Lo screening del tumore al seno

Gli esperti della IARC (International Agency for Research on Cancer) ha rivisto i vari metodi per lo screening del cancro del seno ed è giunta alle seguenti principali conclusioni nel novembre 2014:

  1. la mammografia periodica delle donne di età compresa tra 50 e 69 anni, se eseguita da Centri esperti, con attrezzature adeguate, è efficace per la diagnosi precoce (che consente di intervenire precocemente e ridurre di almeno il 20% il rischio di morte da tumore del seno);
  2. nelle donne con elevata densità del seno e mammografia negativa la mammografia con tomosintesi aumenta la possibilità di evidenziare il tumore senza aumentare i falsi risultati positivi;
  3. nelle donne ad alto rischio (per famigliarità o mutazione BRCA1 e BRCA2) l’aggiunta alla mammografia della risonanza magnetica e uno screening più frequente con inizio ad un’età più precoce è vantaggiosa.

(Lauby-Secretan B et al. Breast cancer screening. Viewpoint of the IARC Working Group. NEJM 372, 2353-58, 2015)

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La tomosintesi nello screening mammografico

Continua il dibattito circa l’utilità dello screening mammografico ai fini di controllo del tumore del seno. I risultati sono infatti discordanti, e i fattori causali molteplici, inclusi la tecnologia impiegata, il tipo di casistica valutata, ecc. Recentemente è stata utilizzata una nuova tecnica radiologica di screening, detta tomosintesi, che sembra superiore alla mammografia digitale nel reperire cancri lobulari e cancri piccoli e invasivi, cioè i tumori più letali; una tecnica più sensibile e meno soggetta a falsi risultati.

La domanda è: dobbiamo abbandonare la mammografia digitale in favore della tomo sintesi? È troppo presto per rispondere a questa domanda: servono ulteriori ricerche cliniche ma certo le prospettive vanno in questa direzione.

(Pisano ED, Yaffe MJ. Should tomosynthesis replace digital mammography? JAMA 311, 2488-89, 2014)

Prevenzione del tumore al seno

Al San Antonio Breast Cancer Symposium 2013 sono stati presentati dati molto interessanti per la prevenzione del tumore del seno nelle donne ad alto rischio (quelle con 2 o più familiari di I grado che hanno sviluppato il tumore prima dei 50 anni di età). La ricerca dimostra che un’alternativa valida alla mastectomia o all’uso di tamoxifene o raloxifene per 5 anni (che provocano effetti avversi significativi) è quella di utilizzare l’anastrozolo (o l’exemestane), anti-ormoni che bloccano la produzione di estrogeni ed in tal modo dimezzano il rischio di sviluppare il tumore del seno, ma anche altri tumori, senza effetti collaterali significativi.

(Hampton J. New trials highlight breast cancer therapy and prevention. JAMA 311, 453-54, 2014)

Per le donne con alto rischio di tumore al seno

Nel Regno Unito il National Institute for Health and Care Excellence (NICE) ha emanato una linea guida che offre alle donne di età superiore a 35 anni con storia familiare di cancro al seno la possibilità di prevenzione mediante trattamento per 5 anni con tamoxifene (se l’utero è stato asportato) o raloxifene ( se l’utero è presente). Questo trattamento riduce di 1/3 il rischio di sviluppare la malattia ed è l’alternativa alla mastectomia preventiva che è stata finora usata da alcuni.

(PBMJ 2013,346:f4116)