Stiamo vivendo in questi tempi un nuovo miracolo italiano. Il miracolo è costituito dalla sia pur piccola crescita del PIL, e quindi dalla forza dei nostri imprenditori che sanno resistere e persino crescere malgrado l’enorme fardello loro imposto dalla spesa pubblica improduttiva che il governo non sa o non vuole ridurre (e che raggiunge il 50% del PIL!), da una politica di basso profilo, da una tassazione feroce e iniqua, da un sindacalismo sconsiderato e retrivo, da una burocrazia pubblica soffocante, da una giustizia troppo lenta, da infiltrazioni mafiose, da banche avide e insensibili e, non ultimo, una crisi mondiale che dopo 7 anni non accenna a risolversi.
Archivi autore: Girolamo Sirchia
La steatosi epatica (fegato grasso) non alcolica
L’eccesso di alimentazione e l’ingestione di alimenti ricchi di calorie ma poveri di nutrienti (junk food) ha determinato in tutto il mondo una elevata prevalenza di obesità, diabete di tipo 2 e sindrome metabolica. Quest’ultima è caratterizzata da obesità centrale (del tronco), ipertensione, resistenza all’insulina, alti tassi di trigliceridi e bassi livelli di colesterolo HDL nel sangue. Questa sindrome si associa in 2/3 dei casi a steatoepatite non alcolica (fegato grasso) con fibrosi, che procede in parte dei casi a cirrosi epatica e che si associa anche a tumori e malattie cardiovascolari. Si tratta quindi di una malattia molto seria che impone come primo trattamento la perdita di peso e il passaggio ad una alimentazione salutare.
(Rinella ME. Nonalcoholic fatty liver disease: a systematic review. JAMA 313, 2263-73, 2015)
Effetto della dieta mediterranea sulla mente
Con l’aumento della vita media nei Paese occidentali aumenta la frequenza di molte malattie legate all’età, inclusa la demenza. Diversi studi indicano un rapporto tra abitudini alimentari e performance cognitive. In particolare, sembra che il declino cognitivo e le malattie neurodegenerative abbiano un nesso causale con lo stress ossidativo e possano in parte essere prevenute da diete ricche in anti-ossidanti. La dieta mediterranea ricca di anti-ossidanti e anti-infiammatori è quindi un importante elemento preventivo delle demenze, oltre che delle malattie cardiovascolari. Lo studio di Cinta Valls-Pedret et al. avvalora la sua efficacia nel prevenire la demenza e mantenere le funzioni cognitive.
(Cinta Valls-Pedret et al. Mediterranean diet and age-related cognitive decline. A randomized clinical trial. JAMA Intern Med 175, 1094-1103, 2015)
Salute pubblica: allenamento fisico e mentale per prevenire l’invecchiamento
L’insufficiente movimento fisico è il più grande fattore di rischio di mortalità, maggiore di fumo, obesità e diabete tra loro sommati.
Parallelamente, mantenere attiva la mente previene l’invecchiamento mentale degli anziani.
(Blair SN. Physical inactivity: the biggest public health problem on the 21st century. Br J Sports Med 43, 1-2, 2009
Blarer DG et al. Cognitive aging. A report from the Institute of Medicine. JAMA, 313, 2121-22, 2015)
Le organizzazioni responsabili in USA
Negli USA l’Affordable Care Act (ACA, la riforma sanitaria di Obama) ha previsto la sperimentazione di Organizzazioni responsabili (Accountable Care Organizations – ACO), ossia di erogatori sanitari che ottengono extra-finanziamenti se si assumono il rischio di avere più qualità con minori costi e con il gradimento dei loro pazienti. Dopo 2 anni di sperimentazione 32 Pioneer ACO hanno ottenuto risultati migliori di prima con costi inferiori del 4% circa. Questi primi risultati devono ora essere verificati su ampia scala, e già si capisce che il sistema potrà funzionare solo se il finanziamento extra sarà sostanzioso, giacché esso comporta impegno e rischio e anche innovazioni gestionali importanti.
(Casalino LP. Pioneer Accountable Care Organizations. JAMA 313, 2126-27, 2015)
