La marijuana seguirà l’esempio del tabacco?

La marijuana, come il tabacco, è una droga che nuoce alla salute. Essa è meno nociva del tabacco, ma con la crescente legalizzazione e apertura di vendita al pubblico i produttori stanno prendendo spunto dal business del tabacco per creare nel mondo un’altra sorgente di profitto. Essi infatti hanno raddoppiato nel tempo la concentrazione di tetraidrocannabinolo (THC) che è la sostanza che provoca euforia, hanno finalizzato i loro sforzi ai soggetti più vulnerabili (ragazzi e donne), stanno creando lobby tese a difendere il loro business e a creare modelli sociali di libertà e sex-appeal, sottacendo i danni che l’uso continuato della marijuana provoca (incidenti stradali, suicidi, tumori dell’albero respiratorio e del cervello, disturbi cardiovascolari, malattie mentali, deficit cognitivi), creando alleanze con i produttori di sigarette elettroniche, valorizzando gli effetti positivi della marijuana in medicina (riduzione della nausea da chemioterapia dei tumori, miglioramento della waisting syndrome dell’AIDS, effetto analgesico e spasmolitico) e sostenendone anche gli usi di non provata efficacia (ad esempio l’effetto ansiolitico, mai dimostrato). Le loro attività sono favorite dal fatto che, contrariamente al tabacco, il mercato non è assoggettato a regole e quindi tutto è più facile.

Un nuovo pericolo per la salute pubblica si affaccia quindi all’orizzonte.

(Richter KP, Levy S. Big Marijuana – Lessons from Big Tobacco. N Engl J Med 371, 399-401, 2014)

Cura della malaria

L’artemisinina è l’anti-malarico più efficace di cui disponiamo. Sfortunatamente, tuttavia, sta crescendo la resistenza del Plasmodium falciparum a questo farmaco soprattutto in Asia a causa di una mutazione in Kelch13. Le terapie di combinazione con l’artemisinina sono ancora efficaci, ma non sappiamo per quanto. Oggi grande speranza è quindi puntata sul farmaco anti-malarico Spiroindolone KAE609, che agisce rapidamente ed efficacemente sul Plasmodio, anche se resistente all’artemisinina.

(White NJ et a. Spiroindolone KAE609 for Falciparum and Vivax Malaria. N Engl J Med 371, 403-10, 2014)

Per gli ipertesi è importante il controllo frequente della pressione arteriosa

Coloro che soffrono di ipertensione arteriosa (pressione arteriosa massima maggiore di 140 mm Hg) devono curarsi per tutta la vita, monitorando molto spesso la loro pressione arteriosa. Infatti le complicanze della malattia ipertensiva sono temibili: infarto del miocardio, malattia coronarica, scompenso cardiaco, ictus. Tuttavia bisogna stare attenti a che la pressione arteriosa massima non scenda sotto i 120 mm Hg, giacchè in tal caso i rischi di incidenti cardiovascolari non vengono ridotti a causa dell’ipotensione ortostatica e delle complicanze da farmaci. L’obiettivo è mantenere la pressione arteriosa massima tra 120 e 140 mm Hg, effettuando frequenti controlli.

(Rodriguez C et al. JAMA Intern Med doi:10.1001/jamainternmed.2014.2482)

Sirchia: riconvertire i piccoli ospedali per gli anziani e farli gestire a Mmg

Ho il piacere di condividere con voi l’intervista pubblicata su “Doctor33” di oggi.

 

intervista sirchia doctor 33 copia

La tomosintesi nello screening mammografico

Continua il dibattito circa l’utilità dello screening mammografico ai fini di controllo del tumore del seno. I risultati sono infatti discordanti, e i fattori causali molteplici, inclusi la tecnologia impiegata, il tipo di casistica valutata, ecc. Recentemente è stata utilizzata una nuova tecnica radiologica di screening, detta tomosintesi, che sembra superiore alla mammografia digitale nel reperire cancri lobulari e cancri piccoli e invasivi, cioè i tumori più letali; una tecnica più sensibile e meno soggetta a falsi risultati.

La domanda è: dobbiamo abbandonare la mammografia digitale in favore della tomo sintesi? È troppo presto per rispondere a questa domanda: servono ulteriori ricerche cliniche ma certo le prospettive vanno in questa direzione.

(Pisano ED, Yaffe MJ. Should tomosynthesis replace digital mammography? JAMA 311, 2488-89, 2014)