La centralità del paziente

La medicina incentrata sul paziente viene definita dall’Institute of Medicine “L’assistenza rispettosa delle preferenze del paziente, dei suoi valori e necessità, che devono guidare il medico in tutte le sue azioni”.
Questa nuova visione della medicina può richiedere il ridisegno del servizio sanitario e include da un lato la modifica del modo di comunicare tra medico e paziente e dall’altro la valorizzazione del paziente come decisore delle pratiche di diagnosi e cura proposte dal medico. Anche l’esito del processo di cura cambia, giacchè valorizza il giudizio del paziente (soggettivo) rispetto a quello del medico (oggettivo).
Anche la Casa della Salute deve rispecchiare questa nuova impostazione; anche qui infatti la trasparenza e la piena consapevolezza delle scelte e dei risultati e il ruolo di controllo del paziente, unitamente alla sua responsabilizzazione nella cura, sono alla base del suo funzionamento e di nuovo deve essere valorizzato il modello teorico di Street et al secondo i quali “la comunicazione guarisce”.

(Naik AD. GOn the road to patient centeredness. JAMA Internal Medicine 173, 218-19, 2013)

Meno è meglio

Nel 2010 Temel e Coll al Massachusetts General Hospital di Boston, e più recentemente Yoong et al, hanno evidenziato che nei pazienti affetti da tumore usare alcune terapie meno aggressive e terapie palliative più strutturate (che prevedono un rapporto umano più stretto tra medico e paziente, comprensione e adattamento al contesto familiare e sociale del paziente, supporto psicologico, cura della depressione, condivisione degli scopi e dei limiti degli interventi medici e in seguito pianificazione del fine-vita) migliora non solo la qualità, ma anche la durata della vita del paziente, contrariamente a quanto si era fino ad allora pensato.
Questi dati devono far pensare tutti i medici (sia internisti, sia oncologi) che devono imparare a valutare le loro azioni sulla base dei desiderata dei pazienti e della loro qualità di vita.

(Smith AK. Palliative care. An approach for all internists. JAMA Internal Medicine 173, 291-92, 2013)

Meno vale di più

È estremamente pericoloso tentare di correggere con farmaci o altri interventi terapeutici tutte le patologie che insorgono con l’avanzare dell’età, anche se queste non comportano sensibili diminuzioni della qualità della vita. Infatti ogni intervento terapeutico comporta anche dei rischi, e gli eventi avversi sono a volte più invalidanti della patologia che si voleva correggere.

Un buon medico olista deve quindi capire quale delle multimorbilità che caratterizzano l’età matura sono più pericolose per la qualità della vita del paziente e limitarsi a consigliare il trattamento solo per queste ultime. Molti sintomi minori vanno lasciati a sé; in particolare la somministrazione di numerosi farmaci contemporaneamente è infatti assai pericolosa anche perché non tutte le interazioni tra i farmaci e tra questi e gli alimenti sono note.

Questi concetti sono stati tradotti dal JAMA Internal Medicine nello slogan “Less is More” (facendo meno si ottiene di più) e dal nuovo Institute of Medicine nella campagna “Choosing wisely” (scegli con saggezza), concetti che vengono insegnati oggi ai giovani medici, nell’interesse sia dei pazienti, sia dei medici, sia della spesa sanitaria.

(Moriates C et al. The value in the evidence. Teaching residents to “Choose wisely”. Arch Int Med 173, 308-9, 2013)

La sigaretta elettronica

Continua il dibattito sull’utilità della sigaretta elettronica come mezzo per la riduzione del danno. Forse ciò è possibile se questi articoli medico-chirurgici sono autorizzati, se vengono utilizzati nel rispetto delle vigenti norme che riguardano le sigarette, se viene vietata la loro pubblicità. Questa infatti è evocativa delle vere sigarette e può indurre al fumo anziché facilitarne la cessazione. Va in particolare ricordato che le Multinazionali del tabacco stanno investendo nelle sigarette elettroniche e dichiarano di voler collaborare ad usarle come dissuasione dal fumo, anche mettendo a disposizione fondi per la ricerca. Su questo punto molti sospettano che si tratti di una strategia per accrescere l’assuefazione alla nicotina e costituisca un pericolo per i Governi di legittimare l’operato dell’industria del tabacco.

(Hastings G et al. Tobacco harm reduction. The devil is in the deployment.  BMJ 2012,345:e 8412)

31 maggio 2013: Giornata Mondiale senza Tabacco

Amici cari,
Oggi si celebra la Giornata Mondiale senza Tabacco.
Per l’occasione vi propongo il rapporto annuale 2012 sul fumo in Italia a cura dell’ISS e tutte riunite le spigolature sul fumo pubblicate in questo periodo.
Con questo pensiero auguro a coloro che fumano di smettere di fumare e invito tutti a partecipare coraggiosamente alla celebrazione di questa giornata per il progresso della società italiana, impegnandovi in almeno un’azione, che poi ci piacerebbe conoscere e comunicare a tutti i nostri amici.
Con viva cordialità,
Girolamo Sirchia