Cause dell’obesità

Il consumo di cibi fritti 4 o più volte la settimana raddoppia l’effetto sul peso corporeo nei soggetti con alto rischio genetico di obesità, a dimostrazione che obesi si rischia di diventare quando i fattori genetici si associano a fattori ambientali (alimenti molto calorici, stress, vita sedentaria, carenza di sonno). La genetica dell’obesità è assai complessa: almeno 15 geni ma anche microdelezioni cromosomiche sostengono questa complessità:   la predisposizione all’obesità si manifesta in qualche caso come interferenza sui meccanismi di controllo cerebrali sull’appetito. Differenti tipi di obesità richiedono differenti approcci terapeutici: nei grandi obesi, ad esempio, le terapie mediche e il cambiamento degli stili di vita servono poco, ed è meglio ricorrere direttamente alla chirurgia bariatrica. Ciò indica anche che responsabilizzare il paziente per la sua obesità può essere sbagliato e che ogni caso va considerato individualmente, in attesa che la ricerca faccia più luce su questa complessa sindrome oggi epidemica.

Blakemore AIF, Buxton JL. Obesity, genetic risk, and environment. (BMJ 2014; 348: g1900)

 

Gli integratori alimentari

Il mercato degli integratori alimentari è molto sviluppato: negli USA esso vale 32 miliardi di US dollari l’anno. Si accetta che gli integratori non debbano dimostrare la loro utilità clinica, ma non debbono comportare danni ai consumatori. Purtroppo non è sempre così. La Tabella seguente elenca una serie di eventi avversi potenziali legati al consumo di vari ingredienti e adulteranti che si trovano negli integratori alimentari.

tab - integratori alimentari

E’ necessario che le Autorità Sanitarie modifichino il loro atteggiamento nei confronti di questi prodotti, verificando le prove della loro innocuità, che i produttori debbono sottoporre prima di immetterli in commercio per ottenere l’autorizzazione (oggi basta la notifica) e attivando una rete di vigilanza sui prodotti una volta messi in commercio.

(Cohen PA. Hazards of Hindsight. Monitoring the Safety of Nutritional Supplements. N Engl J Med 370, 1277-80, 2014)

Gli integratori

Sempre più si va scoprendo che tra gli integratori alimentari e prodotti naturali si annidano  prodotti pericolosi per la salute.

E’ necessario che sul dossier notificato al Ministero della Salute vi siano prove dell’innocuità del prodotto e che la sicurezza dei prodotti venga monitorata post-vendita.

(Cohen PA – Hazards of hindsight. Monitoring the safety of nutritional supplements – NEJM 370, 1277-80, 2014)

 

Tobacco endgame

Malgrado la progressiva diminuzione della prevalenza dei fumatori nel mondo occidentale (che si è dimezzata negli ultimi 50 anni), oggi la situazione è in stallo. Dati gli ingenti danni provocati dall’uso del tabacco (negli USA ogni anno $132 miliardi in costi sanitari e $157 miliardi in giornate di lavoro perdute, più i costi di danni ambientali, assicurazioni, ecc. che si aggiungono alla morte di 480.000 persone/anno) è necessario adottare una nuova strategia che porti a cessare la produzione e la vendita dei prodotti del tabacco: la cosiddetta Tobacco Endgame (fine della storia del tabacco). Tale strategia ha bisogno di tempo (10 anni almeno) e mira a rendere l’uso del tabacco sempre meno accettabile socialmente: cioè a stigmatizzare socialmente coloro che fumano, rendendo l’uso del tabacco sempre meno normale (de-normalizzazione del tabacco).

Gli USA hanno già iniziato questo percorso: l’Affordable Care Act consente di applicare una sopratassa sull’assicurazione sanitaria per i fumatori, e molti datori di lavoro si rifiutano di assumere i fumatori. Anche la drastica diminuzione dei punti vendita di tabacchi (inclusi le farmacie e i supermercati) è funzionale allo scopo, così come tutti i provvedimenti atti a far cessare la pubblicità anche occulta all’uso del tabacco e l’uso del tabacco in diversi luoghi anche all’aperto (campus scolastici e sanitari, parchi, luoghi assembrati, auto anche private, ecc.). Anche l’uso della sigaretta elettronica viene oggi assimilato a quello della vera sigaretta, e in quanto tale si applica alla prima la normativa in uso per la seconda. Se l’obiettivo verrà raggiunto si potranno liberare ingenti risorse aggiuntive per la sanità e quindi per migliorare i servizi resi alla popolazione.

 

– US Department of Health and Human Services. The health consequences of smoking: 50 years of progress. A report of the Surgeon General, 2014

– Brennan AT and Schroeder SA. Ending sales of tobacco products in pharmacies. JAMA 311, 1105-06, 2014.

Liberiamoci dal tabacco e dai suoi danni

Il fumo che deriva dalla combustione del tabacco è tossico. L’uso di sostituti della nicotina, compresa la sigaretta elettronica, è meno dannoso, anche se non del tutto innocuo. Il pericolo, però, è che il fumatore li usi entrambi (uso duale). Il medico deve spingere il fumatore a smettere, inviandolo ai Centri Antifumo. Se il paziente non vuole smettere, il medico deve insistere perchè usi la sigaretta elettronica o altri sostituti e se possibile monitorizzi il paziente nel tempo. Ricordiamoci sempre che un fumatore su 100 all’anno muore a causa del tabacco e che i giovani sotto i 21 anni sono quelli a più alto rischio di assuefazione e di danno.

Uno Stato avveduto deve prendersi cura della salute pubblica, e nel caso del tabacco deve contrastarne l’uso con tutti i possibili mezzi; aumento delle accise, restrizione dei punti vendita, divieto di vendita ai minori di 21 anni con pesanti sanzioni ai venditori che violano questo divieto, divieto di pubblicità diretta o indiretta (vedi film e fiction televisive!), campagne continue, facilitazioni per chi vuole smettere di fumare, stretta vigilanza sui divieti di fumare nei locali pubblici e luoghi di lavoro, nelle stazioni ferroviarie, campus scolastici e ospedalieri, sanzioni per coloro che disperdono i mozziconi nell’ambiente, divieto di fumo anche all’aperto nei luoghi assembrati, nei parchi e sulle spiagge, divieto di fumo nelle auto anche private.

La speranza è che nel giro di 10 anni si possa estirpare definitivamente il tabacco ed il suo uso, che è la prima e più importante causa di malattia e di morte della nostra epoca.

(Fiore MC et al. Smoke, the chief killer. Strategies for targeting combustible tobacco use. New Engl J Med 370, 297-99, 2014)