L’obesità è un serio fattore di rischio

L’obesità è causa di diabete di tipo 2 e di almeno 11 tipi di cancro: mieloma multiplo, carcinomi del tratto gastroenterico, apparato genitale femminile, pancreas, rene. Alcuni tumori del colon retto riconoscono anche una causa ereditaria (la sindrome di Lynch) e il NICE raccomanda oggi di ricercare tale anormalità genetica nei famigliari dei pazienti con tumori del colon retto.

Kalliala KM et al. BMJ 2017;356:j477 e BMJ 2017;356:j1057)

Tabacco e salute pubblica

Vi invito a riflettere sulla salute pubblica, ovvero sul benessere psico-fisico di popolazioni e sui provvedimenti che le Istituzioni pubbliche e private adottano per proteggerla e migliorarla. Questo interesse nasce per almeno 3 motivi:

  1. tutti noi desideriamo vivere in salute e in pace;
  2. i provvedimenti in questione ci consentono di svolgere attività politica e di giudicare e migliorare la politica delle nostre Istituzioni;
  3. i provvedimenti favorevoli alla salute pubblica operano a favore dello sviluppo economico e sociale di un Paese e sono caratterizzati in genere da un ritorno molto alto sull’investimento (cosiddetto value for money).

Un quarto motivo è l’amara considerazione che fin troppo spesso questi interessi generali cedono di fronte agli interessi economici di gruppi che traggono profitto da azioni che confliggono con la salute pubblica. Questi fenomeni sono sotto i nostri occhi, ma spesso non richiamano a sufficienza la nostra attenzione e la nostra azione. Tutti infatti sappiamo oggi che l’alimentazione eccessiva e scorretta non è salutare, è obesogenica e comporta una continua crescita di prevalenza del diabete di tipo 2; che l’inquinamento dell’aria nelle città legato al traffico comporta danni all’apparato cardiovascolare e disturbi neurologici e cognitivi; che il riscaldamento ambientale e le sue conseguenze sono causati dall’uomo; che non utilizzare i vaccini determina il diffondersi di malattie infettive e così via. Ma il paradigma più significativo è forse il consumo di tabacco, ossia il deliberato uso di una pianta nociva alla salute umana e all’ambiente senza alcun motivo plausibile. Un fenomeno, questo, che potrebbe sembrare paradossale ad un osservatore estraneo, che affligge l’umanità da due secoli. Per capire meglio l’entità di questo attentato alla salute pubblica, sottopongo alla vostra attenzione 4 punti:

a) ogni anno nel mondo muoiono prematuramente 6 milioni di persone e si spendono $ USA 1000 miliardi in costi sanitari e sociali;

b) come è possibile che ciò continui? Strategie dei produttori:

  • basso costo
  • ampia disponibilità
  • modello sociale sostenuto dalla pubblicità
  • generare dubbi e nascondere la verità scientifica
  • creare nuovi prodotti “meno tossici” (tecnica della riduzione del danno).

c) I rimedi ci sono:

  • alzare i prezzi
  • ridurre la disponibilità
  • contrastare i messaggi sociali con i dati scientifici di danno alla salute e all’ambiente e con normative limitanti.

d) I Governi sono timidi nel contrasto. Perché?

 

Come procedere? Sviluppando 3 qualità:

  1. Conoscenza – Ricercare i fatti e non il sentito dire: imparare ad acquisire le informazioni.
  2. Consapevolezza – Essere coscienti di ciò che accade intorno a noi e delle sue ragioni e chiedersi ad ogni azione “Perché faccio questa cosa? Posso fare meglio?”.
  3. Coerenza – Giudicare le azioni e non le parole delle persone e dei Governi. Sono le azioni in favore della scuola e finalizzate a costruire un buon cittadino, della salute con una health in all policy, dell’ambiente e della tranquillità sociale, che fanno la qualità delle Istituzioni e che vanno premiate col nostro sostegno. Contemporaneamente però ognuno di noi deve fare la sua parte e migliorare il suo modo di vivere e di rapportarsi alla società, cioè essere cittadini responsabili. Se ognuno di noi si propone di capire e di partecipare al miglioramento della società e delle persone, la qualità della vita di tutti noi non può che migliorare. La delega totale ad altri (che deriva spesso dal disinteresse e dalla pigrizia) è un errore che ci penalizza, anche se per altri si intendono le Istituzioni che, per loro natura, come diceva il Cardinale Richelieu, non hanno principi, ma solo interessi.

Torno infine sulla politica. Ci chiediamo spesso come valutare i programmi dei partiti politici o le azioni dei Governi nazionali o territoriali. Io ritengo che i provvedimenti a favore della salute pubblica siano un buon metro di misura della loro qualità, giacché molti di essi, se non tutti, confliggono con gli interessi di pochi a danno di tutti: basti pensare al fumo di tabacco, al gioco d’azzardo, agli alimenti industriali, all’inquinamento dell’ambiente, al consumo dei suoli, eccetera, eccetera. Se un partito politico o un Governo dimostrano di fare l’interesse di tutti resistendo alle pressioni di pochi, credo che vadano apprezzati e premiati. Se poi essi dimostrano di saper guardare lontano (e non curare solo i ritorni immediati, come spesso accade), investendo efficacemente nella scuola, nell’Università, nella ricerca scientifica, nella sanità, nel sociale, e quindi di avere a cuore il futuro della nazione e delle prossime generazioni; essi possono essere considerati Governi ideali per il Paese. Se poi sanno creare le condizioni favorevoli alla nascita e allo sviluppo dell’impresa privata sana (che è la maggior fonte di ricchezza nazionale e di posti di lavoro), riducendo la spesa pubblica improduttiva e la ingerenza dello Stato nella società, allora essi possiedono tutti i titoli per essere giudicati Governi ideali per il Paese.

L’invecchiamento nei Paesi industrializzati

E’ probabile che nel futuro prossimo dei Paesi avanzati l’aspettativa di vita continui a crescere (e la mortalità a diminuire), così da raggiungere e superare i 90 anni nel 2030. Ciò implica che i Governi debbano prepararsi con azioni adeguate al fine di assicurare i relativi servizi socio-sanitari e le pensioni1.

In Italia la denatalità, la lenta ripresa economica e le disparità socio-territoriali rendono urgente, per quanto riguarda la sanità, investire sugli strumenti che possano prevenire le malattie croniche e i relativi costi (inclusa la medicina di iniziativa, vedi blog www.girolamosirchia.org) ponendo un freno alla diffusione di cure non costo-efficaci, che consumano il 25%-30% della spesa sanitaria2. A questo fine è anche necessario che i cittadini vengano meglio edotti e più responsabilizzati sui vantaggi di tutelare e promuovere la loro salute con stili di vita salutari.

Il Global Action Plan 2013-20 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha identificato 7 fattori di rischio maggiori per la salute (eccesso di alcool, insufficiente attività fisica, fumo di tabacco, ipertensione arteriosa, diabete, obesità, eccessivo uso di sale), cui va aggiunto il basso status socio-economico (misurato dall’occupazione più recente ed eventualmente corredato dal reddito e dal livello scolastico) che è notoriamente correlato alla morbilità e alla mortalità precoce3. Tutti questi fattori di rischio sono modificabili con adatti provvedimenti (Tabella4).

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  1. Kontis V. et al. Future life expectancy in 35 industrialised countries: projections with a Bayesian model ensemble. Lancet online (Febr 21, 2017).
  1. Brownlee S et al. Evidence for overuse of medical services around the world. Lancet online (Jan 8, 2017).
  1. Stringhini S et al. Socioeconomic status and the 25×25 risk factors as determinants of premature mortality: a multicohort study and meta-analysis of 1.7 million men and women. Lancet online (Jan 31, 2017).
  1. Tobias M. Social rank: a risk factor whose time has come? Lancet online (Jan 31, 2017)

Il programma tedesco di potenziamento di scienza e cultura

Il 1° febbraio 2017 la Germania ha lanciato un’azione di governo che punta a potenziare l’educazione, la scienza e la ricerca con i seguenti obiettivi:

  • attrarre studenti e ricercatori stranieri creando un ambiente culturalmente e scientificamente avanzato;
  • incoraggiare la mobilità internazionale degli scienziati tedeschi;
  • potenziare l’innovazione tedesca;
  • semplificare il riconoscimento dei titoli di studio stranieri;
  • adottare il sistema duale di eduzione (scuola – lavoro) che ha tanto successo nelle scuole, anche nell’università;
  • creare rapporti di partnership con reciproci impegni con Paesi in via di sviluppo;
  • impegnarsi a dare un forte contributo alle azioni internazionali tese a migliorare l’ambiente.

Un simile programma significa saper guardare lontano.

Complimenti al Governo tedesco!

(Germany’s science strategy is proudly international. Lancet 389, 574, 2017)

 

I costi del tabacco

Il rapporto NCI – WHO del gennaio 2017 su “Economics of Tobacco and Tobacco Control” conferma l’altissimo costo umano ed economico dell’uso di tabacco nel mondo. Ogni anno muoiono prematuramente 6 milioni di persone e la società sostiene un costo di 1000 miliardi di US$ in spese sanitarie e perdita di produttività. E’ stato calcolato che ogni fumatore costa alla società circa € 2,5 al giorno, 46% di spese sanitarie e 54% in mancata produttività. Questa calamità deve cessare e l’obiettivo primo è di ridurre il consumo mondiale di tabacco del 25% per il 2025. Perché ciò accada, è necessario che i Governi mettano in atto alcune strategie, e in particolare:

  1. alzare significativamente le accise sulle sigarette;
  2. impiegare i proventi esclusivamente per la lotta al tabacco (controlli nei locali pubblici e luoghi di lavoro per l’osservanza ai divieti di fumo, sostegno ai centri anti–fumo, lotta alla dispersione dei mozziconi nell’ambiente);
  3. estendere progressivamente il divieto di fumo e farlo rispettare, iniziando nelle aree scolastiche e sanitarie, nelle auto anche private, per continuare rivolgendosi ai luoghi assemblati anche all’aperto;
  4. contrastare la pubblicità occulta delle sigarette (ad esempio i film e la circolazione dei marchi di sigarette attraverso altra merce);
  5. sostenere i programmi e i centri di cessazione dal fumo;
  6. promuovere sistematiche e ripetute campagne di comunicazione di massa contro il fumo, con particolare riguardo alla prevenzione dell’iniziazione al fumo di sigaretta e di sigarette elettroniche nei giovanissimi.

L’obiettivo è di liberare l’umanità dal tabacco e dai terribili danni che provoca alla salute e all’ambiente (con disboscamenti, uso di fertilizzanti e pesticidi chimici, contaminazione delle acque, dispersione di mozziconi e relative sostanze tossiche nell’ambiente) e dai relativi alti costi umani ed economici.

(The Lancet. Tobacco elimination: an economic and public health imperative. Lancet 389;225,2017)