Gli stili di vita per prevenire il cancro

L’International Agency for Research on Cancer raccomanda i seguenti stili di vita per prevenire il cancro:

❶   Non usare tabacco

❷   Non assumere alcolici

❸   Evitare eccessive esposizioni al sole

❹   Mantenere un peso corporeo normale

❺   Effettuare regolare attività fisica

❻   Fare con regolarità lo screening per i tumori dell’intestino, della cervice uterina e dell’utero

❼   Vaccinarsi contro il papilloma virus

❽   Allattare i bambini al seno

❾   Limitare l’uso di contraccettivi ormonali

 

[Forse bisogna aggiungere lo screening per infezioni da HCV e HBV]

 

 

 

 

(Brit. Med. J. 2014;349:g6244)

La metformina nel diabete di tipo 2

La metformina è il farmaco più indicato per il trattamento di prima linea del diabete di tipo 2: esso non modifica la sensibilità all’insulina nel muscolo o nel tessuto adiposo, ma riduce la produzione endogena di glucosio e la glicemia, non provoca aumento di peso, riduce leggermente il colesterolo LDL e l’accumulo di grassi nel fegato, ha effetti collaterali (nausea) limitati. Il suo meccanismo d’azione è peraltro complesso e non del tutto chiaro. Al paziente che chiede come il farmaco agisca, il medico può rispondere che esso blocca un enzima (glicerofosfato-deidrogenasi mitocondriale) con riduzione della trasformazione del glicerolo e lattato in glucosio e quindi riduzione della immissione di glucosio nel sangue.

Oltre al farmaco, tuttavia, il paziente deve praticare una dieta adeguata e una sufficiente attività fisica, senza le quali il trattamento farmacologico ha minori possibilità di successo. Nei casi che non rispondono al trattamento suddetto, infine, si rende necessario aggiungere altri farmaci che rinforzino l’azione della metformina.

(Ferrannini E. The target of metformin in type 2 diabetes. New Engl J Med. 371, 1547-48, 2014)

L’esercizio fisico è una medicina

Nel 2012 è stato dimostrato che i muscoli scheletrici giocano un ruolo attivo nella regolazione dell’equilibrio metabolico grazie alla loro capacità di comunicare per via endocrina con il tessuto adiposo. Essi infatti durante la contrazione producono diverse miochine (IL-6, IL-15 e irisina) che agiscono sul tessuto adiposo. L’irisina, in particolare, viene secreta nella circolazione da parte dei muscoli in risposta alla contrazione e ha la capacità di trasformare il tessuto adisposo bianco in tessuto bruno e attivare la termogenesi, di migliorare la tolleranza di glucosio e diminuire il peso corporeo. L’irisina quindi esercita un effetto anti-diabete e anti-obesità. Del tutto recentemente è stato dimostrato nell’uomo che l’esercizio muscolare aumenta i livelli circolanti di irisina in modo direttamente proporzionale e spiega perché l’esercizio muscolare sia in grado di migliorare rapidamente la fitness respiratoria e la massa cardiaca negli adulti sedentari. L’effetto si osserva anche se il movimento muscolare intenso viene eseguito per soli 10 minuti ma viene ripetuto per 10-15 volte al giorno.

(Daskalopoulu S. et al. Plasma irisin levels progressively increase in response to increasing exercise workloads in young, healthy, active subjects. Eur. J. Endocrinology, 171, 343-352, 2014)

La buona scuola

Il progetto “La buona scuola” del Governo Renzi (https://labuonascuola.gov.it) mi sembra buono e, malgrado le mie competenze sulla scuola siano molto limitate, ho apprezzato i seguenti punti:

  1. gli insegnanti ricevono aumenti di stipendio non in base all’anzianità, ma in base al merito. Già oggi, e in mancanza di qualsivoglia riconoscimento, molti insegnanti si impegnano a migliorare la capacità educativa della scuola (ad esempio corsi di lingua inglese, iniziative sportive come fitwalking, tornei, doposcuola, percorsi culturali e artistici aperti ad alunni e famiglie, iniziative di miglioramento delle aule scolastiche anche con la collaborazione delle famiglie, teatro, musica, etc.). Tutto ciò può costituire un criterio di valutazione positiva che deve trovare un corrispettivo economico. Anche il gradimento delle famiglie e degli alunni deve poter entrare in questa valutazione. L’obiezione è che gli scatti di anzianità non ci saranno più. Io penso che questo sia un dato positivo perché bisogna premiare non l’invecchiamento, ma la capacità e la volontà di educare.
  2. Autonomia scolastica. Ripercorre il concetto dell’Amministrazione Pubblica imprenditoriale di Reinventing Government. Trovo assolutamente motivante che la scuola rediga un proprio piano educativo, scelga gli insegnanti, organizzi servizi a pagamento per la comunità e che la dirigenza scolastica risponda del piano educativo e delle condizioni dello stabile e dell’arredo, della disciplina nonché dei test Invalsi (diamo ai presidi veri poteri di gestione!).
  3. L’aggiornamento degli insegnanti è fondamentale non solo come offerta educativa, ma anche come modalità di insegnamento. A questo proposito è indispensabile che la scuola moderna punti anche su temi essenziali per costruire il moderno cittadino: l’economia comprensibile e non distorta da interessi, l’ambiente, la salute, il comportamento civico, etc.
  4. Vanno potenziate le scuole professionali, artigianali ed artistiche (chiamiamoli Licei) ed è fondamentale che le scuole si integrino con le imprese nel territorio: saper fare oltre che sapere.
  5. Sono disponibili nell’Unione Europea dei fondi per l’edilizia e l’arredo scolastico; è quindi importantissimo accedervi.
  6. Università. Non si parla di Università nel documento di Governo, ma io reputo che sarebbe un’occasione propizia per ridare finalmente all’Italia un’Università moderna: totale autonomia degli Atenei che dovrebbero essere trasformati in Fondazioni di diritto privato per assimilarli al modello delle Università private americane che resta, a mio avviso, il migliore al mondo. Eliminare il valore legale della laurea, consentire rette differenziate in base ai risultati qualitativi dell’Università ed al gradimento del mercato.

Non mi meraviglia che le resistenze all’accoglienza di un simile piano siano enormi, in una scuola addormentata nelle braccia dello statalismo burocratico e con una visione di breve termine e di basso profilo. Credo che lo sforzo di superare il piccolume della scuola statale e dei vecchi canoni sia pregevole e mi auguro di poter vedere almeno una parte di questo cambiamento.

No ai mozziconi

(una nuova norma di civiltà)

Molti fumatori italiani usano gettare a terra i mozziconi di sigaretta. Ogni giorno in Italia vengono prodotti circa 140 milioni di mozziconi, pari ad almeno 50 miliardi l’anno, e gran parte di questi finiscono nelle fogne, nelle falde acquifere, nei fiumi e nei mari ove costituiscono oggi il maggior inquinante.

I mozziconi rilasciano i veleni contenuti nel residuo fumato ossia buona parte delle 4000 sostanze prodotte, di cui almeno 40 mutagene e/o cancerogene, inoltre rilasciano le fibre di acetato di cellulosa dei filtri, che col tempo si frantumano in particelle di pochi micron. Queste vengono ingerite dai piccoli animali marini che le scambiano per plancton e finiscono nella catena alimentare con danni alla salute di animali e uomini. Alcuni pesci e uccelli inoltre ingeriscono i mozziconi interi traendone gravi danni fisici.

Noi vorremmo che dalla Calabria partisse l’esempio di un’alleanza dei Comuni contro i mozziconi. In Italia alcuni Comuni hanno già aperto la strada, ma molti altri ancora non hanno preso iniziative. I mozziconi possono essere raccolti in appositi contenitori tascabili e conferiti in rifiuti indifferenziati o meglio utilizzati per produrre energia o prodotti per edilizia. Su questo tema vorremmo si mobilitassero tutti gli Italiani. Il 10 gennaio 2015 la legge per la tutela dei non fumatori compie 10 anni dalla sua prima applicazione. Vorremmo che quella data fatidica che ha reso l’Italia apprezzata nel mondo venisse festeggiata con questa nuova iniziativa e poi con molte altre ancora nel futuro, così da dare continuità ad un’azione di civiltà: il contrasto al tabacco, che tanti danni continua a provocare agli umani e all’ambiente che ci circonda. I danni alla salute sono più noti, ma altrettanto devastanti sono i danni all’ambiente (sfruttamento intenso dei terreni, disboscamenti, uso di pesticidi assai tossici, danno agli animali) e alle finanze pubbliche.

Questa iniziativa è scaturita da un Progetto elaborato dalla Consulta Nazionale sul Tabagismo, portato all’attenzione del Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie e che sperabilmente verrà condiviso da altri Enti e Istituzioni nel prossimo futuro.

Dossier informativo