La (cattiva) regola del 50%

Nell’ipertensione (come nel diabete) si rileva nella pratica che vige la “regola del 50%”: infatti metà dei pazienti ipertesi non sa di esserlo, metà di quelli che lo sono non si cura, e in metà di questi ultimi la pressione arteriosa non è ben controllata.

(Clark CE, McManus R. The use of highly structured care to achieve blood pressure targets. BMJ 345, 8, 2012)

Attenti alla caffeina

Le bibite energetiche, oggi molto in uso, contengono oltre a zucchero la caffeina in misura di circa 100 mg per porzione, analoga a quella di una tazza di caffè. La caffeina è rapidamente assorbita e viene metabolizzata rapidamente dal fegato. La sua emivita è di 5 ore, ma l’ingestione di alcolici e alcuni farmaci prolunga la permanenza nel sangue.
Nell’adulto sano la dose massima consigliata è di 500 mg di caffeina al dì, ma gli anziani e le persone con aritmie cardiache devono ridurre tale assunzione a non più di 100 mg al dì, e così pure devono fare gli adolescenti, mentre i bambini debbono astenersi del tutto dall’assumere caffeina. La caffeina a dosi elevate è tossica e l’ingestione di 3 g o più può essere mortale.

(Sepkowitz KA. Energy drinks and caffeine – related adverse effects. JAMA 309, 243-44, 2013
Howland J, Rohsenow DJ. Risks of energy drinks mixed with alcohol. JAMA 309, 245-46, 2013)

Il fumo accorcia la vita

In una coorte di fumatori giapponesi nati tra il 1920 e il 1945, che avevano iniziato a fumare prima dei 20 anni e avevano continuato a fumare, la mortalità è risultata più che doppia rispetto a persone che non avevano mai fumato, e la loro aspettativa di vita risultava diminuita di circa 10 anni. Nei soggetti che avevano smesso di fumare prima dei 35 anni di età quasi tutti i rischi risultavano azzerati (cfr http://www.bm,j.com/research, 2012).
Un altro studio dimostra che il divieto di fumo nei locali pubblici e nei luoghi di lavoro ha comportato in USA (Olmsted County, MN) una diminuzione di circa 1/3 di infarti cardiaci, confermando in tal modo i dati rilevati in 15 altre città di 8 Paesi, inclusa l’Italia. E’ necessario insistere su questa linea vietando il fumo in altri luoghi, quali aree ospedaliere, scolastiche e sportive, parchi, automobili e altri spazi chiusi privati (BMJ 2012;345:e7287).
Dedichiamo il 31 maggio 2013 a tre grandi personaggi inglesi che hanno spiegato al mondo come l’uso del tabacco sia un pericolo mortale per gli uomini e come i progressi per liberare l’umanità dall’uso del tabacco siano lentissimi a causa dell’influenza maligna delle Multinazionali del tabacco e le azioni timide od ostative di burocrati e politici: il medico Richard Doll e gli epidemiologi Austin Bradford Hill e Richard Peto (BMJ 2012;345:e7311).

L’esercizio fisico allunga la vita

Gli adulti che si muovono energicamente (cammino veloce, salita delle scale, bicicletta, ecc.) per almeno 2 ore alla settimana vivono in media 4 anni di più delle persone inattive e ben 7 anni di più dei sedentari obesi. Questi dati derivano da uno studio condotto su ben 654.827 adulti in USA e in Svezia e dovrebbe indurre tutti gli adulti sia grassi che magri ad eseguire movimento muscolare energico almeno 2 ore la settimana.

(PlosMed 2012;9:e1001335)

I sussidi all’agricoltura vanno ripensati

I sussidi governativi ed europei agli allevatori di bestiame contribuiscono al sovrappeso delle popolazioni attraverso la produzione di cibi molto energetici a basso costo. Anche i sussidi all’agricoltura industriale (che produce mangime per gli allevamenti e oli vegetali) hanno questa responsabilità. Al contrario le piccole aziende agricole, che producono frutta e verdura, ricevono ben pochi sussidi. Ciò ha fatto sì che al contrario dei grassi e degli oli, i prezzi della frutta e della verdura siano saliti di molto. E’ ora di cambiare questa strategia:
1) incrementando l’accesso ai cibi locali salutari (filiere corte e vendite dirette)
2) aumentando i cibi salutari nelle mense pubbliche
3) finanziando la produzione di cibi salutari così da ridurne il prezzo
4) finanziando le piccole aziende agricole ed i loro prodotti.
Questi ed altri provvedimenti sono parte di un piano di miglioramento della salute pubblica e di contrasto all’epidemia di sovrappeso ed obesità, che deve anche includere una incessante campagna di informazione della popolazione sui rischi di una alimentazione non salutare.

(Grandi SM, Franck C. Agricultural subsidies. Arch Int Med 172, 1754-55, 2012)