La scienza corregga i suoi difetti

La ricerca scientifica è il motore del progresso umano. Essa tuttavia non ha vita facile non solo per la relativa scarsità di mezzi messi a sua disposizione, ma per suoi difetti intrinseci che non riesce a correggere. Tra questi i più temibili sono forse le influenze esterne e indebite di tipo concettuale ed economico. Sono numerosi gli scandali che hanno circondato alcune pubblicazioni scientifiche “pilotate” a fini commerciali ed è noto che gli studi finanziati direttamente o indirettamente dall’industria giungono a conclusioni di comodo o vengono interrotti se scomodi. I rimedi esistono anche se a volte non facili. È ad esempio noto che il metodo scientifico di fare ricerca prevede che ogni risultato prodotto da un singolo gruppo venga accettato con riserva, in attesa che il risultato venga riprodotto da altri gruppi in altri contesti. Per non dire che la ricerca sponsorizzata (ossia non indipendente) viene bandita dalle organizzazioni scientifiche serie. Continua a leggere

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Sulla scuola

La scuola elementare dovrebbe avere il precipuo compito di formare un buon cittadino, consapevole di come funziona la società in cui vive, e di come ci si deve comportare in essa, dei diritti, dei doveri e delle responsabilità che ogni cittadino deve avere nei confronti degli altri e di se stessi. Un cittadino con una buona base culturale, generale e specifica, che verrà meglio coltivata nella Scuola Media e nei successivi corsi. Tra questi, importanti non solo i Licei classico, scientifico e artistico, ma anche il Liceo tecnico che sviluppa quelle capacità di applicazione tecniche che tanto scarseggiano oggi nel nostro Paese e che sono una base indispensabile per il suo sviluppo presente e futuro.

Per i 40 anni del Servizio Sanitario Nazionale

1. Salviamo il Servizio Sanitario Nazionale

Alcuni esperti si stanno interrogando su come salvare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) italiano. Lodevole impegno, giacchè esso offre notevoli vantaggi quali l’elevato gradimento della popolazione (criterio che dovrebbe essere sempre prioritario per i servizi pubblici), ma anche un accesso universale e un costo inferiore a quello di altri sistemi sanitari. Il SSN oggi è in difficoltà sia per motivi di sostenibilità economica (in quanto la spesa sanitaria tende a crescere a causa dell’invecchiamento della popolazione e del tumultuoso progresso tecnologico), sia per una serie di scelte organizzative che si sono succedute dal 1978 ad oggi e che non sempre sono risultate felici. Tra queste, a mio avviso, l’imposizione di esosi ticket sulle prestazioni (talora associati a criteri di esenzione per patologia sempre più ristretti), la diffusione di una libera professione intramoenia che offre servizi celeri a fronte di un pagamento, liste di attesa eccessivamente lunghe per alcune prestazioni (e quindi razionamento), difformità tra le diverse aree del Paese per qualità, quantità e costo delle prestazioni sanitarie erogate, modelli di assistenza socio-sanitaria alla cronicità spesso inadeguati, disattenzione grave alla valorizzazione del merito dei medici e del restante personale che opera in sanità. Il personale medico in particolare è stato marginalizzato e sottoordinato a personale amministrativo che troppo spesso segue solo logiche contabili con danni enormi per i pazienti, per il personale sanitario e talora per la stessa efficienza. La valorizzazione del merito è quasi scomparsa in sanità dove l’appiattimento è molto marcato, il burn out del personale cresce, diminuiscono qualità ed efficienza e con esse l’attenzione e l’empatia per i malati. Non è facile risalire la china in un simile momento.Io credo che il bandolo della matassa potrebbe trovarsi nel rapporto imperfetto tra lo Stato Centrale e le Regioni, che potrebbe utilmente essere riconsiderato. Non propongo, si badi bene, di mettere in discussione la Costituzione o i poteri regionali, ma solo di chiarire meglio e insieme i rispettivi ruoli, con vantaggi per entrambi. Lo Stato Centrale è responsabile del diritto alla salute dei cittadini (art. 32 della Costituzione) e deve quindi stabilire i principi che consentono ad ogni italiano di godere degli stessi diritti ovunque si trovi. Lo Stato dovrebbe pertanto disegnare il sistema, i suoi limiti di oscillazione e gli standard di quantità, qualità e costo dei principali servizi erogati, impostando anche un sistema di verifica sui risultati ottenuti nel Paese e le eventuali azioni correttive e sostitutive. Continua a leggere

Fattori socio-economici, disabilità e morte prematura

Usando la velocità del cammino come misura del numero di anni di buona funzione persi dai 60 anni in poi, è stato visto che il basso livello socio-economico è un fattore di rischio altrettanto importante dagli altri noti (fumo, elevato consumo di alcolici, ipertensione, obesità, diabete, inattività fisica).

The LIFEPATH Consortium. Socio-economic status, noncommunicable disease risk factors and walking speed in older adults. BMJ 2018;360:k1046 e BMJ 2018;360:k1288

Torniamo ai principi ispiratori del Servizio Sanitario Nazionale

Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) nasce per offrire assistenza sanitaria gratuita al punto di erogazione ad ogni persona che si trovi in Italia, indipendentemente dalle sue disponibilità economiche o altre caratteristiche, con accesso agevole e gratuito sia al Medico generalista (grazie ad una fitta rete di questi medici convenzionati nel Territorio), sia ai servizi di urgenza ed emergenza, sia ai ricoveri ospedalieri ordinari, sia ai farmaci inseriti in Prontuario.Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) nasce per offrire assistenza sanitaria gratuita al punto di erogazione ad ogni persona che si trovi in Italia, indipendentemente dalle sue disponibilità economiche o altre caratteristiche, con accesso agevole e gratuito sia al Medico generalista (grazie ad una fitta rete di questi medici convenzionati nel Territorio), sia ai servizi di urgenza ed emergenza, sia ai ricoveri ospedalieri ordinari, sia ai farmaci inseriti in Prontuario. Per realizzare questo obiettivo lo Stato funge da unico assicuratore per le malattie e ogni cittadino italiano paga con le tasse un premio proporzionato al suo reddito. Continua a leggere