Le cure primarie

(medicina territoriale o di base)

Se uno Stato investe nelle cure territoriali (o primarie) non risparmia denaro, ma riduce la crescita della spesa. Ciò avviene però solo se il potenziamento delle cure primarie riguarda tutti i suoi aspetti:

1-2)      struttura e accesso (organizzazione e personale impiegato)

3)      coordinamento (funzione di gatekeeping rispetto agli altri professionisti sanitari)

4-5)      comprensività e continuità di cura (lavoro di squadra con altri professionisti e servizi sanitari, capacità di utilizzare tecnologie moderne per diagnosi e cura, coinvolgimento del paziente nella sua cura)

6)      rapporto medico-paziente (quando è forte, rispettoso e coinvolgente si ottiene migliore adesione al trattamento, alle misure preventive, minor ricorso al ricovero ospedaliero, minori differenze di salute legate a condizioni sociali diverse, minore spesa)

7)      medici olisti competenti ed esperti (con tecnologie sufficienti e moderne determinano minori sprechi e miglior stato di salute della popolazione e contenimento della spesa).

(Haggerty J L et al. The strength of primary care systems. Stronger systems improve population health but require higher levels of spending. BMJ 2013;346:f3777))

L’austerità e la sanità

Se l’austerità fosse stata sperimentata con i criteri scientifici usati per i farmaci, la sperimentazione sarebbe stata interrotta a causa dei suoi deleteri effetti collaterali (David Stuckler, economista politico). Questi sono molteplici: in Grecia, Spagna, Italia, Portogallo e Irlanda il numero dei suicidi è raddoppiato, le malattie mentali e quelle legate all’uso di alcol e droga sono cresciute. La malaria è riapparsa in Grecia dopo che la disinfestazione è stata ridotta. La mortalità infantile è aumentata. Le limitazioni imposte al Servizio Sanitario, oltre alla crescente disoccupazione e indebitamento delle persone, dovrebbero essere valutate per le loro future implicazioni; è possibile che i provvedimenti che riducono la spesa oggi comportino domani costi assai elevati.

(Brand H et al. Austerity policies in Europe. Bad for health. BMJ 346, 7, 2013)

Camminare velocemente per star bene

L’attività fisica più comune è camminare. Perché questa attività sia utile ai fini della prevenzione cardiovascolare primaria e secondaria e per la fitness respiratoria è necessario che la velocità sia di almeno 7 km/ora, cioè circa il doppio di quella che normalmente viene tenuta per le consuete attività della vita. La raccomandazione è pertanto che ognuno di noi cammini almeno 3 ore/settimana alla velocità di almeno 7 km/ora.

(Williams PT, Thompson PD. The relationship of walking intensity to total and cause-specific mortality. Results from the National Walkers’ Health Study. Plos One 2013,8,e81098)

Semaforo per gli alimenti

Nel Regno Unito i cibi confezionati porteranno sull’etichetta non solo i dati circa l’energia, le proteine, i grassi, i carboidrati e i livelli di sale e zucchero, ma anche un “semaforo” che indica in modo immediato se il contenuto dei costituenti meno consigliabili per la salute è elevato (rosso) o no (verde). Per ora il sistema è volontario.

(BMJ 2013;346:f4010)

Per le donne con alto rischio di tumore al seno

Nel Regno Unito il National Institute for Health and Care Excellence (NICE) ha emanato una linea guida che offre alle donne di età superiore a 35 anni con storia familiare di cancro al seno la possibilità di prevenzione mediante trattamento per 5 anni con tamoxifene (se l’utero è stato asportato) o raloxifene ( se l’utero è presente). Questo trattamento riduce di 1/3 il rischio di sviluppare la malattia ed è l’alternativa alla mastectomia preventiva che è stata finora usata da alcuni.

(PBMJ 2013,346:f4116)