Inquinamento atmosferico e cardiopatie acute

Vi è una forte correlazione tra le due cose. Trentacinque studi osservazionali hanno dimostrato che quando il particolato fine (PM2,5) nell’aria cresce, il rischio di malattie cardiovascolari acute cresce del 2% ogni 10 µg/m3.

Si consideri che in alcune megalopoli la concentrazione media giornaliera di PM2,5 arriva fino a 300  µg/m3, pari a 20 volte la media delle città europee che è di 15 µg/m3. L’aria pulita è un obiettivo che va perseguito con vigore, anche con leggi molto severe se necessario.

(Lancet 2013;doi:10.1016/s0140-6736(13)60898-3)

Nuovi strumenti per il medico di base

È stato di recente approvato un nuovo test rapido che può essere utilizzato anche dalla medicina di base per identificare i bambini con TBC. Il test è automatico e in 2 ore identifica il micobatterio nello sputo e nel liquido nasofaringeo, valutando anche se è resistente alla rifampicina.

Negli ultimi tempi i test rapidi sono stati messi a punto per diverse condizioni, inclusa l’infezione da HIV. Si tratta di un nuovo strumentario che allarga la possibilità di diagnosi a disposizione dei medici di base, che finora non hanno mai potuto giovarsi dell’innovazione tecnologica per affinare la loro capacità diagnostica e non dipendere interamente da altri professionisti.

(Zar HJ et al. Lancet Glob Health 2013;1:e97-104)

La carne rossa

La carne rossa, se consumata in eccesso, determina aumento del peso corporeo e aumentato rischio di diabete di tipo 2. Riducendone la dose, diminuiscono entrambi i rischi. Il colore della carne è dovuto al suo contenuto di emoglobina e mioglobina, che non hanno influenza sul metabolismo; la causa dei due inconvenienti suddetti è più probabilmente dovuta al contenuto di grassi saturi. Questi infatti si raccolgono negli adipociti ed hanno effetto pro-infiammatorio, che a sua volta aumenta la resistenza all’insulina tramite lo stress ossidativo. Non ha quindi molto senso continuare a distinguere le carni in rosse e bianche. Bisognerebbe più utilmente dividerle in grasse e magre.

(JAMA Intern Med 2013;doi:10.1001/jamainternmed. 2013.6633)

Camminare velocemente per star bene

L’attività fisica più comune è camminare. Perché questa attività sia utile ai fini della prevenzione cardiovascolare primaria e secondaria e per la fitness respiratoria è necessario che la velocità sia di almeno 7 km/ora, cioè circa il doppio di quella che normalmente viene tenuta per le consuete attività della vita. La raccomandazione è pertanto che ognuno di noi cammini almeno 3 ore/settimana alla velocità di almeno 7 km/ora.

(Williams PT, Thompson PD. The relationship of walking intensity to total and cause-specific mortality. Results from the National Walkers’ Health Study. Plos One 2013,8,e81098)

Semaforo per gli alimenti

Nel Regno Unito i cibi confezionati porteranno sull’etichetta non solo i dati circa l’energia, le proteine, i grassi, i carboidrati e i livelli di sale e zucchero, ma anche un “semaforo” che indica in modo immediato se il contenuto dei costituenti meno consigliabili per la salute è elevato (rosso) o no (verde). Per ora il sistema è volontario.

(BMJ 2013;346:f4010)