Aggiungete poco zucchero

L’aggiunta di zucchero in misura maggiore del 15% delle calorie assunte giornalmente (50 g di zuccheri al dì) sembra essere un fattore indipendente di rischio aggiuntivo per alcune malattie croniche quali cardiovasculopatie, diabete, cirrosi epatica, demenza, obesità.

Attenzione quindi alle bevande zuccherate (succhi di frutta, bibite gassate dolci) e ai dolciumi di ogni tipo: meno ne assumete e meglio è.

Troppo zucchero ci rende non solo grassi, ma anche malati.

(Schmidt LA. New unsweetened truths about sugar. JAMA Intern Med. 174, 525-26,2014)

Attenti al sale

Troppo sale nella dieta [più di 5g (1 cucchiaino da tè) al giorno] è dannoso, giacchè aumenta la pressione arteriosa e le sue conseguenze sull’apparato cardiovascolare (ictus, ischemia cardiaca). Il sale è spesso “invisibile”, giacchè contenuto nel cibo dei ristoranti e in quello confezionato. La raccomandazione è di evitare per quanto possibile di ricorrere a questo tipo di alimentazione e di cucinare cibi freschi.

Cause dell’obesità

Il consumo di cibi fritti 4 o più volte la settimana raddoppia l’effetto sul peso corporeo nei soggetti con alto rischio genetico di obesità, a dimostrazione che obesi si rischia di diventare quando i fattori genetici si associano a fattori ambientali (alimenti molto calorici, stress, vita sedentaria, carenza di sonno). La genetica dell’obesità è assai complessa: almeno 15 geni ma anche microdelezioni cromosomiche sostengono questa complessità:   la predisposizione all’obesità si manifesta in qualche caso come interferenza sui meccanismi di controllo cerebrali sull’appetito. Differenti tipi di obesità richiedono differenti approcci terapeutici: nei grandi obesi, ad esempio, le terapie mediche e il cambiamento degli stili di vita servono poco, ed è meglio ricorrere direttamente alla chirurgia bariatrica. Ciò indica anche che responsabilizzare il paziente per la sua obesità può essere sbagliato e che ogni caso va considerato individualmente, in attesa che la ricerca faccia più luce su questa complessa sindrome oggi epidemica.

Blakemore AIF, Buxton JL. Obesity, genetic risk, and environment. (BMJ 2014; 348: g1900)

 

Gli integratori alimentari

Il mercato degli integratori alimentari è molto sviluppato: negli USA esso vale 32 miliardi di US dollari l’anno. Si accetta che gli integratori non debbano dimostrare la loro utilità clinica, ma non debbono comportare danni ai consumatori. Purtroppo non è sempre così. La Tabella seguente elenca una serie di eventi avversi potenziali legati al consumo di vari ingredienti e adulteranti che si trovano negli integratori alimentari.

tab - integratori alimentari

E’ necessario che le Autorità Sanitarie modifichino il loro atteggiamento nei confronti di questi prodotti, verificando le prove della loro innocuità, che i produttori debbono sottoporre prima di immetterli in commercio per ottenere l’autorizzazione (oggi basta la notifica) e attivando una rete di vigilanza sui prodotti una volta messi in commercio.

(Cohen PA. Hazards of Hindsight. Monitoring the Safety of Nutritional Supplements. N Engl J Med 370, 1277-80, 2014)

Gli integratori

Sempre più si va scoprendo che tra gli integratori alimentari e prodotti naturali si annidano  prodotti pericolosi per la salute.

E’ necessario che sul dossier notificato al Ministero della Salute vi siano prove dell’innocuità del prodotto e che la sicurezza dei prodotti venga monitorata post-vendita.

(Cohen PA – Hazards of hindsight. Monitoring the safety of nutritional supplements – NEJM 370, 1277-80, 2014)