I farmaci generici equivalenti

Vi è ampio consenso sull’uso dei farmaci generici equivalenti anziché dei farmaci branded (o proprietari). Questa pratica comporta notevoli risparmi sulla spesa farmaceutica ed è quindi vantaggiosa. Bisogna tuttavia che l’equivalenza tra i due tipi di farmaci sia ben dimostrata (specie se cambia anche marginalmente la composizione o il tipo di eccipiente), specie ma non solo per i cosiddetti biofarmaci (esempio eritropoietina), e che si ponga particolare attenzione alle contraffazioni e al luogo di produzione dei generici, onde evitare di assumere farmaci non sicuri o poco efficaci.
Quando il paziente passa dal farmaco proprietario a quello generico viene a volte confuso dal diverso aspetto fisico di quest’ultimo (dimensione, tipo e colore delle compresse). E’ quindi auspicabile che l’Autorità Sanitaria incaricata dell’approvazione dei generici intensifichi e potenzi la sua azione di verifica e approvazione per il bene dei pazienti.

(Yu LX, Geba GP. Generic pills from the patient perspective. JAMA Internal Medicine 173, 208-209, 2013)

Le uova

Una metanalisi di 17 studi nel 2013 ha concluso che l’assunzione di 1 uovo al giorno (al massimo) non aumenta il rischio di malattie coronariche o ictus, con l’eccezione delle persone diabetiche. Tuttavia la prudenza suggerisce di non arrivare a questa assunzione massima e di non ingerire più di 3 uova per settimana.

(Rong Y et al. Egg consumption and risk of coronary heart disease and stroke: dose-response meta-analysis of prospective cohort studies. BMJ 346, 12, 2013)

Le vaccinazioni

Pur essendo le vaccinazioni lo strumento più efficace di prevenzione e quello a più alto ritorno sull’investimento, il loro uso continua ad essere troppo limitato. Esempio tipico è il vaccino anti-influenzale, che è indicato per tutti i cittadini e previene una malattia che oltre a provocare malessere nella maggior parte della popolazione può sviluppare complicazioni gravi e persino mortali. Analogo discorso vale per gli altri vaccini raccomandati per adulti e bambini (Figure 1-3).
Nell’interesse della salute pubblica è necessario far capire alla popolazione che le vaccinazioni sono uno strumento di salute innocuo ed efficace che tutti hanno vantaggio ad utilizzare (http://www.cdc.gov/mmwr/pdf/wk/mm62e0128.pdf)

Figura 1 – Schema di vaccinazine raccomandato per persone da 0 a 18 anni

Tabella_1

Figura 2 – Schema di vaccinazione raccomandato per adulti, distinto per tipologia di vaccino e gruppo di età

Tabella_2

Figura 3 – Schema di vaccinazione per adulti raccomandato su indicazione medica o altra indicazione

Tabella_3

L’empatia distingue i veri medici

È indispensabile insegnare ai medici l’importanza dell’empatia (ossia l’atteggiamento di partecipazione affettuosa ai problemi del paziente) e ammettere alla professione solo quelli che durante un tirocinio sul campo hanno dimostrato di possedere questa dote.
Tutti i sanitari, medici e non medici, debbono inoltre applicare la “due diligence” per assicurarsi di operare secondo le leggi e le regole.

La centralità del paziente

La medicina incentrata sul paziente viene definita dall’Institute of Medicine “L’assistenza rispettosa delle preferenze del paziente, dei suoi valori e necessità, che devono guidare il medico in tutte le sue azioni”.
Questa nuova visione della medicina può richiedere il ridisegno del servizio sanitario e include da un lato la modifica del modo di comunicare tra medico e paziente e dall’altro la valorizzazione del paziente come decisore delle pratiche di diagnosi e cura proposte dal medico. Anche l’esito del processo di cura cambia, giacchè valorizza il giudizio del paziente (soggettivo) rispetto a quello del medico (oggettivo).
Anche la Casa della Salute deve rispecchiare questa nuova impostazione; anche qui infatti la trasparenza e la piena consapevolezza delle scelte e dei risultati e il ruolo di controllo del paziente, unitamente alla sua responsabilizzazione nella cura, sono alla base del suo funzionamento e di nuovo deve essere valorizzato il modello teorico di Street et al secondo i quali “la comunicazione guarisce”.

(Naik AD. GOn the road to patient centeredness. JAMA Internal Medicine 173, 218-19, 2013)