I provvedimenti locali contro il fumo

Girolamo Sirchia

Essendo il fumo di tabacco la più importante causa di morte prematura e di patologie croniche invalidanti, penso che ogni iniziativa di contrasto sia meritoria. Sappiamo però che tali iniziative sono oggetto di resistenze e attacchi molto intensi ed efficaci, dati gli interessi che ruotano intorno a questo mondo. Onde evitare insuccessi è quindi assolutamente necessario emanare provvedimenti difficilmente attaccabili, che coinvolgano l’opinione pubblica e siano sostenuti da efficaci controlli e sanzioni. Le ordinanze sindacali, non sostenute da leggi di Governo è difficile che possiedano questa caratteristica. Esse inoltre valgono solo nei territori comunali che le emanano se le emanano, creando disparità nel Paese.

Purtroppo i provvedimenti legislativi, sia europei che italiani, oggi non aiutano molto. Il 3 dicembre 2024 il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato la Raccomandazione non vincolante C/2024/7425 che invita gli Stati Membri ad allargare a specifiche aree all’aperto il divieto di fumo e di svapo. Purtroppo l’Italia non ha ancora recepito in legge questa Raccomandazione. Una simile iniziativa potrebbe essere un sostegno molto utile alla ripresa della lotta al fumo, che è di fatto assente da almeno 10 anni. Segue una bozza di legge che emanerei se ne avessi i poteri (chiedendo scusa ai giuristi per la forma rozza).

Infine è urgente considerare altri fenomeni che stanno prendendo piede nella società europea. Finora abbiamo parlato e agito singolarmente contro il tabacco, l’alcol, il cibo non salutare, ecc. Oggi abbiamo capito che le aziende produttrici usano tutti gli stessi metodi e strategie di marketing e che ognuno di questi singoli prodotti danneggia la salute.

Per questo parliamo di prodotti dannosi , che definiamo determinanti commerciali della salute. Ci vogliono strategie globali di salute pubblica per difendere la società da queste minacce, quali:

  1. a livello statale serve un Piano Globale di Salute Pubblica che includa prevenzione e promozione della salute, gestito unitariamente con le Regioni, adeguatamente finanziato con risorse che non afferiscano al Fondo Sanitario. E’ necessario che Stato e Regioni stipulino un Accordo Pattizio circostanziato in tal senso;
  2. è necessario ridurre le interferenze degli interessi privati a livello degli Atti di Governo;
  3. bisogna convincere l’opinione pubblica della necessità di difendere la società da ciò che danneggia la salute, che è ampiamente dimostrato essere motore di sviluppo economico e sociale.

Bozza di Legge di iniziativa governativa

Recepimento della Raccomandazione C/2024/7425

del Consiglio dell’Unione Europea

  • Richiamato il diritto costituzionale alla salute (art. 3 Cost.)
  • Vista la Raccomandazione C/2024/7425 del Consiglio dell’Unione Europea
  • Vista lalegge n. 3 del 16/1/2003, art. 51 e i suoi decreti attuativi
  • Visto l’impegno dell’Unione Europea a ridurre l’inquinamento ambientale [dell’aria, delle acque e del suolo (Direttiva dell’Unione Europea 2019/904)]
  • Visto il DL n. 104/2023 “Divieto di fumo nelle pertinenze esterne della scuola”

l’Italia recepisce la Raccomandazione C/2024/7425 del Consiglio dell’Unione Europea con la seguente legge.

ARTICOLATO

Il Governo e per esso gli Enti Territoriali e Locali si impegnano nelle seguenti azioni:

  1. le norme previste dalla succitata legge 16/1/2003, n. 3, art. 51 si applicano anche alle pertinenze degli esercizi aperti al pubblico e dei luoghi di lavoro;
  2. a discrezione del Comune la legge 16/1/2003, n. 3, art. 51, si può applicare anche in altri spazi all’aperto di particolare rilevanza quali parchi e giardini pubblici, spiagge, fiumi, laghi, mare, boschi e riserve naturali, spazi e pertinenze di scuole, strutture sanitarie e, uffici pubblici;
  3. la dispersione nell’ambiente dei rifiuti dell’uso di prodotti del tabacco e di svapo (e-cig) è punito con una contravvenzione di € ….. che può essere comminata da tutte le Forze di Polizia o da personale ausiliario incaricato.

Milano, 17 marzo 2025

Il fumo di tabacco e lo svapo in Italia:

problema di equità oltre che di salute pubblica

 e ambientale

 

Girolamo Sirchia

Il numero di fumatori in Italia è in crescita ed è cresciuto in particolare negli ultimi 4 anni: oggi il numero di fumatori si stima abbia raggiunto il 24% della popolazione di età superiore a 14 anni, ossia più di 11 milioni di persone; si comincia inoltre a fumare precocemente (intorno ai 14 anni di età). Cresce proporzionalmente il numero di morti precoci, che si stima abbia superato i 93.000 all’anno, ed i relativi costi sanitari e sociali che alcuni stimano si aggirino sui 26 miliardi di Euro l’anno.

Di fronte a questo preoccupante scenario la prima cosa che io mi chiedo è se sia equo che questi costi debbano gravare su tutti i cittadini italiani, compresi quelli che non fumano, sottraendo loro una parte importante delle già scarse risorse economiche. Ma a questa difficile domanda se ne aggiungono altre: oltre che morti precoci il fumo e lo svapo generano almeno 30 volte tanto malattie croniche e invalidanti, ma anche iniziative di prevenzione assai costose, come lo screening dei forti fumatori con TAC spirale allo scopo di rilevare precocemente l’insorgenza di tumori polmonari. A parte il fatto che questa “sporca abitudine”, come la definiva Italo Svevo, causa tumori non solo polmonari, ma in molte altre sedi ed altre 27 malattie, mi chiedo perché i forti fumatori, che spendono almeno 5-10 Euro al giorno, tutti i giorni, per anni, onde procurarsi sigarette o e-cig, non debbano pagarsi anche le TAC polmonari. In Italia non è questo l’unico esempio di abuso del Servizio Sanitario Nazionale: la stessa cosa, infatti, può dirsi per coloro che subiscono traumi per le vacanze sulla neve o altri momenti ludici. Non è più equo che tutti costoro si assicurino a loro spese contro le conseguenze di loro precise scelte dato anche che hanno la possibilità di sostenere spese non indifferenti per godere delle vacanze sulla neve? Purtroppo in Italia si stima che gli usi impropri del Servizio Sanitario Nazionale comportino consumi di almeno il 20% della spesa sanitaria corrente. A queste si aggiungono altre imbarazzanti situazioni. Nel caso del fumo e dello svapo le Multinazionali che producono e vendono questi prodotti nemici della salute pubblica e dell’ambiente continuano a guadagnare miliardi di Euro l’anno e fanno crescere il loro business attraverso un’abile e continua azione,  che spazia da una massiccia attività lobbistica, alle generose spese promozionali oggi indirizzate soprattutto ai giovani perché diventino dipendenti dalla nicotina per tutta la vita, anche con il coinvolgimento di Istituzioni che non dovrebbero cedere alle lusinghe del denaro (Politici, Università, ecc.), ma anche coltivatori di tabacco, pubblicità occulta o palese come nello sport e non solo. Questi nemici della salute pubblica dispongono anche di valenti studi legali che ne proteggono le iniziative. La Philip Morris ha realizzato da poco insediamenti produttivi in Emilia, che sono stati visitati da autorità come un Presidente del Consiglio dei Ministri e un Segretario di partito, che hanno partecipato persino alla posa della prima pietra e all’inaugurazione. I produttori inoltre godono di agevolazioni fiscali in ragione dei posti di lavoro che le loro iniziative generano.

In Italia non ci si è nemmeno posto il problema del danno causato alla salute pubblica e all’ambiente dai “determinanti commerciali di salute”, ossia dai danni provocati da prodotti di imprenditori privati a danno della salute di tutti gli Italiani. Una inerzia istituzionale che si rileva anche in molti altri Paesi, paralizzati nell’attuare contromisure di Governo per contenere le interferenze con i poteri dello Stato e per applicare tasse adeguate sui guadagni dei produttori, a scopo di risarcimento. Il fumo non è unico a generare danni e iniquità, ma ha fatto scuola ad altri settori e ad altri determinanti commerciali di salute, in particolare a quelli alimentari.

Mi spiace dover rilevare che non vi sono significative iniziative istituzionali per modificare queste amare realtà, che sono oggi contrastate solo da alcune Società Scientifiche e dal personale sanitario più consapevole e volonteroso.

Milano, 17 marzo 2025

5 REGOLE DA OSSERVARE

Per aumentare la probabilità di una vita più lunga e in salute oggi viene raccomandato di osservare 5 regole.

  1. assicurarsi una buona massa muscolare e un cuore forte attraverso un esercizio fisico aerobico quotidiano di almeno 30 minuti e di intensità adeguata all età.

2. tenere d occhio la glicemia, insulinemia e sensibilità all’insulina.

3. Contenere l’infiammazione cronica (bassi valori di hsPCR, IL-6 e TNFalfa).

4. Rinforzare la resilienza alle emozioni e aumentare le relazioni sociali amicali.

5. Attenersi alla dieta mediterranea basata sui vegetali verdi e piccole porzioni controllo del peso e del girovita) no fumo e alcolici

Girolamo Sirchia

INTERVISTA GIROLAMO SIRCHIA

<<La legge stava per saltare, Poi minacciai le dimissioni Così salvai l’Italia dal fumo>>

Il prossimo futuro è spegnere i dannosi determinanti commerciali per la salute

Girolamo Sirchia

Premessa

Il 3 dicembre 2024 il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato la Raccomandazione non vincolante C/2024/7425 che invita gli Stati dell’Unione Europea ad allagare anche a specifiche aree all’aperto il divieto di fumo e lo svapo. Il motivo è l’evidenza che il fumo di tabacco e lo svapo di vapori contenenti nicotina e additivi di vario tipo sono in continua crescita nei Paesi Membri e nel mondo a causa di una strategia messa in atto dai produttori che si avvale anche di una disinformazione circa i danni da svapo (dichiarati come minimi), indirizzata soprattutto ai giovani e ai giovanissimi con lo scopo di creare dipendenza alla nicotina e quindi assicurarsi una clientela per gli anni futuri. Nella realtà questa affermata riduzione del danno non è provata e la Food and Drug Administration (FDA) ha già dichiarato che oggi non si può affermare che lo svapo riduca il danno provocato dal fumo di tabacco, ma solo che procuri danni di tipo differente. Sempre più evidenze scientifiche inoltre dimostrano che tali danni non sono irrilevanti in quanto diverse sostanze contenute nel vapore sono dannose (innanzi tutto la stessa nicotina contenuta al 5% nella maggior parte dei liquidi presenti nella cartuccia della sigaretta elettronica e-cig) e tossiche [glicol propilenico, glicerina, aromi e carcinogeni, come aldeidi, metalli pesanti (nichel, piombo e stagno) e altre sostanze chimiche come il diacetile che provoca gravi lesioni polmonari anche mortali:10 ml di liquido, quando riscaldati dalla batteria e atomizzati, arrivano a contenere e rilasciare fino a 500 mg di nicotina equivalenti a 10 pacchetti di sigarette]. Il contenuto di nicotina inoltre smentisce l’affermazione che lo svapo sia utile per smettere di fumare o che non costituisca fumo passivo e possa quindi essere usato anche laddove il fumo di tabacco è proibito oppure che non debba essere assoggettato ai limiti del tabacco quali il divieto di pubblicità e vendita ai minori. E’ inoltre ampiamente dimostrato che lo svapo costituisce spesso un facilitatore all’uso duale di tabacco e svapo e/o all’uso di altre sostane che provocano dipendenza come la cannabis.

Infine è urgente considerare altri fenomeni che stanno prendendo piede nella società europea. Finora abbiamo parlato e agito singolarmente contro il tabacco, l’alcol, il cibo non salutare, ecc. Oggi abbiamo capito che le aziende produttrici usano tutti gli stessi metodi e strategie di marketing e che ognuno di questi singoli prodotti danneggia la salute, che è una sola.

Per questo parliamo di prodotti spesso dannosi per la salute, che vengono venduti con artifici di marketing e che definiamo determinanti commerciali della salute. Ci vogliono strategie globali di salute pubblica per difendere la società da queste minacce:

  1. a livello statale serve un Piano Globale di Salute Pubblica e Prevenzione Primaria, escludendo i lobbisti e l’interferenza a livello regolatorio;
  2. ci vuole tempo perché molte attività dannose procurano molti posti di lavoro e vanno convertite in un Piano Poliennale di conversione;
  3. bisogna convincere l’opinione pubblica della necessità di difendere la società da ciò che danneggia la salute, che è ampiamente dimostrato essere motore di sviluppo economico e sociale.

Legge di iniziativa governativa

Recepimento della Raccomandazione C/2024/7425

del Consiglio dell’Unione Europea

  • Richiamato il diritto costituzionale alla salute (art. 3 della Corte Costituzionale)
  • Vista la Raccomandazione C/2024/7425 del Consiglio dell’Unione Europea
  • Vista lalegge n. 3 del 16/1/2003, art. 51 e i suoi decreti attuativi
  • Visto l’impegno dell’Unione Europea a ridurre l’inquinamento ambientale [dell’aria, delle acque e del suolo (Direttiva dell’Unione Europea 2019/904)]
  • Visto il DL n. 104/2023 “Divieto di fumo nelle pertinenze esterne della scuola”

l’Italia recepisce la Raccomandazione C/2024/7425 del Consiglio dell’Unione Europea.

Il Governo e per esso gli Enti Territoriali e Locali si impegnano nelle seguenti azioni:

1.Le norme della legge 16/1/2003 n.3, art.51 e relativi decreti applicativi si applicano sia al fumo di tabacco che ai vapori generati da altri strumenti quali e-cig, tabacco riscapdato, ecc.

2. le norme previste dalla succitata legge 16/1/2003, n. 3, art. 51 si applicano anche a spazi all’aperto se confinati e soggetti ad assembramenti. La dispersione nell’ambiente dei rifiuti dell’uso di prodotti del tabacco e di svapo (e-cig) è punito con una contravvenzione di € ….. che può essere comminata da tutte le Forze di Polizia o da personale incaricato ufficialmente da queste ultime anche se non appartenenti alle Forze dell’Ordine

3. La legge 16/1/2003, n. 3, art. 51, si applica anche in altri spazi all’aperto di particolare rilevanza quali parchi e giardini pubblici, spiagge, fiumi, laghi, mare, boschi e riserve naturali, spazi e pertinenze di scuole, strutture sanitarie, uffici pubblici ed esercizi aperti al pubblico. In questi luoghi aperti possono essere attrezzate aree per fumatori secondo le norme sancite dal DL 104/2003 applicativo della legge 16/1/2003 n. 3, art. 51, senza aggravio di spesa per la finanza pubblica.

Milano, 2 gennaio 2025