Il troppo lavoro può essere nocivo

L’eccessivo impegno lavorativo, che comporti un numero di ore lavorate superiore a 40/settimana, stress e soprattutto poca attenzione alle proprie condizioni di salute e agli stili di vita salutari implica un crescente rischio di ictus e altri incidenti cardiovascolari. Per questo è necessario che anche i datori di lavoro offrano ai loro dipendenti programmi per conoscere questi rischi e ridurli, proponendo ad esempio controlli periodici del loro stato di salute e impiego di parte del tempo aziendale in attività salutari anziché nella mensa o in altri benefit ricchi di alimenti ipercalorici.

(Buchholz B. Working late, courting stroke. JAMA 314, 1679-80, 2015).

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Lo stress “tossico” dell’infanzia

Vi è oggi ampia evidenza che i bambini esposti a situazioni stressanti (abusi, malnutrizioni, carenze affettive) precocemente sviluppano nelle età seguenti difficoltà di apprendimento e danni alla salute. Infatti quanto più giovane è il cervello tanto più esso è plastico, ossia soggetto a mutamenti da causa ambientale oltre che genetica. Sono in particolare i circuiti cerebrali più nobili (emozione, comportamento, linguaggio, memoria) a soffrire di difficoltoso sviluppo: le esperienze stressanti non si dimenticano. Dobbiamo quindi imparare a curare lo stress infantile, e qui i genitori adeguatamente sostenuti e indirizzati hanno un grande ruolo perché il bambino si sente rassicurato da loro e lo stress diminuisce. Ma quando viene a mancare l’opera dei genitori, lo stress può diventare cronico e dare luogo a stati di malattia psico-fisica assai dannosi (detti tossici) per le giovani generazioni. E’ questo un campo dove è necessario approfondire la ricerca scientifica in modo urgente.

(Kuehn BM. A. Acad of Pediatrics: toxic stress threatens kids’ long-term health. JAMA 312, 585-86, 2014)