Eliminare la malapianta

In considerazione dei gravi danni sociali e ambientali che il tabacco provoca, con i relativi enormi costi umani ed economici (6 milioni di morti premature ogni anno nel mondo), molti oggi sostengono che è arrivato il momento di implementare strategie radicali per eliminare l’uso del tabacco, il cosiddetto Tobacco Endgame[1]. Personalmente io aderisco a questo progetto: oggi possiamo fare un piano per eliminare la malapianta ed il suo uso, nonché l’uso dei suoi surrogati, compresa la sigaretta elettronica, il cui maggior pericolo è quello di vanificare lo sforzo di rendere il fumo un comportamento “non normale” (denormalizzazione del fumo) se non lo si regolamenta esattamente come il fumo di tabacco: fumare (o svappare) è un’abitudine sozza (come diceva Italo Svevo), sia dal punto di vista materiale (“si puzza come un portacenere”) che sociale (pessima l’immagine della persona assuefatta alle droghe, inclusa la nicotina, che a proprie spese nutre un gruppo di persone che trae profitto dai danni che provoca all’umanità). La finalità occulta di queste ultime, oggi, è quella di vendere sigarette elettroniche per un uso duale (vapori + fumo di tabacco) e per iniziare i giovani alla nicotina, non certo quella di aiutare i fumatori a smettere; un piano sinistro, come ci si può aspettare dai venditori di danni e di morte. E’ importante che la gente capisca bene i pericoli che corre e le segrete trame di chi trae profitto dal male che genera. Fumare (o svappare) non è segno di autonomia, di libertà o di distinzione: è segno di scarsa consapevolezza e poca personalità, di debolezza per resistere al conformismo stimolato dai produttori con abili tecniche di marketing ed enormi investimenti.

[1]Fairchild AL et al. The renormalization of smoking? E-cigarettes and the tobacco “endgame”. New Engl J Med 370, 293-95, 2014)

Prevenzione del tumore al seno

Al San Antonio Breast Cancer Symposium 2013 sono stati presentati dati molto interessanti per la prevenzione del tumore del seno nelle donne ad alto rischio (quelle con 2 o più familiari di I grado che hanno sviluppato il tumore prima dei 50 anni di età). La ricerca dimostra che un’alternativa valida alla mastectomia o all’uso di tamoxifene o raloxifene per 5 anni (che provocano effetti avversi significativi) è quella di utilizzare l’anastrozolo (o l’exemestane), anti-ormoni che bloccano la produzione di estrogeni ed in tal modo dimezzano il rischio di sviluppare il tumore del seno, ma anche altri tumori, senza effetti collaterali significativi.

(Hampton J. New trials highlight breast cancer therapy and prevention. JAMA 311, 453-54, 2014)

Note per i fumatori – 2

  1. I rischi per la salute nell’età media sono più elevati in coloro che hanno cominciato a fumare precocemente
  2. Smettere di fumare giova alla vita. I fumatori precoci che smettono di fumare a 30, 40 e 50 anni di età recuperano rispettivamente, 10, 9 e 6 anni di vita.
  3. ŽSmettere di fumare è sempre utile, ma è molto utile se si smette prima dei 40 anni di età.
  4. Il rapporto numero di ex fumatori/fumatori nell’età media è un utile indicatore della qualità delle politiche anti-fumo di una nazione.
  5. Tra queste politiche arrivare progressivamente alla triplicazione delle accise del tabacco è molto efficace, come lo dimostrano i risultati ottenuti in Francia in meno di 15 anni (tra il 1990 e il 2005). Molto efficaci sono anche il divieto di fumo nei locali pubblici e nei luoghi di lavoro e il divieto di pubblicità diretta ed indiretta al fumo (specie quella televisiva).
  6. ‘Nel 2012 i produttori di sigarette hanno guadagnato 50 miliardi di US dollari, circa 10.000 US dollari per ogni morte causata dal tabacco.

(Jha P, Peto T. Global effects of smoking, of quitting and of toxing tobacco. New Engl J Med 370, 60-68, 2014)

Note per i fumatori

  • L’assuefazione al fumo è una malattia cronica e come tale va trattata.
  • Dopo i 35 anni l’assuefazione al fumo comporta una perdita di 3 mesi di vita ogni anno.
  • La cessazione dal fumo comporta benefici sostanziali e rapidi: il rischio di morte da fumo comincia a diminuire subito e continua a calare per 10-15 anni.
  • Per coloro che smettono prima dei 35 anni la sopravvivenza è analoga a quella dei non fumatori.
  • Il consiglio del medico curante aumenta la percentuale di fumatori che smettono, ma senza altri aiuti molti di essi riprendono a fumare entro 1 anno.
  • La gravità della assuefazione si può valutare (in base ad esempio al tempo che intercorre tra la fine di una camminata e l’accensione della sigaretta, al numero di sigarette fumate al dì, al tempo che intercorre tra risveglio e prima sigaretta).
  • Per aiutare a smettere di fumare adottate alcune precauzioni, quali aumentare l’attività fisica, non bere alcolici, non frequentare fumatori, ma la cosa più importante è rivolgersi al Servizio per la Cessazione del Fumo. Oggi vi sono diverse terapie cognitive (terapie di gruppo) e farmacologiche, usate spesso in combinazione (sostituti della sigaretta che apportano nicotina, vareniclina, e altri). Non è ancora ben chiaro se la sigaretta elettronica sia utile a questo fine.
  • Agopuntura e ipnosi non hanno dimostrato alcuna utilità per smettere di fumare.
  • I sostituti della nicotina (inclusa sembra la sigaretta elettronica) pare siano abbastanza utili per prevenire le ricadute (ripresa del fumo), e possono essere utilizzati anche per molti mesi come strumento di riduzione del danno. Essi tuttavia non devono essere usati in gravidanza perché la nicotina è tossica per i polmoni ed il cervello del feto.

(Zwar AN et al. Supporting smoking cessation. BMJ 348, 29-33, 2014)

Le fibre alimentari

L’ingestione di fibre in misura di 25g/die per le donne e 35g/die per l’uomo sembra ridurre la mortalità per malattie cardiovascolari, riduce il tasso ematico di glucosio e lipidi, aumenta il senso di sazietà, riduce la stitichezza e la diverticolosi intestinale. Le fibre insolubili sono le più efficaci (riso non brillato, farine integrali, crusca, vegetali): una porzione di granaglie integrali e 2-4 porzioni di frutta o vegetali forniscono 7g di fibre ognuna. Una dieta ricca di fibre e povera di zuccheri raffinati, grassi saturi e trans e carne è la ricetta della buona salute.

(Baron RB. Eat more fibre. BMJ 348, 7, 2014)