Nuovi criteri per la ricerca clinica

La medicina è molto cambiata negli ultimi decenni. Le patologie croniche sono molto più frequenti di quelle acute e sono spesso molteplici, le scelte diagnostiche e terapeutiche si sono allargate, si sta affermando la medicina personalizzata, basata cioè sulla risposta di ogni singolo paziente e non di popolazioni di pazienti. Anche i metodi di valutazione di efficacia degli interventi medici si sono evoluti e sta prendendo sempre più piede la misura di efficacia delle nuove cure in confronto ad altre cure in uso, piuttosto che il suo effetto contro il non-trattamento (cosiddetta ricerca di efficacia comparata – comparative-effectiveness research), condotta con metodologie opportune. Questa innovazione, unita alla ricerca dei risultati centrati sul paziente (patient-centered outcomes research) e a quelle basate sull’evidenza, sta cambiando completamente il modo di curare e i rapporti tra curante e paziente, giacchè è quest’ultimo in definitiva che deve giudicare il valore del trattamento che gli viene applicato.
In sintesi la ricerca clinica oggi ha senso solo se impostata con metodo scientifico e orientato a soddisfare i criteri di salute e benessere dei pazienti.

(Gabriel SE, Normand ST – Getting the methods right. The foundation of patient-centered outcomes research. NEJM 367, 787-90, 2012)

Cosa dice la letteratura scientifica sull’attività fisica (Spigolature)

1.Si afferma sempre più la nozione che la promozione dell’attività fisica sistematica è la ricetta più efficace che un medico può prescrivere per prevenire i danni sia fisici che cognitivi da invecchiamento …

(Williamson J, Pahor M. Evidence regarding the benefits of physical exercise. Arch Intern Med 170, 124 – 125, 2010)

2.… ma anche per curare molte affezioni croniche degli anziani (osteoartrite, cadute, osteoporosi, malattie cardiorespiratorie, diabete, ipertensione arteriosa, obesità).

(van der Bij AK et al. Effectiveness of physical activity intervention for older adults: a review. AM J Prev Med 22, 120 – 133, 2002)

3.Più che mezz’ora di esercizio ogni giorno (noioso!) serve non stare seduti o sdraiati troppo a lungo, fare le scale, camminare velocemente per attendere alle normali occupazioni. Camminare appena si può, più volte al dì.

4.Camminare spesso e velocemente sembra essere l’attività più utile alla salute. Si è anche visto che la velocità di cammino > 1 m/sec è un buon indicatore di sopravvivenza e buona salute nelle persone anziane.

(Studenski S. et al. Gait speed and survival in older adults. JAMA 305, 50 – 58, 2011)

Il nostro Servizio Sanitario – Proposte di miglioramento

Oggi ho pubblicato nella sezione pubblicazioni di politica sanitaria di questo blog l’addendum 16 “Il nostro Servizio Sanitario – Proposte di miglioramento”.

Attendo i vostri commenti.

Prevenire le cadute (Spigolature)

Almeno 1/3 delle persone sane con più di 65 anni di età, che vivono a casa loro, cadono almeno 1 volta l’anno, e il 20% di questi necessita di cure mediche.
Questo rischio aumenta con l’età e con la comorbidità. I costi di questi inconvenienti sono alti e comportano spesso ricoveri ospedalieri per fratture al polso e al femore.
Interventi multifattoriali che mirino a migliorare forza muscolare, equilibrio, rischi dell’abitazione, scarpe, farmaci, capacità cognitive e livelli di vitamina D migliorano, ma non riescono a prevenire del tutto queste patologie.
E’ importante innanzi tutto che il medico generalista inserisca sistematicamente il monitoraggio e l’educazione circa la prevenzione delle cadute quando incontra gli anziani, identifichi quelli a rischio fratture e prescriva gli esercizi muscolari, cercando di inserirli negli atti della vita quotidiana ogni giorno e più volte al giorno. Egli deve inoltre monitorare nel tempo i pazienti a rischio, promuovendo sempre l’adesione del paziente allo schema di prevenzione e agli esercizi fisici. Le cadute e le loro conseguenze devono costituire un obiettivo primario della prevenzione.

(Morris ME. Preventing falls in older people. BMJ 345, 10, 2012).

Nuove regole per il finanziamento dei partiti

Per tutti coloro che sono interessati alle nuove regole per il finanziamento dei partiti segnalo l’articolo di Fabio Sciola dal titolo “Nuove regole per il finanziamento dei partiti” pubblicato su “Aggiornamenti Sociali” (Sezione Approfondimenti), febbraio 2013, pp. 104-115.