La salute nelle città

Il WHO (Word Health Organization) sollecita le città ad attivarsi per migliorare la salute dei cittadini, riducendo la prevalenza delle malattie non-trasmissibili (specie diabete e cancro) e gli incidenti stradali, che insieme costituiscono circa l’80% di tutte le morti, ossia 41 milioni di persone ogni anno nel mondo. Bloomberg Philantropies suggerisce 10 misure preventive: strategie anti-fumo, divieto di pubblicità al fumo, riduzione di zucchero e sale, aree sicure per camminare e pedalare, miglior qualità dell’aria, riduzione degli incidenti da traffico.
Oggi metà della popolazione mondiale vive nelle città e questa quota è in crescita. Per migliorare il loro benessere bisogna migliorare il trasporto pubblico, attrezzare spazi sicuri, piacevoli e puliti per il movimento fisico, migliorare la qualità del cibo e promuovere gli alimenti salutari, migliorare i servizi sanitari.
Si fa appello alla sensibilità dei Sindaci (che in Italia sono i primi responsabili della salute dei cittadini) e dei decisori politici, perché diano concreta priorità alla salute e al benessere dei loro concittadini e pongano questo obiettivo in cima alla loro agenda.

JAMA 322, 2276, 2019.

Promuoviamo la salute pubblica

Oggi le minacce più gravi per la salute pubblica sono, in ordine decrescente:

  1. il fumo di tabacco (che è responsabile di 80.000 morti premature l’anno in Italia e 6 milioni nel mondo);
  2. l’ipertensione arteriosa non controllata, in parte (~30%) legata all’eccessivo consumo di sale, e causa di ictus e altri accidenti cardiovascolari;
  3. il sovrappeso e l’obesità, legati ad una scorretta alimentazione e scarsa attività fisica;
  4. gli incidenti stradali, in parte legati all’eccessiva alcolemia di chi guida, alle distrazioni, al non rispetto dei limiti di velocità, dell’uso del telefono portatile, delle cinture di sicurezza.

E’ oggi sempre più evidente che il miglioramento della salute pubblica è legato ad una maggior consapevolezza dei singoli cittadini (responsabilità individuale), ma anche ad interventi pubblici tali da facilitare scelte opportune e precisamente un’informazione continua e capillare, provvedimenti di protezione dai danni causati da terzi (ad esempio dal fumo di tabacco (vedi Tabella), dagli alimenti adulterati, dalla guida in stato di ebbrezza) e infine a norme protettive imposte con severità, quali le vaccinazioni, l’aria pulita, l’eliminazione del piombo dai carburanti, ecc.

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(Frieden TR. The future of Public Health. New Engl J Med 373, 1748-54, 2015).