Anti-fumo e Anti-nicotina, i Gruppi di Cammino con finalità mediche3 e l’educazione alimentare.
b) L’OdC deve essere un vero Ospedale a gestione medica e non solo infermieristica, collegato intimamente con uno o più Ospedali per acuti per consentire dimissioni più rapide perché protette, ricoveri attivati dal MMG per approfondimento diagnostico o per casi più complessi, terapie protratte, oggi fatte in Ospedale. Il MMG può anche lavorare part time in OdC e se lo ritiene utile, e vi possono fare esperienza gli specializzandi o gli studenti degli ultimi 3 anni di Medicina con il ruolo di studente interno, utile per il curriculum.
c) La Medicina Generale deve diventare una specialità universitaria, e deve essere costruita una seria motivazione ai MMG, tramite una carriera simile a quella ospedaliera, insegnamento universitario, riconoscimento del merito, elevato ruolo sociale. Anche la misura dell’appropriatezza della prescrizione medica di M. Campari potrebbe qui trovare un’applicazione assai utile3.
d) La linea anziani della CdC deve integrarsi con RSA, nuclei Alzheimer, sorveglianza e preparazione del personale che fa da caregiver all’anziano a domicilio, riabilitazione, attività motorie e prevenzione e cura della fragilità (vedi metodiche nel lavoro allegato4).
9. Oltre alla parte internistica generale o specialistica le CdC dovrebbero sviluppare altre attività di importanza per la comunità, integrate con le altre strutture territoriali, quali:
a) Guardia Medica per urgenza territoriale (non emergenza) integrata con i DEA
b) Guardia Ostetrica e Ginecologica
c) Pediatria
d) Odontoiatria
e) Centri di Salute Mentale, dipendenze, demenze
f) Prevenzione danni alla salute da inquinamento atmosferico o ondate di calore. g) Altre a seconda delle necessità territoriali
g) Altre a seconda delle necessità territoriali.
10. Fondamentale è l’aggiornamento del personale sanitario che lavora nel territorio e negli Ospedali minori tramite frequentazione sistematica delle Scuole di Medicina degli Ospedali di riferimento (Ospedali clinicizzati, IRCCS) e periodica valutazione del loro operato. Questo punto è fondamentale per contrastare la grave iniquità odierna di trattamenti medici malfatti in molte aree del Paese e dei danni che vengono imposti ai pazienti che vi vivono.
Conclusioni
Gruppi di Studio indipendenti (e privi di portatori di interesse) a supporto dell’Autorità regionale, sperimentazione gestionale, studio della letteratura scientifica, rapporti nazionali e internazionali, comunicazione istituzionale con la popolazione potrebbero sostenere il modello proposto. Servizi che mettono al centro il cittadino, Medici preparati, aggiornati e motivati, ma soprattutto selezionati per la loro vocazione o inclinazione prima di accedere ai Corsi di Laurea in Medicina-Chirurgia e alle specialità sono le fondamenta della sanità, che dovrebbe anche essere ricostruita nei suoi valori etici che da millenni l’hanno resa nobile (Santoro e Coll.) 5
Lo schema proposto può verosimilmente migliorare le liste d’attesa, l’equità dell’accesso, il sovraffollamento dei DEA, l’appropriatezza delle prescrizioni mediche, i rapporti medico-paziente. E, più importante di tutto, potrebbe riqualificare e potenziare il Servizio Sanitario Nazionale, oggi a rischio di scomparire o snaturarsi.
Le risorse per sostenere questo programma di miglioramento possono derivare in tutto o in parte dalla correzione degli sprechi e delle vistose deficienze organizzative e gestionali di oggi.
Bibliografia
- Sirchia G. Spunti per una sanità migliore. Piccin Ed. Padova, 2011.
- La Nuova Sanità – L’impegno della Fondazione II Sangue (2022-2026).
- Campari M. La variabilità dei consumi. In: Salute e Territorio. I livelli essenziali di assistenza. Edizioni ETS Srl, Pisa, N. 164, 2007.
- Phyo AZZ, Wu Z et al. Multidimensional Aging Trajectories Preceding Cardiovascular Events. JAMA Cardiol. 2026 Sep 23:e263597. doi: 10.1001/jamacardio.2026.3597. Epub ahead of print. PMID: 42776539; PMCID: PMC13602072.
- Santoro E., Pinotti W, Paci E. Elementi di storia, filosofia ed etica della chirurgia. Edizioni di Roma4Print, ottobre 2026.
Milano, 13 ottobre 2026




