Sostenere i servizi di urgenza ed emergenza

A fianco di ogni DEA (Dipartimento di Emergenza e Urgenza) bisogna predisporre un presidio ambulatoriale di cure primarie che operi ininterrottamente e che possa disporre di specialisti territoriali e/o ospedalieri, per le patologie urgenti che non comportino rischi per la vita e che oggi gravano sui DEA intasandoli. Il modello è stato proposto dalla Commissione Regionale per lo Sviluppo Sanità della Lombardia per Milano in occasione dell’Expo 2015 (vedi il mio blog https://girolamosirchia.org/2014/09/10/expo-2015-sanita-2) e oggi viene raccomandato dai Royal Colleges inglesi insieme ad altri 12 punti per alleggerire il lavoro dei DEA, in forma semplificata, ossia come puro e semplice ambulatorio dei Medici di Famiglia, che operi alla porta dei DEA, extra-orario per un adeguato numero di ore, possibilmente affiancato anche dai medici della continuità assistenziale e dagli specializzandi.

(BMJ 2014;349:g4654)

La responsabilità medica

Per tutelarsi dai rischi collegati alle accuse di colpa nell’esercizio dell’attività professionale, il medico ha questi strumenti:

❶ ottenere il preventivo consenso informato del paziente al suo intervento medico. Attenzione: il paziente deve essere informato su tutti i dettagli e sugli esiti e dimostrare di aver capito bene e di voler accettare in pieno il suddetto intervento;

❷ registrare con cura ogni atto medico sulla cartella clinica del paziente, in modo ben comprensibile a tutti;

❸ dimostrare di essere aggiornato. Solo in questo caso la sua attività può essere considerata autonoma e quindi accettabile dalla Magistratura in assenza di regole che valgano per tutti i casi e che è impossibile formulare;

❹ dimostrare di essersi attenuti alla buona pratica corrente, a Raccomandazioni e Linee Guida se esistenti, e quindi di non ricadere nei casi di negligenza, imprudenza, imperizia e colpevole omissione.

Il medico deve sempre ricordarsi che egli è un collaboratore del paziente, al quale unico spetta la decisione di fare o non fare un atto medico, in quanto solo lui è il titolare di due diritti costituzionali: autodeterminazione e diritto alla salute. Infine se il medico è accusato di malpractice tocca al medico e non al paziente l’onere della prova.

Malgrado queste precauzioni alcune situazioni si prestano a chiaro-scuri e a dubbi. Ad esempio, se l’autonomia del medico viene condizionata da vincoli di spesa o altri atti amministrativi voluti da altri, e ciò provoca presumibilmente danni alla salute del paziente o intacca la cosiddetta alleanza terapeutica, come ci si dovrà comportare? E che dire degli sprechi generati dalla medicina difensiva? Di chi è la colpa? Molto resta quindi da fare per migliorare l’attuale situazione circa la responsabilità medica.

Corte suprema di Cassazione – Responsabilità Sanitaria e tutela della salute – Quaderni del Massimario, 2011

La marijuana seguirà l’esempio del tabacco?

La marijuana, come il tabacco, è una droga che nuoce alla salute. Essa è meno nociva del tabacco, ma con la crescente legalizzazione e apertura di vendita al pubblico i produttori stanno prendendo spunto dal business del tabacco per creare nel mondo un’altra sorgente di profitto. Essi infatti hanno raddoppiato nel tempo la concentrazione di tetraidrocannabinolo (THC) che è la sostanza che provoca euforia, hanno finalizzato i loro sforzi ai soggetti più vulnerabili (ragazzi e donne), stanno creando lobby tese a difendere il loro business e a creare modelli sociali di libertà e sex-appeal, sottacendo i danni che l’uso continuato della marijuana provoca (incidenti stradali, suicidi, tumori dell’albero respiratorio e del cervello, disturbi cardiovascolari, malattie mentali, deficit cognitivi), creando alleanze con i produttori di sigarette elettroniche, valorizzando gli effetti positivi della marijuana in medicina (riduzione della nausea da chemioterapia dei tumori, miglioramento della waisting syndrome dell’AIDS, effetto analgesico e spasmolitico) e sostenendone anche gli usi di non provata efficacia (ad esempio l’effetto ansiolitico, mai dimostrato). Le loro attività sono favorite dal fatto che, contrariamente al tabacco, il mercato non è assoggettato a regole e quindi tutto è più facile.

Un nuovo pericolo per la salute pubblica si affaccia quindi all’orizzonte.

(Richter KP, Levy S. Big Marijuana – Lessons from Big Tobacco. N Engl J Med 371, 399-401, 2014)

Cura della malaria

L’artemisinina è l’anti-malarico più efficace di cui disponiamo. Sfortunatamente, tuttavia, sta crescendo la resistenza del Plasmodium falciparum a questo farmaco soprattutto in Asia a causa di una mutazione in Kelch13. Le terapie di combinazione con l’artemisinina sono ancora efficaci, ma non sappiamo per quanto. Oggi grande speranza è quindi puntata sul farmaco anti-malarico Spiroindolone KAE609, che agisce rapidamente ed efficacemente sul Plasmodio, anche se resistente all’artemisinina.

(White NJ et a. Spiroindolone KAE609 for Falciparum and Vivax Malaria. N Engl J Med 371, 403-10, 2014)

Per gli ipertesi è importante il controllo frequente della pressione arteriosa

Coloro che soffrono di ipertensione arteriosa (pressione arteriosa massima maggiore di 140 mm Hg) devono curarsi per tutta la vita, monitorando molto spesso la loro pressione arteriosa. Infatti le complicanze della malattia ipertensiva sono temibili: infarto del miocardio, malattia coronarica, scompenso cardiaco, ictus. Tuttavia bisogna stare attenti a che la pressione arteriosa massima non scenda sotto i 120 mm Hg, giacchè in tal caso i rischi di incidenti cardiovascolari non vengono ridotti a causa dell’ipotensione ortostatica e delle complicanze da farmaci. L’obiettivo è mantenere la pressione arteriosa massima tra 120 e 140 mm Hg, effettuando frequenti controlli.

(Rodriguez C et al. JAMA Intern Med doi:10.1001/jamainternmed.2014.2482)