Le terapie antiaggregante e anticoagulante

La tendenza attuale è di non sospendere tali terapie in caso di interventi chirurgici minori, quali le cure dentarie, la chirurgia della cataratta, la biopsia transrettale della prostata o la polipectomia del colon o simili, specie nei pazienti che hanno avuto un ictus o un attacco ischemico transitorio. In questi casi, infatti, il rischio emorragico è minore della recidiva ischemica.

(BMJ 309, 2537, 2013)

Terapia delle multimorbilità

Il trattamento delle malattie croniche con comorbidità prevede di usare più di un farmaco. Ecco le avvertenze.

  1. È inutile usare farmaci con effetto di prevenzione primaria (statine per ipercolesterolemia)
  2. Attenti alle interazioni tra farmaci (warfarin)
  3. Rivedere la terapia ogni mese (per ridurla se possibile)
  4. Attenti alle complicanze di farmaci
  5. Curare solo la patologia permanente e che riduce la qualità di vita del paziente

Meno è meglio

Nel 2010 Temel e Coll al Massachusetts General Hospital di Boston, e più recentemente Yoong et al, hanno evidenziato che nei pazienti affetti da tumore usare alcune terapie meno aggressive e terapie palliative più strutturate (che prevedono un rapporto umano più stretto tra medico e paziente, comprensione e adattamento al contesto familiare e sociale del paziente, supporto psicologico, cura della depressione, condivisione degli scopi e dei limiti degli interventi medici e in seguito pianificazione del fine-vita) migliora non solo la qualità, ma anche la durata della vita del paziente, contrariamente a quanto si era fino ad allora pensato.
Questi dati devono far pensare tutti i medici (sia internisti, sia oncologi) che devono imparare a valutare le loro azioni sulla base dei desiderata dei pazienti e della loro qualità di vita.

(Smith AK. Palliative care. An approach for all internists. JAMA Internal Medicine 173, 291-92, 2013)

Come modificare i comportamenti delle persone? (Spigolature)

La scarsa aderenza dei pazienti alle terapie rappresenta un importante ostacolo al trattamento efficace delle malattie croniche e si associa ad un significativo aumento della morbilità, della mortalità e dei costi.
Questo grande problema è stato affrontato con la tecnica dell’intervista motivazionale, ma i risultati sono incostanti e solo alcuni studi hanno fornito risultati positivi. Bisogna quindi studiare e applicare anche altri metodi per modificare i comportamenti delle persone e valutarli scientificamente prima di adottarli nella pratica quotidiana.

(Berkowitz SA, Johansen KL. Does motivational interviewing improve outcomes? Arch Int Med 172, 463-64, 2012)