In ambulatorio i medici più esperti e non i più giovani

Per 24 ore al dì e per 7 giorni la settimana, al Royal Free Hospital di Londra l’ambulatorio di pediatria (e l’urgenza) sono effettuati da pediatri esperti con la collaborazione di giovani medici e altro personale sanitario. Durante il cambio dei tre turni di lavoro (alle 9, alle 16.30 e alle 21) i medici sovrappongono il lavoro per ½-1 ora. Ciò consente di discutere i casi più complessi, assicurare continuità di cura, insegnare ai giovani (che possono così arricchire il loro e-portfolio della conoscenza e che si dichiarano molto soddisfatti di questo sistema). Gli stessi medici possono peraltro continuare a seguire i pazienti in reparto o in ambulatorio, così da assicurare continuità di cura ai pazienti e opportunità di aggiornamento continuo a se stessi e ai giovani medici. Non vi è stata difficoltà a reclutare medici esperti per questo servizio, forse anche per gli incentivi non economici che possono essere offerti a questi partecipanti, inclusa la residenza nell’Ospedale.

(Gabbie S. Providing 24/7 care in a consultant delivered paediatric service. BMJ Careers, 23 giugno 2013)

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Ospedale pubblico e privato

La grande differenza tra Ospedali pubblici e privati è che questi ultimi, al contrario dei primi, sono gestiti da professionisti esperti accuratamente selezionati e non da persone gradite alla politica. Ma l’Ospedale pubblico è anche penalizzato dal sistema di amministrazione che, essendo di tipo pubblico, non è adatto ad una impresa, quale l’azienda sanitaria dovrebbe essere, ma solo ad enti non economici (forse). Un terzo punto di debolezza è che gli Ospedali pubblici non hanno alcuna autonomia, perchè il sistema è fortemente centralizzato sulla Regione (centralismo regionale).

A queste condizioni lo sviluppo è possibile quasi solo per i privati. E’ quindi inutile  continuare a confrontare i risultati degli Ospedali privati con quelli pubblici e gridare salviamo il servizio pubblico, se poi non si cambiano le regole che governano la sanità pubblica.

Utilità dei PROMS

I Patient-Related Outcome Measures (PROMS), ossia l’esperienza del paziente, è un parametro valido per misurare la qualità delle prestazioni sanitarie. Non si tratta di misurare la soddisfazione del paziente, ma definire quale è stata la sua esperienza in merito ad alcuni parametri, come quelli indicati di seguito.

Categorie di esperienze in ordine decrescente di importanza

  1. Comunicare con le infermiere
  2. Trattamento del dolore
  3. Tempestività dell’assistenza
  4. Spiegazioni circa i farmaci somministrati e le loro complicanze
  5. Comunicazione con i medici
  6. Pulizia delle stanze e dei bagni
  7. Piano di dimissione e assistenza post-ospedale
  8. Rumore di notte

(Boulding W et al. Relationship between patient satisfaction with inpatient care and hospital readmission within 30 days. Am J Manag Care 17, 41-48, 2011).

(Manary M et al. The patient experience and health outcomes. N Engl J Med 368, 201-3, 2013)

La scuola di medicina in Ospedale

L’Ospedale è un fondamentale luogo di insegnamento. Infatti si possono attuare le seguenti attività educative:

  • educazione sanitaria dei pazienti (esempio: smettere di fumare)
  • educare i giovani medici all’uso della medicina basata sull’evidenza
  • uso dei social media
  • comportamenti professionali adeguati
  • indirizzare i giovani verso le attività per le quali mostrano più attitudine
  • capacità di comunicare con i pazienti e i colleghi
  • sicurezza dei pazienti e uso saggio della medicina parsimoniosa
  • modalità per reperire fondi di ricerca
  • Continuous Professional Development (CPD), costruzione e gestione del portfolio della conoscenza
  • uso appropriato della letteratura medica
  • importanza dell’empatia con i pazienti
  • importanza del lavoro interdisciplinare
  • fondamentale importanza della clinica oltre ai test strumentali minimi necessari.

Tutte queste attività vedono il Primario in funzione di guida e promozione. E così si rafforza “la scuola di medicina”.

Obiettivi di un ospedale moderno

  1. Ospedali sicuri e ben attrezzati
  2. Medici competenti
  3. Buoni rapporti tra medico e paziente
  4. Buona organizzazione e gestione
  5. Personale soddisfatto e motivato
  6. Pazienti soddisfatti
  7. Rapporti con la medicina territoriale per la care transition

(McCarthy D. et al. Recasting readmissions by placing the hospital role in community context. JAMA 309, 351 – 52, 2013)