È tempo di integrare sociale e sanitario

La situazione economica attuale non consente di addossare allo Stato l’intera spesa dell’assistenza sociale. In Gran Bretagna la Commissione Dilnot ha proposto un tetto di spesa a carico degli assistiti, legato al reddito. Potrebbe rappresentare un passo avanti anche in Italia.

Appena possibile, tuttavia, la vera soluzione è di integrare il sistema sanitario e quello dell’assistenza sociale, specie quello che riguarda la degenza in RSA. Tenere divisi i due sistemi (il primo dei quali finanziato dallo Stato, il secondo a carico prevalente del paziente) è oggi un criterio superato dalla realtà, che ci dimostra come le necessità sanitarie e socio-assistenziali dei pazienti cronici non siano separabili. La Commissione Barker e il King’s Fund in Gran Bretagna (diretto da Chris Ham) dovranno proporre una risposta a questo quesito entro il 2015.

(BMJ 2013;346:f3973)

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Undici validi obiettivi per una leadership della professione medica nella riforma del sistema sanitario

1. Ridurre gli interventi chirurgici, i ricoveri, i test di laboratorio inappropriati.
2. Ridurre alcune cause di morbilità (fumo, violenza, traumi infantili, alcool, droga).
3. Ridurre la frequenza dei parti cesarei a valori pre-1980.
4. Ridurre l’accanimento terapeutico.
5. Semplificare l’uso dei farmaci (soprattutto gli antibiotici), particolarmente negli anziani.
6. Stimolare la partecipazione del paziente alle scelte terapeutiche.
7. Ridurre i tempi di attesa di trattamento.
8. Ridurre i livelli di inventario (ad esempio protesi, moduli, provette, etc.).
9. Registrare un’unica volta solo le informazioni utili.
10. Ridurre i Centri di alta specialità e potenziare tali pratiche in strutture centralizzate.
11. Ridurre i livelli di mortalità infantile e di prematurità in alcuni gruppi etnici.

(D.M. Berwick, JAMA, 1994)