Da anni andiamo dicendo che la preoccupazione principale del Servizio Sanitario Nazionale deve essere il bene del paziente, ma ciò non avviene. E’ ora di cambiare l’impianto del sistema, dando al paziente la funzione di pagatore delle prestazioni o almeno di autorizzatore dei pagamenti delle prestazioni di medici e Ospedali da parte della Regione. Se il pagamento non potesse avvenire senza il nulla osta del paziente, forse si potrebbe ovviare almeno in parte alla persistente disattenzione che la sanità mostra nei confronti dei suoi utenti. Anche la graduatoria degli Ospedali e la carriera del personale di assistenza potrebbero giovarsi di simili meccanismi di valutazione.
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La centralità del paziente
La medicina incentrata sul paziente viene definita dall’Institute of Medicine “L’assistenza rispettosa delle preferenze del paziente, dei suoi valori e necessità, che devono guidare il medico in tutte le sue azioni”.
Questa nuova visione della medicina può richiedere il ridisegno del servizio sanitario e include da un lato la modifica del modo di comunicare tra medico e paziente e dall’altro la valorizzazione del paziente come decisore delle pratiche di diagnosi e cura proposte dal medico. Anche l’esito del processo di cura cambia, giacchè valorizza il giudizio del paziente (soggettivo) rispetto a quello del medico (oggettivo).
Anche la Casa della Salute deve rispecchiare questa nuova impostazione; anche qui infatti la trasparenza e la piena consapevolezza delle scelte e dei risultati e il ruolo di controllo del paziente, unitamente alla sua responsabilizzazione nella cura, sono alla base del suo funzionamento e di nuovo deve essere valorizzato il modello teorico di Street et al secondo i quali “la comunicazione guarisce”.
(Naik AD. GOn the road to patient centeredness. JAMA Internal Medicine 173, 218-19, 2013)
Obiettivi di un ospedale moderno
- Ospedali sicuri e ben attrezzati
- Medici competenti
- Buoni rapporti tra medico e paziente
- Buona organizzazione e gestione
- Personale soddisfatto e motivato
- Pazienti soddisfatti
- Rapporti con la medicina territoriale per la care transition
(McCarthy D. et al. Recasting readmissions by placing the hospital role in community context. JAMA 309, 351 – 52, 2013)
Il giro in corsia
Il Royal College of Physicians e il Royal College of Nursing, congiuntamente, hanno fatto un appello perché il giro in corsia venga ripristinato negli Ospedali inglesi e ad esso partecipi tutta la squadra dei sanitari del Reparto. Il giro è un poco caduto in disuso, ma le sue funzioni sono ancora oggi molto importanti. Si pongono le diagnosi, si affinano i trattamenti e gli approfondimenti diagnostici, si pianifica la dimissione, si investe nella sicurezza e nell’insegnamento, si migliorano i rapporti con il paziente e la sua famiglia, si aumenta la loro fiducia nella squadra. Il giro deve essere guidato dal Primario nella mattinata, deve essere centrato sul paziente e sulla sua cartella e deve includere check-lists per ridurre eventuali omissioni e prevenire errori.
(Kmietowicz S. Restore word round to former glory to improve patient care and team working, say Royal Colleges. BMJ 2012,345,e6622)
Rapporti medico – paziente (Spigolature)
Ippocrate diceva che l’affabilità e l’empatia del medico spesso riescono da sole a far star meglio il paziente. Ciò è vero anche oggi: l’aderenza alla terapia ipertensiva, o la risposta al trattamento anti-dolorifico migliorano quando il paziente sente che il medico gli è vicino con calore umano .
(Roghmann K.J. et al. Satisfaction with medical care: its measurement and relation to utilization. Med Care 17, 461-79, 1979)
