Il problema più importante per il pianeta è la incessante crescita del numero di abitanti e l’aspirazione di essi a vivere meglio e consumare di più. Se non si limitano le nascite non vi è via di scampo.

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La scienza per il contrasto ai cambiamenti climatici

Il Lancet Countdown è un organismo di ricerca internazionale e multidisciplinare tra Istituzioni accademiche ed esperti di tutto il mondo. Esso, a seguito dell’Accordo di Parigi del COP21 (Conferenza delle Parti sui cambiamenti climatici, 21a Sessione, Parigi 2015), si propone di tenere sotto controllo il riscaldamento globale del pianeta, promuovendo tutte quelle iniziative che possono contenerlo e che rappresentano non solo l’unico mezzo per evitare catastrofi, ma anche un’opportunità per migliorare la salute e il benessere dell’umanità, che sono oggi gravemente minacciati dai cambiamenti climatici, come appare nella Figura qui sotto riportata:

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Figure The health impacts of climate change

Watts N et al. The Lancet Countdown: tracking progress on health and climate changeLancet online (Nov 14, 2016).

Il Riscaldamento Globale della Terra

In 200 anni il pianeta si è riscaldato di 1 °C, ma la temperatura sta crescendo esponenzialmente: troppi abitanti che consumano troppo senza riguardo per l’ambiente.

Se l’aumento superasse 2°C, il clima impazzirebbe con guerre, migrazioni di massa, fame. Ambiente = Salute (Vita) = Sviluppo e benessere = Pace è un’equazione da cui non si sfugge.

Il fenomeno è dovuto ad eccessiva emissione di gas serra, e specie di CO2 (combustione, deforestazione). Se l’incremento di CO2 non sta sotto 18 Gt (gigatonellate = 1 miliardo di tonnellate), si arriva e si supera i 2 °C di riscaldamento entro pochi decenni. I principali gas serra sono CO2 e metano, che riscaldano la terra e i mari, oltre al vapore acqueo che pure riscalda il globo. Il mare surriscaldato libera più vapore acqueo e peggiora le cose: il CO2 viene usato dalle piante. La deforestazione peggiora la situazione. La combustione dei materiali fossili comporta CO2 e polveri sottili. Il mare contiene enormi quantità di CO2 sotto forma di bicarbonato: se aumenta la temperatura del mare, il CO2 si libera nell’atmosfera perché diviene meno solubile. Il metano si libera dai composti organici sulla terra e dagli allevamenti.

L’Accordo di Parigi (COP 21) è arrivato a concordare 5,5 Gt di incremento massimo di CO2 e lascia il resto a ogni nazione con iniziative volontarie. E’ però chiaro che non arriveremo all’obiettivo se ognuno di noi non capirà il problema e non lavorerà per risolverlo.

Tutti dobbiamo e possiamo fare qualcosa: non usare l’auto, non disperdere rifiuti nell’ambiente, non fumare (le coltivazioni di tabacco inquinano e deforestano), non consumare troppa carne (gli allevamenti inquinano), non danneggiare le piante (che ossigenano l’aria) ma anche solo diffondere queste notizie ed invitare gli altri a comportarsi in modo consapevole.

Aggiornamenti Sociali, gennaio 2016, pp. 40 – 49.

La crescita insostenibile

(Sintesi di un servizio trasmesso da Rai Storia il 13 giugno 2015)

Fin dagli anni ’70, il Club di Roma e l’MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston, in base alla dinamica dei sistemi complessi, produssero delle simulazioni secondo le quali si può ipotizzare che la crescita esponenziale della popolazione, unita alla crescita esponenziale dei consumi, risultino insostenibili dal pianeta terra. Saranno molti gli effetti di questa insostenibilità, ma sarà soprattutto l’effetto serra che produrrà gli effetti più disastrosi, fino a far sì che la popolazione perirà del tutto o in gran parte: ciò avverrà a meno che i Governi sappiano rimediare in tempi rapidi alle cause dell’insostenibilità, ma ciò è poco probabile stante gli interessi combinati dell’economia e della politica, che sono di breve termine e di visione limitata e parziale.

Nel libro “I limiti della crescita” e in quello pubblicato 20 anni più tardi col titolo “Oltre i limiti”, tutto il lavoro di questi ricercatori (e in particolare dei coniugi Dennis e Donella Meadows) viene illustrato in modo rigorosamente scientifico e convincente. Si evidenzia fra l’altro il concetto che il mondo è un unicum e quanto accade in una sua anche remota parte ne interessa inevitabilmente ogni altra. Senza un cambiamento di rotta immediato l’umanità non ha futuro a breve termine. Finora il cambiamento di rotta non è avvenuto perché sistematicamente la salute pubblica è vittima degli interessi dell’economia e della politica. Assistiamo anzi ad una campagna di disinformazione che tutela i grandi interessi negando e ridicolizzando i dati della ricerca scientifica, tecnica peraltro già ampiamente usata da altri interessi organizzati come l’industria del tabacco, per nascondere i danni provocati alla salute dal suo uso. Celebre il discorso di Ronald Reagan del 1983 contro le conclusioni del Club di Roma.

E’ bene che tutti sappiano che continuando così l’umanità corre il rischio di estinguersi o quasi entro questo secolo.

La crescita

La continua crescita della popolazione e la crescita dei consumi (in parte fisiologica, in parte indotta dalla pubblicità e dalla pressione sociale e quindi inutile) comportano una crescente quantità di rifiuti che danneggiano la biosfera e divengono insostenibili e incompatibili con il benessere del pianeta: CO2 ed effetto serra conseguente sono in particolare un preoccupante rifiuto che rischia di generare disastri planetari. Quindi secondo Pallante non bisogna più premere sulla crescita dei consumi, ma sul loro ritorno ai consumi necessari, facendo cessare tutta quella serie di danni ambientali e sociali che il consumismo genera a vantaggio del profitto di alcuni, ma a danno della salute e della fisiologia di tutti.
La politica avveduta non dovrebbe quindi più parlare di crescita e di investire sulla devastazione del territorio, ma incentivare al ritorno della società ai ritmi naturali, all’agricoltura, al rispetto dell’ambiente e del suo verde, ai consumi essenziali, alla riparazione delle macchine anziché alla loro sostituzione, al risparmio energetico e di acqua; in una parola ad amare il creato.