L’Europa presenta un numero di casi e nuovi casi di tumore molto alto (WHO Global Status Report Cancer 2026). Essa ha il 21% dei casi mondiali, pur rappresentando solo il 9% della popolazione mondiale.
Il tabacco
Il tabacco rimane la causa principale e merita una considerazione a sé in quanto esempio prototipico del cinismo industriale: il consumo di una merce che non ha alcun vantaggio, ma riesce a danneggiare grandemente la salute del consumatore e ne riduce la durata di vita. Infatti:
1) nel 2023 il fumo ha provocato nel mondo:
- 8 milioni di morti premature, di cui
- SHS (Secondhand Smoke, fumo passivo) ha causato 1,66 milioni di morti.
SHS è un distinto fattore di rischio globale e causa malattie e morti cardiovascolari negli adulti e malattie respiratorie nei bambini. L’art. 8 della WHO FCTC (Framework Convention on Tobacco Control) raccomanda una legislazione che assicuri aria libera dal fumo per proteggere i non fumatori dal fumo passivo, ma purtroppo questa raccomandazione è in gran parte disattesa.
2) Nel 2022 il tabacco è stato responsabile di 3,3 milioni di nuovi casi di cancro (circa il 15% del totale mondiale) di cui 1,8 milioni di tumore polmonare.
L’uso del tabacco è diminuito dal 2010 in poi, ma la Regione WHO Europa ha il record delle regioni WHO: fuma il 24,1% delle persone con più di 15 anni, valore assai più alto della media mondiale del 19,5%
La lotta al tabacco dura da decenni ma la forza del profitto è incontenibile.
Inquinamento e riscaldamento globale
Oltre al tabacco dobbiamo prendere atto che un ruolo importante l’ha anche l’inquinamento atmosferico che aumenta il rischio di cancro dell’11%. Dato che la maggior parte delle persone nel mondo inala aria inquinata (che contribuisce ad alcune malattie respiratorie, ictus, ischemia cardiaca, demenza) la strada da battere è quella della guerra al tabacco e all’inquinamento.
Malgrado questi dati e le evidenze scientifiche crescenti l’Unione Europea e gli Stati membri continuano a non prendere iniziative e a non finanziare i provvedimenti.
I gruppi di interesse si oppongono con armi potenti. In particolare:
- lobbismo a livello istituzionale
- informazione/mistificazione al popolo
- enormi risorse spese per corrompere, disinformare
- pusillanimità dei governi e delle rappresentanze politiche
- inestinguibile sete di denaro di alcuni speculatori.
L’estate 2026 che sta concludendosi ci ha dimostrato che un terzo pericolo, ancora maggiore del tabacco e dell’inquinamento atmosferico, minaccia la vita nostra e dell’intera umanità: il riscaldamento globale della terra, che riconosce la sua principale causa nelle attività di una popolazione della terra che ha raggiunto numeri insostenibili ed è sempre più esigente.
Abbiamo raggiunto anche in Italia temperature mai viste prima e le conseguenze sono devastanti per la vita sul pianeta. Nessuno peraltro sembra accorgersi che stiamo correndo un rischio enorme e che questo rischio aumenta di anno in anno. I governi non investono a sufficienza per contrastare questo pericolo.
E anzi continuano ad essere prese iniziative che peggiorano la situazione. Nelle città invece di piantare alberi e manutenerli per consentirne la sopravvivenza e lo sviluppo assistiamo ancora alla cementificazione e alla distruzione del verde e degli spazi alberati che sono una delle poche iniziative che riescono a ridurre le isole di calore e i danni che queste provocano alla salute degli abitanti.
A Milano dove vivo si sopraelevano i palazzi, si copre il poco suolo libero con materiali impermeabili, cresce il numero di grattacieli o goffe torri di una dozzina di piani. A me sembra che da molti punti di vista il grattacielo sia una pessima scelta: se adibito ad uffici torreggia su un quartiere spersonalizzato che si svuota nel pomeriggio e nelle festività, se adibito ad abitazioni riduce la possibilità di socializzazione fra gli inquilini. In entrambi i casi è pericoloso per incendi o altri incidenti, costoso nella manutenzione e del tutto incomprensibile in una città collocata al centro di un’enorme pianura ove si sarebbero potuti realizzare Quartieri Giardino. L’unica giustificazione resta come sempre l’insaziabile sete di guadagno, che si moltiplica quando si vendono spazi centrali della città. Così si lega la presenza del grattacielo all’immagine di una città evoluta e protesa al futuro, immagine peraltro frusta, dato che moltissime città nel mondo ne hanno innalzato di ogni tipo, altezza e forma in gran numero.
Milano che nasce con vie strette, fiancheggiate da case di 2-3 piani vede oggi le vie contornate da palazzi di 6 -10 piani. Dato che l’inquinamento dell’aria in Val Padana è il peggiore d’Europa, l’aria di questa povera città non circola, il sole e la luce non raggiungono più i piani bassi delle case. Gli alberi all’interno delle circonvallazioni in compenso diminuiscono perché inadatti, assoggettati a stress e non manutenuti. Vivere a Milano è oggi insalubre e poco viene fatto per migliorare. Per i fumatori, poi, il rischio del fumo si somma a quello dell’inquinamento dell’aria e ne accorcia la vita.
L’interesse di pochi
Ancora una volta l’interesse economico di pochi riesce a prevalere sul bene comune. D’altronde viviamo in un’Europa che incredibilmente si prepara alla guerra invece di promuovere la pace; l’arroganza di pochi e dei loro interessi ha cancellato decenni di progresso democratico e di rispetto delle persone. Un momento buio della storia quello che stiamo vivendo anche se gli enormi progressi tecnologici ci consentirebbero di vivere meglio. I valori morali hanno perso peso e la società insegue il tornaconto, il denaro e il potere senza freni.
Si ripropone in chiave moderna l’adorazione del vitello d’oro che la Bibbia cita nell’Esodo. Una serie d’iniziative politiche mondiali ci ha portato a questa situazione, sostenuta dalla grande finanza e da scelte politiche sbagliate.
La globalizzazione ha contribuito a cancellare i grandi ideali del passato, come la religione (il timore di Dio), la famiglia, l’amore e la dignità del lavoro, la perdita di identità e di appartenenza a una nazione. Oggi chi parla di patria e nazione è immediatamente catalogato come sovranista, e quindi reo di collocarsi “dalla parte sbagliata della storia”.
Strumenti finanziari sofisticati che hanno permesso la concentrazione di grandi capitali nelle mani di pochi, di fondi spersonalizzati e altro, cui dobbiamo anche un differenziale enorme fra ricchi e ceto medio o povero. Siamo stati avviluppati da regole sempre più stringenti che hanno limitato di molto la nostra libertà, cosicché oggi non siamo nemmeno più liberi di spendere come vogliamo i nostri soldi. Siamo del tutto condizionati dalle decisioni delle banche e siamo di fatto al loro servizio.
Il consumismo sfrenato necessario ad alimentare la circolazione e la concentrazione del denaro e che comporta anche la necessità di produrre armi e quindi di favorire le guerre. Il denaro è oggi l’unico valore riconosciuto da tutti i popoli, i freni morali e le regole del vivere ordinatamente si sono allentati e inchinati al vitello d’oro; tutto può accadere.
La disinformazione
Viviamo in un clima di informazione parziale o menzognera. I determinanti commerciali della salute in grande misura minacciano la salute pubblica e tendono a condizionare e a creare nuovi bisogni. È sempre più difficile capire qual è la verità e come difendere la nostra salute dai continui pericoli che la minacciano.
E i medici?
Anche la medicina purtroppo non sfugge a questa triste situazione. La gran parte dei medici oggi non è più disponibile a rinunciare alla ricchezza e al benessere nel nome di un ideale che vede l’interesse dei pazienti al vertice del proprio operato. Le parole “missione del medico” sono oggi desuete, derise se non accusate di paternalismo funzionale allo sfruttamento di alcuni professionisti. Di conseguenza il medico ha perso il carisma di un tempo e la fiducia degli assistiti. Spesso egli è oggi collocato alla stregua di un erogatore di servizi o un commerciante cui non bisogna affidarsi del tutto. “Non mi fido e non mi affido” è la regola di molti pazienti. Rileva infatti giustamente Santoro che il passaggio di denaro diretto dal paziente al medico per compensarne la prestazione è un’operazione che toglie al medico quella immagine carismatica che da sempre ha accompagnato il suo lavoro e lo abbassa a livello di qualunque altro prestatore d’opera di tipo commerciale, giustificando in parte al paziente il sospetto che la convenienza del medico possa prevalere sull’interesse del paziente. Un merito tra i molti del Servizio Sanitario Nazionale è stato ed è quello di allontanare grandemente l’immagine del denaro da quella di alleato del paziente e, come lui, interessato solo al suo benessere. Anche il Servizio Sanitario Nazionale, la sua organizzazione, la gestione delle sue strutture debbono cambiare e mettere il paziente e non i bilanci in primo piano, riducendo le diseguaglianze, e ciò è più facile nella gestione di tipo pubblico piuttosto che privato, che inevitabilmente mira al profitto più che al bene dell’utente. Il rispetto della classe medica è molto diminuito anche a livello delle Istituzioni cominciando dalla politica, dalla magistratura, dalle organizzazioni sanitarie, dall’opinione pubblica. Io penso che questo sia il pericolo maggiore, nocivo per i medici e per i pazienti. Si generano sempre nuove regole, nuovi vincoli, ma le cose non migliorano. La figura del medico e il suo ruolo sociale sono scaduti e paghiamo i pochi vantaggi personali con la poca fiducia dei pazienti e delle Istituzioni. Penso che anche il calo dei consensi al prelievo degli organi per trapianto, che stiamo lamentando in questi giorni, è figlio della ridotta fiducia dei cittadini nelle Istituzioni sanitarie e nei medici. Dobbiamo riflettere e studiare come ricostituire la fiducia nelle Istituzioni sanitarie, nei medici e nella medicina.
Il libro di Eugenio Santoro, Walter Pinotti e Marcello Paci è un primo passo in tale direzione. Eugenio non è solo un grande Maestro della chirurgia, ma anche di impegno sociale, politico e culturale. Il nostro auspicio è che molti altri seguano il suo esempio e i suoi insegnamenti, così da riportare il medico e il suo operato nel suo naturale e storico alveo.
Girolamo Sirchia
Bibliografia di riferimento
Song Z, Altman W et al. K. Primary Care as a Public Utility: The Case for a Common Fund. JAMA. 2026 Jun 16;335(23):2057-2062. doi: 10.1001/jama.2026.7194. PMID: 42160075.
Richman IB, Durant RW et al. Rebuilding Trust in Medicine Requires Structural Change. JAMA Intern Med. 2026 Sep 8. doi: 10.1001/jamainternmed.2026.3822. Epub ahead of print. PMID: 42709448.
EU Health and Food Safety. https://www.linkedin.com/posts/health-is-one-of-the-targeted-topics-ugc
Milano, 21 settembre 2026
