Le cure primarie

(medicina territoriale o di base)

Se uno Stato investe nelle cure territoriali (o primarie) non risparmia denaro, ma riduce la crescita della spesa. Ciò avviene però solo se il potenziamento delle cure primarie riguarda tutti i suoi aspetti:

1-2)      struttura e accesso (organizzazione e personale impiegato)

3)      coordinamento (funzione di gatekeeping rispetto agli altri professionisti sanitari)

4-5)      comprensività e continuità di cura (lavoro di squadra con altri professionisti e servizi sanitari, capacità di utilizzare tecnologie moderne per diagnosi e cura, coinvolgimento del paziente nella sua cura)

6)      rapporto medico-paziente (quando è forte, rispettoso e coinvolgente si ottiene migliore adesione al trattamento, alle misure preventive, minor ricorso al ricovero ospedaliero, minori differenze di salute legate a condizioni sociali diverse, minore spesa)

7)      medici olisti competenti ed esperti (con tecnologie sufficienti e moderne determinano minori sprechi e miglior stato di salute della popolazione e contenimento della spesa).

(Haggerty J L et al. The strength of primary care systems. Stronger systems improve population health but require higher levels of spending. BMJ 2013;346:f3777))

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Cure primarie – 2 (Spigolature)

E’ essenziale che la medicina territoriale si faccia carico primariamente di seguire i pazienti con malattie croniche, della prevenzione e della promozione di stili di vita salutari.

Cure primarie – 1 (Spigolature)

Vi è oggi ampia evidenza che i Paesi che possiedono un buon sistema di cure primarie, ossia una medicina territoriale comprensiva, coordinata e centrata sui bisogni delle persone, possono vantare migliori risultati in termini di salute dei cittadini e costi più contenuti.

(Starfield B et al – Contribution of primary care to health systems and health. Milbank Q. 83, 457-502, 2005)