I tumori alla cervice uterina

Quasi tutti questi tumori sono provocati dal Papilloma Virus umano (HPV) e quindi l’assenza di HPV è rassicurante per escludere il tumore della cervice. Il test per HPV sta così gradualmente sostituendo la citologia come test di screening. Che fare per il 5–15% di donne che risultano HPV-positive? Il 90% delle infezioni si risolve spontaneamente entro alcuni anni, ma in alcuni casi persiste e innalza il rischio di trasformazione neoplastica. La prima cosa da fare è monitorare la persistenza dell’infezione, ma oggi dopo alcuni anni sembra giustificato ricorrere nei casi persistenti alla vaccinazione terapeutica con anti-HPV che sembra efficace nell’eradicare l’infezione, specie se verrà prodotto un vaccino attivo contro i circa 13 tipi di HPV che provocano tumori nell’uomo.

(Schiffman M e Wentzensen N. Toward therapeutic vaccination against cervical precancer?. Lancet 386, 2036-38, 2015)

Promuoviamo la salute pubblica

Oggi le minacce più gravi per la salute pubblica sono, in ordine decrescente:

  1. il fumo di tabacco (che è responsabile di 80.000 morti premature l’anno in Italia e 6 milioni nel mondo);
  2. l’ipertensione arteriosa non controllata, in parte (~30%) legata all’eccessivo consumo di sale, e causa di ictus e altri accidenti cardiovascolari;
  3. il sovrappeso e l’obesità, legati ad una scorretta alimentazione e scarsa attività fisica;
  4. gli incidenti stradali, in parte legati all’eccessiva alcolemia di chi guida, alle distrazioni, al non rispetto dei limiti di velocità, dell’uso del telefono portatile, delle cinture di sicurezza.

E’ oggi sempre più evidente che il miglioramento della salute pubblica è legato ad una maggior consapevolezza dei singoli cittadini (responsabilità individuale), ma anche ad interventi pubblici tali da facilitare scelte opportune e precisamente un’informazione continua e capillare, provvedimenti di protezione dai danni causati da terzi (ad esempio dal fumo di tabacco (vedi Tabella), dagli alimenti adulterati, dalla guida in stato di ebbrezza) e infine a norme protettive imposte con severità, quali le vaccinazioni, l’aria pulita, l’eliminazione del piombo dai carburanti, ecc.

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(Frieden TR. The future of Public Health. New Engl J Med 373, 1748-54, 2015).

Il troppo lavoro può essere nocivo

L’eccessivo impegno lavorativo, che comporti un numero di ore lavorate superiore a 40/settimana, stress e soprattutto poca attenzione alle proprie condizioni di salute e agli stili di vita salutari implica un crescente rischio di ictus e altri incidenti cardiovascolari. Per questo è necessario che anche i datori di lavoro offrano ai loro dipendenti programmi per conoscere questi rischi e ridurli, proponendo ad esempio controlli periodici del loro stato di salute e impiego di parte del tempo aziendale in attività salutari anziché nella mensa o in altri benefit ricchi di alimenti ipercalorici.

(Buchholz B. Working late, courting stroke. JAMA 314, 1679-80, 2015).

Prevenire l’insorgenza del diabete di tipo 2

Il test di screening Findrisk e probabilmente la sola misura dell’obesità centrale (circonferenza della vita ≥94 cm nell’uomo e ≥80 cm nella donna), se accompagnati da famigliarità e da inattività fisica, sembrano identificare l’alto rischio di sviluppare diabete di tipo2. Individuare precocemente chi è a rischio (circa il 6% della popolazione) è una importante misura di prevenzione giacchè sappiamo che l’esercizio fisico regolare (150 min/settimana) e la dieta bilanciata con perdita di almeno il 7% del peso corporeo sono in grado di prevenire la comparsa del diabete di tipo2. Queste misure peraltro servono a tutta la popolazione anche per altri rischi, quali quelli di patologie cardiovascolari e di tumori. Questi interventi di prevenzione peraltro consentirebbero anche consistenti risparmi per la sanità, assai maggiori di altri che vengono oggi preferiti.

Langenberg C et al. The EPIC – InterAct case color study. PloS Med 2012;9(6):e1001230
Gray BJ et al. Different type 2 diabetes risk assessments predict dissimilar numbers at high risk: a retrospective analysis of diabetes risk-assessment tools. Brit. J. Gen. Practice online first 2015).
The InterAct Consortium (2012) Long-Term Risk of Incident Type 2 diabetes and Measures of Overall and Regional Obesity: The EPIC-InterAct Case-Cohort Study. PLoS Med 9(6):e1001230 doi:10.1371/journal.pmed.1001230.

La prevenzione in Italia

Nei Paesi dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) l’Italia risulta al 24° posto per il fumo di tabacco e al 18° posto per l’obesità infantile. Dati i costi umani ed economici delle conseguenze che discendono da queste condizioni, i veri risparmi sulla sanità dovrebbero derivare da forti iniziative di prevenzione che, al contrario, in Italia sembrano molto limitate.

 

(Health at a glance – OECD indicators 2015http://dx.doi.org/10.1787/888933281473)