Controllare il peso corporeo per stare bene

Il sovrappeso causato da eccessiva massa grassa è un pericoloso nemico della salute e accorcia la vita. L’obesità determina infatti una grande quantità di complicanze: altera il metabolismo dei grassi che si accumulano nel fegato danneggiandolo e si depositano sotto forma di placche nelle arterie restringendole e occludendole: determina uno stato di infiammazione che abbassa la risposta immunitaria alle infezioni e ai tumori, causa il diabete di tipo 2, aumenta la pressione arteriosa; rende più problematica l’attività muscolare.
E’ stato dimostrato che sia l’ipertensione, sia l’intolleranza al glucosio (e diabete di tipo 2) possono regredire se il peso corporeo si riduce grazie ad una alimentazione più adeguata sia per quantità che per qualità.

Il messaggio quindi è: per vivere in salute mangiare poco e sano, così da mantenere normale il peso corporeo ed effettuare ogni giorno una vita attiva e un vivace movimento muscolare.

– Iacobucci G. Sixty seconds on….reversing type 2 diabetes.
BMJ 2019;364.l1128.

– Murphy WJ, Longo DL. The surprisingly Positive Association Between Obesity and Cancer Immunotherapy
Efficacy.
JAMA 321, 1247-48, 2019.

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I sette criteri per tutelare e monitorare la salute

■ Non fumare
■ BMI <25 e giro vita <90 cm nell’uomo e <80 cm nella donna
(dieta sobria e povera di carboidrati)
   Health protection behaviours
■ Attività fisica regolare e appropriata
■ Assumere pesce 2 volte la settimana e frutta e verdura almeno 3 volte la settimana
■ Colesterolemia (senza trattamento) < 200 mg/dL
■ Glicemia a digiuno (senza trattamento) < 100 mg/dL
■ PA (senza trattamento) < 120/80 mmHg

Per calcolare i’Health Score cardiovascolare si assegna 0, 1 o 2 ai livelli basso, intermedio, ottimo, rispettivamente – Score totale normale = 10-14

Continua e si aggrava l’aggressione alla salute pubblica

Data la conoscenza che si ha sui danni provocati dal fumo di tabacco e i benefici della cessazione dal fumo è imbarazzante per la sanità rilevare che il fumo in Italia è in aumento soprattutto tra i ragazzi con età minore di 15 anni e tra le donne. I danni sono presto detti: in Italia si stima che a causa del fumo almeno 70.000 persone muoiano ogni anno prematuramente, che 30 volte tanto ammalino di una o più malattie croniche (oltre 2 milioni di persone che sviluppano malattie cardiovascolari, respiratorie, tumorali) e che i costi sanitari e sociali superino € 15 miliardi. Si tratta di una vera e propria epidemia che è espressione di un fallimento persistente della nostra società, che non riesce a contrastarla e che subisce senza sufficiente reazione la pressione dell’industria del tabacco e dei gruppi di interesse. Anche la stessa classe medica sembra abbastanza lontana dal problema, come se combattere questa epidemia fosse compito di qualcun altro. Ma l’immagine più penosa ci è venuta dal Governo centrale quando 2 anni fa abbiamo visto il Presidente del Consiglio partecipare alla posa della prima pietra e poi all’inaugurazione di uno stabilimento di una Multinazionale vicino a Bologna per la produzione di prodotti del tabacco. Il fatto che questi produttori investano enormi risorse per promuovere in modo occulto i loro prodotti e per bloccare qualunque iniziativa che contrasti il fumo è diventato un modello anche per altri produttori di altri prodotti che nuociono alla salute pubblica: TV e film non fanno che proporre fumo, alcol, alimenti nocivi alla salute, gioco d’azzardo, ecc. L’opinione pubblica e le Istituzioni preposte sembrano distratte e inerti. Ma tutti noi paghiamo un caro prezzo.

La sfida delle malattie croniche

Le malattie croniche sono in aumento. Esse infatti sono particolarmente legate all’invecchiamento della popolazione, che continua a crescere. Questo aumento comporta un aumento dei costi per la società, e il rischio è che diventi economicamente insostenibile. Questo fenomeno si associa ad un rapido aumento della popolazione mondiale, provocato dalla grande prolificità delle popolazioni più povere e quindi costrette anche a vivere in condizioni disagiate, che notoriamente peggiorano le condizioni di salute.

La salute è infatti legata a 3 tipi di fattori determinanti:
1. le cure erogate (la sanità delle cure)
2. i fattori modificabili (specie obesità, fumo, tipo di alimentazione, sedentarietà)
3. i determinanti socio-economici. Continua a leggere

Qualità nella sanità

I sistemi organizzativi in sanità non sono finora riusciti a migliorare qualità ed efficienza e a ridurre sprechi e variabilità eccessivi. Il motivo è che non sono stati ancora considerati in modo adeguato:
1. I fattori motivazionali dei medici che sono:
– autonomia
– controllo (comando) delle situazioni cliniche senza interferenze esterne
– finalità (mission) della professione;
2. i difetti della sanità, che sono:
– meriti del medico non valorizzati
– insufficiente autonomia e centralità del medico
– variabile penetrazione nei vari ambienti dell’aggiornamento del medico
– sistema sanitario molto frazionato con silos che non si integrano
– scarso risultato degli incentivi usati (tutti materiali e non motivanti) che sono solo monetari e non culturali e non valorizzano la professionalità e il merito

(Microsoft Word - Qualit340 nella sanit340.docx)

– applicazioni sbagliate dei criteri di produttività
– l’impostazione aziendalistica della sanità che pone i medici in posizione subalterna rispetto ai gestori; questi ultimi spesso non ascoltano i medici né si accertano direttamente delle realtà vivendole personalmente. Sono i medici che devono proporre le soluzioni ai problemi e non subirle e devono anche disegnare i parametri delle valutazioni.
Bisogna allora rivedere l’attuale impostazione della sanità, cominciando col dare spazio ai medici invece di vincolarli con regole inefficaci. Bisogna privilegiare merito, capacità, voglia di innovare e comunicare amore per l’aggiornamento e la ricerca, e per la professionalità. Ai migliori devono andare i riconoscimenti sia monetari che soprattutto morali e professionali.

(Khullar D et al. Professionalism, performance and the future of physician incentives.
JAMA 320, 2419-20, 2018)