Eccessiva la pressione del marketing sui bambini

Il pesante marketing esercitato sui bambini li induce a consumare cibi e bevande non salutari; esso deve quindi essere ridotto se non eliminato perché contribuisce significativamente a determinare obesità e diabete nei bambini. Nel 2009 le società hanno speso 1,8 miliardi di dollari nei soli Sati Uniti.

Lo scrive alla Federal Trade Commission il deputato del Congresso USA Edith Ramirez a nome anche di un gruppo di senatori.

(JAMA 312, 1389, 2014)

I determinanti sociali della salute

E’ ormai accertato che l’ambiente sociale influisce sulla salute dell’uomo. Ecco perché è necessario che il medico di oggi nell’incontro con il paziente ne valuti i “determinanti sociali”, ossia indaghi gli elementi elencati nella segrente Tabella:

 

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Questa operazione è più facile se diluita in più incontri, e dopo aver stabilito un buon rapporto con il paziente. Se acquisire le informazioni non è facile, ancor più difficile è modificare i contesti. Il medico, tuttavia, pur non potendo cambiare alcune realtà, è di grande aiuto al paziente nel sostenerne la capacità di migliorare dove ciò è possibile, nell’indirizzarlo ai Centri specialistici di assistenza, nel modificarne alcuni stili di vita non salutari, nell’aumentare la sua collaborazione e la sua compliance alle prescrizioni.

E’ tempo che la competenza del medico si allarghi alla sfera sociale e che si cominci dall’inserire questi insegnamenti nel curriculum degli studi di medicina e tra i criteri di valutazione dei medici. La nuova generazione di medici deve essere pronta a capire le mutate realtà ed esigenze dei pazienti per poter offrire una cura più appropriata e personalizzata e quindi meno costosa e più gradita ai pazienti.

(Behforouz HL et al. Rethinking the social history. N Engl J Med 371, 1277-79, 2014)

La vera riforma dei rapporti di lavoro dipendente

L’Italia continua a sottovalutare il merito nei rapporti di lavoro, sia pubblico sia privato, in controtendenza al mondo evoluto. Il dipendente che fa di più e meglio, che si comporta in modo onesto e coscienzioso deve avere di più, in termini di retribuzione e di sicurezza del posto di lavoro.
La cosa più semplice è di sostituire tutti gli attuali bizantinismi dei nostri rapporti di lavoro dipendente con una semplice regola: tutti i dipendenti sono assunti con contratto a tempo indeterminato, ma la flessibilità in uscita deve essere consentita senza inutili ostacoli, ossia con preavviso di 6 mesi e indennità di licenziamento.

Camminare è la migliore medicina

I benefici dell’attività fisica vanno ben al di là dell’effetto sul metabolismo e sulla funzione cardiovascolare per interessare il tono dell’umore, le capacità cognitive, il sonno, il comportamento, la resistenza delle ossa, la capacità di sopportare traumi e interventi chirurgici. Non per caso quindi l’attività fisica è un predittore di mortalità. Tutto ciò è noto fin dai tempi antichi e già Ippocrate segnalava che “camminare è la migliore medicina”.

(Golomb BA. Statins and activity. Proceed with caution. JAMA Intern Med 174, 1270-72, 2014)

Educare per risparmiare e migliorare in sanità

Gli economisti ci avvertono che i servizi sanitari sono troppo costosi e rischiano di diventare presto economicamente insostenibili. La conseguenza è che bisogna tagliare le spese, e il modo più semplice è quello di effettuare tagli lineari (cioè ad esempio ridurre tutti i conferimenti del 5%). Nulla è più dannoso di questo modo di procedere, giacchè gli sprechi risentono poco o nulla del provvedimento, mentre i servizi più complessi e di migliore qualità vengono dissestati. Bisognerebbe che i Governi prendessero finalmente atto che è necessario ed urgente approntare un piano pluriennale anti-sprechi in sanità, giacchè l’utilizzo delle risorse per prestazioni inutili si aggira intorno al 30% (in Italia pari a
€ 35 miliardi quest’anno). Per aggiustare questa situazione, tuttavia, bisogna capire e correggere alcuni gravi difetti degli attuali sistemi sanitari e precisamente quelli discussi in seguito.
La medicina di oggi è tesa a riparare malattie vere o presunte una volta che esse si sono verificate. In tal caso vengono spesso prescritti una quantità eccessiva di indagini strumentali e di farmaci, che a loro volta possono procurare ulteriori patologie, specie negli anziani. Molti pazienti peraltro esigono questi trattamenti eccessivi in quanto pensano che ciò sia giovevole. Non è così, ma nessuno glielo dice. Io credo quindi che il primo investimento da fare sia l’educazione sanitaria con i mezzi più incisivi: la televisione e la scuola. La televisione dovrebbe utilizzare le tecniche del marketing commerciale per far capire due concetti:
1) Il modo migliore di curarsi è prendersi cura di sé quando si sta bene per evitare di ammalarsi (non fumare*, evitare eccessi alimentari, ecc.)
2) quando ci si ammala bisogna evitare le indagini e le cure eccessive perché fanno più male che bene (il movimento “less is more” è meritevole in questo senso).
Spot più volte ripetuti ogni giorno devono far capire al pubblico il valore degli stili di vita salutari, ossia della medicina preventiva piuttosto che curativa, riducendo la cura della malattia, se si manifesta, al minimo indispensabile e di provata efficacia. In particolare è necessario capire che non bisogna curare gli esami di laboratorio (il colesterolo), ma la malattia e soprattutto non bisogna curarsi da soli se non si hanno le conoscenze per farlo. Lo Stato quindi deve innanzi tutto investire nel cosiddetto “marketing sociale” e nell’educazione sanitaria per cambiare la mentalità e la consapevolezza del pubblico. La TV di Stato è preziosa in questo senso e deve essere utilizzata a questo fine. Anche la scuola è preziosa perché solo essa (con la famiglia) può costruire un cittadino consapevole. Purtroppo ogni riforma della scuola ignora questo primario compito per concentrarsi su altri aspetti (specie i problemi del personale). Va quindi ripristinata in pieno l’educazione civica e sanitaria nella scuola primaria e secondaria. Anche l’Università deve porre questi concetti al vertice nella Facoltà di Medicina, riconsiderando le materie di insegnamento e finalizzandole alla preparazione di un medico moderno e utile alla società in cui opera.
Ritengo infine che il Servizio Sanitario Nazionale debba premiare questa educazione sanitaria aumentando consistentemente gli investimenti nella prevenzione, promozione della salute ed educazione continua dei medici, degli altri sanitari e del pubblico. Sarebbe a mio avviso opportuno che l’intera materia venisse centralizzata al Ministero della Salute per evitare poco efficaci iniziative regionali e relative duplicazioni.
Un piano di questo tipo potrebbe produrre risultati visibili in pochi anni, e migliorare il problema operando sull’origine del male, anziché sulla coda dei fenomeni. Questo sì che consentirebbe veri risparmi, tagliando parte degli enormi sprechi e danni che l’attuale impostazione comporta.

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*Oggi si comincia a fumare a 10 anni e c’è chi auspica di liberalizzare la cannabis. Nelle donne il fumo sta provocando un incremento di tumori polmonari senza precedenti. In compenso sia al cinema che in TV non si vede altro che attori che fumano ben sapendo che ciò induce il pubblico e soprattutto i giovanissimi a fumare. Lo Stato assiste inerte a questa vergogna e a tutte le operazioni di promozione occulta messe in atto dai produttori di sigarette. Il fumo causa in Italia circa 80.000 morti evitabili all’anno e una spesa sanitaria e sociale di oltre € 20 miliardi l’anno.