Nella sezione “Pensiero politico” ho appena pubblicato un messaggio ai candidati delle elezioni regionali sulla nuova sanità regionale.
Aspetto il vostro parere.
Nella sezione “Pensiero politico” ho appena pubblicato un messaggio ai candidati delle elezioni regionali sulla nuova sanità regionale.
Aspetto il vostro parere.
Oggi ho pubblicato nella sezione pubblicazioni di politica sanitaria l’addendum 17 “La salute pubblica non è sufficientemente tutelata”.
Aspetto i vostri commenti.
Un fumatore su due viene ucciso dal fumo.
(Lam TH. Absolute risk of tobacco deaths. Arch Int Med 172, 845-46, 2012)
L’educazione dei medici nei grandi Ospedali di riferimento è utile in quanto li addestra ad utilizzare strumenti avanzati e a lavorare in una realtà multispecialistica. Tuttavia l’aspetto negativo è che essi imparano a richiedere conferme diagnostiche e terapeutiche ad altri, privilegiando la completezza dei referti piuttosto che il proprio ragionamento, senza assumersi in pieno la responsabilità professionale e quella dell’uso minimo indispensabile delle risorse. In medicina vale la regola dell’80/20 (l’80% dei casi clinici si diagnosticano considerando in prima istanza il 20% delle cause possibili): per questo è più utile ed economico iniziare il processo diagnostico dalle cause più frequenti anziché esplorare tutte le possibili cause della patologia in esame con un atteggiamento di iper-investigazione, che ha costi e rischi non indifferenti. Negli anni tuttavia è cresciuto un altro motivo di iper-uso dei mezzi di diagnosi e cura: il timore di essere imputati di malpratica ed essere condannati a risarcire il paziente. Questo rischio crescente induce i medici a fare il massimo, ad assumere il minor numero possibile di rischi, a privilegiare la completezza anziché la ragionevolezza nei processi di diagnosi e cura.
Chiedere visite a parere di molti specialisti, fare molte indagini, somministrare molti farmaci crea innumerevoli occasioni di errore e di eventi avversi al paziente: la nostra società deve capire che va ripristinata la figura del medico, avvocato del paziente, che deve godere del rispetto e della fiducia dei malati. Certo anche i medici possono sbagliare, ma se ciò avviene senza colpa, egli non deve essere sottoposto al linciaggio mediatico e giudiziario. La società peraltro ha il dovere di assicurare ad ogni cittadino che il medico è aggiornato, onesto e disponibile e per questo va rispettato ed aiutato a svolgere la sua difficile professione. Il suo giudizio clinico è più importante di una lunga serie di indagini strumentali, e questo devono continuamente sottolineare coloro che educano i giovani medici, rivalorizzando i veri valori del medico. I medici, dal canto loro, devono rispettare il loro codice etico (vedi l’allegato Codice della Canadian Medical Association pubblicato nel 1987).
(Detsky AS, Verma HA – A new model for medical education. Celebrating restraint. JAMA 308, 1329-30, 2012)
“Fra le donne del Regno Unito nate tra gli anni ’50 e ’70 e fumatrici, la morte è dovuta, in due casi su tre, al fumo” dicono gli esperti. “Le fumatrici perdono in media dieci anni di vita e anche se smettere all’età di 40 anni, dopo aver fumato per molti anni, non annulla del tutto il rischio, continuare comporta un rischio dieci volte maggiore”.
(Kirstin Pirie, Richard Peto – Lancet 2013; 381:133-141)