Come funziona il tumore

Si comincia a capire come il cancro si espanda nell’organismo e metastatizzi. Lo fa producendo esosomi , che sono piccole vescicole contenenti DNA che trasferiscono informazioni e influiscono sulla comunicazione tra le cellule. Importanti i microRNA contenuti negli esosomi perché essi regolano l’espressione e la distruzione di RNA messaggeri e la loro produzione di proteine.

(O’Driscoll L. Expanding on exosomes and ectoromes in cancer. NEJM 372, 2359-62, 2015)

Lo screening del tumore al seno

Gli esperti della IARC (International Agency for Research on Cancer) ha rivisto i vari metodi per lo screening del cancro del seno ed è giunta alle seguenti principali conclusioni nel novembre 2014:

  1. la mammografia periodica delle donne di età compresa tra 50 e 69 anni, se eseguita da Centri esperti, con attrezzature adeguate, è efficace per la diagnosi precoce (che consente di intervenire precocemente e ridurre di almeno il 20% il rischio di morte da tumore del seno);
  2. nelle donne con elevata densità del seno e mammografia negativa la mammografia con tomosintesi aumenta la possibilità di evidenziare il tumore senza aumentare i falsi risultati positivi;
  3. nelle donne ad alto rischio (per famigliarità o mutazione BRCA1 e BRCA2) l’aggiunta alla mammografia della risonanza magnetica e uno screening più frequente con inizio ad un’età più precoce è vantaggiosa.

(Lauby-Secretan B et al. Breast cancer screening. Viewpoint of the IARC Working Group. NEJM 372, 2353-58, 2015)

Diagnosi precoce del tumore polmonare nei forti fumatori

La US Preventive Services Task Force ha pubblicato una linea-guida su questo tema. Il fumo e l’età superiore a 55 sono i fattori di rischio più elevati per il tumore, la cui mortalità cresce con il tempo della diagnosi: la sopravvivenza a 5 anni è massima quando il tumore è scoperto allo stadio IA (71-90%), è 42-75% nei casi in stadio IB, è 10% allo stadio IV. La Tac a bassa dose consente di effettuare uno screening efficace così da fare la diagnosi in stadio I nel 55-85% dei casi positivi (con i metodi tradizionali questa percentuale è solo del 15%). Lo screening annuale è indicato solo nei forti fumatori (quelli che fumano 30 o più pacchetti di sigarette l’anno) di età superiore a 55 anni di età, e in quelli che hanno cessato il fumo da meno di 15 anni. Gli inconvenienti di questo screening sono i falsi positivi e relativi test invasivi di accertamento, l’esposizione alle radiazioni (circa 1 mSv), il costo.

Proprio questi inconvenienti fanno sì che non tutti gli esperti condividano l’implementazione di questa linea-guida.

(Davis AM, Cifu AS. Lung cancer screening. JAMA 312, 1248 – 49 , 2014)

La tomosintesi nello screening mammografico

Continua il dibattito circa l’utilità dello screening mammografico ai fini di controllo del tumore del seno. I risultati sono infatti discordanti, e i fattori causali molteplici, inclusi la tecnologia impiegata, il tipo di casistica valutata, ecc. Recentemente è stata utilizzata una nuova tecnica radiologica di screening, detta tomosintesi, che sembra superiore alla mammografia digitale nel reperire cancri lobulari e cancri piccoli e invasivi, cioè i tumori più letali; una tecnica più sensibile e meno soggetta a falsi risultati.

La domanda è: dobbiamo abbandonare la mammografia digitale in favore della tomo sintesi? È troppo presto per rispondere a questa domanda: servono ulteriori ricerche cliniche ma certo le prospettive vanno in questa direzione.

(Pisano ED, Yaffe MJ. Should tomosynthesis replace digital mammography? JAMA 311, 2488-89, 2014)

Prevenzione del tumore al seno

Al San Antonio Breast Cancer Symposium 2013 sono stati presentati dati molto interessanti per la prevenzione del tumore del seno nelle donne ad alto rischio (quelle con 2 o più familiari di I grado che hanno sviluppato il tumore prima dei 50 anni di età). La ricerca dimostra che un’alternativa valida alla mastectomia o all’uso di tamoxifene o raloxifene per 5 anni (che provocano effetti avversi significativi) è quella di utilizzare l’anastrozolo (o l’exemestane), anti-ormoni che bloccano la produzione di estrogeni ed in tal modo dimezzano il rischio di sviluppare il tumore del seno, ma anche altri tumori, senza effetti collaterali significativi.

(Hampton J. New trials highlight breast cancer therapy and prevention. JAMA 311, 453-54, 2014)