Considerazioni sull’epidemia da COVID-19 in Italia

L’esperienza dell’influenza cosiddetta spagnola del 1918, della SARS nel 2003 e dell’Aviaria (per non citare altre epidemie a noi meno vicine) ci insegna che in certi momenti il mondo viene sconvolto da epidemie e pandemie determinate da agenti virali contagiosi che non sappiamo curare. L’unica arma che abbiamo per mitigare gli effetti sulla salute e sull’economia mondiale è prevenire il contagio o ridurne il rischio. Ciò si ottiene mantenendosi sempre pronti (preparedness) nei periodi di assenza dell’infezione per essere pronti nell’emergenza, evitando di trovarsi all’improvviso impreparati nell’emergenza.
L’Italia come la maggior parte delle Nazioni non ha colto i numerosi richiami in tal senso rivolti al mondo da vari organismi internazionali (World Health Organization in primis) e puntualmente ci troviamo oggi di colpo di fronte al problema della COVID-19 ossia la malattia infettiva provocata dal virus SARS-CoV-2.

Cosa significa mantenersi preparati? Significa innanzi tutte avere una grande attenzione alla salute pubblica, che è uno dei più importanti motori di sviluppo economico e sociale di un Paese, e che, nel caso delle malattie infettive contagiose, implica innanzi tutto avere un Piano Nazionale aggiornato che includa: Continua a leggere

Il vaping nei giovani? Una tragedia

La dipendenza che si stabilisce nei giovani verso la sigaretta elettronica è stata definita dai CDC (Centers for Disease Control) USA “un’epidemia” e dall’American Heart Association una tragedia per la salute pubblica (cfr J Abbasi. The American Heart Association takes on Vaping. JAMA 323, 205-206, 2020). L’uso della sigaretta elettronica e in particolare della cosiddetta JUUL (una cartuccia che contiene sali di nicotina, acido benzoico e altri componenti organici), che viene pesantemente propagandata dal produttore, malgrado sia vietata ai giovani, riguarda in USA il 28% dei liceali e l’11% dei più giovani. Aspirando il fumo generato da questo dispositivo, la nicotina e le altre sostanze entrano rapidamente in circolo e stimolano la produzione di dopamina, generando in breve tempo una forte dipendenza, tanto più forte quanto più giovane è l’utilizzatore. La quantità di nicotina di una cartuccia è pari a quella contenuta in un pacchetto di sigarette e la miscela contiene anche sostanze tossiche, specie per l’apparato cardiovascolare e respiratorio e per la coagulazione del sangue. Tutti i medici, quindi, hanno il dovere di attivarsi per bloccare le azioni di “Big Tobacco” ora divenuto anche “Big Vape” nei confronti dei giovani e delle donne gravide, denunciando le loro bugie (affermano che il loro prodotto è totalmente sicuro!): sviluppare una dipendenza non è cosa da poco. Da notare inoltre che in USA dall’estate 2019 ad ora sono stati ricoverati per problemi polmonari legati all’uso di sigarette elettroniche 2500 persone e di queste 55 sono morte (BMJ 2020;368:m32).

Contrasto alla SARS 2003

Riporto i documenti allestiti nel 2003 per il contrasto alla SARS, per opportuna conoscenza”

Le raccomandazioni degli esperti

Piano Nazionale per il rischio SARS

La salute nelle città

Il WHO (Word Health Organization) sollecita le città ad attivarsi per migliorare la salute dei cittadini, riducendo la prevalenza delle malattie non-trasmissibili (specie diabete e cancro) e gli incidenti stradali, che insieme costituiscono circa l’80% di tutte le morti, ossia 41 milioni di persone ogni anno nel mondo. Bloomberg Philantropies suggerisce 10 misure preventive: strategie anti-fumo, divieto di pubblicità al fumo, riduzione di zucchero e sale, aree sicure per camminare e pedalare, miglior qualità dell’aria, riduzione degli incidenti da traffico.
Oggi metà della popolazione mondiale vive nelle città e questa quota è in crescita. Per migliorare il loro benessere bisogna migliorare il trasporto pubblico, attrezzare spazi sicuri, piacevoli e puliti per il movimento fisico, migliorare la qualità del cibo e promuovere gli alimenti salutari, migliorare i servizi sanitari.
Si fa appello alla sensibilità dei Sindaci (che in Italia sono i primi responsabili della salute dei cittadini) e dei decisori politici, perché diano concreta priorità alla salute e al benessere dei loro concittadini e pongano questo obiettivo in cima alla loro agenda.

JAMA 322, 2276, 2019.

Per coloro che vogliono dimagrire

Suggerisco di considerare i seguenti punti:
1. quando si riducono le calorie ingerite la fame aumenta e il metabolismo rallenta; si tratta di meccanismi compensativi che rendono molto difficile sul lungo termine aderire a diete per perdere peso o non riprendere peso;
2. il Pounds Lost Study(1) ha dimostrato che la composizione dell’alimentazione in macronutrienti (diete che differiscono per composizione in proteine, carboidrati e grassi) non influenza significativamente a 2 anni il peso corporeo. In altri termini la composizione in macronutrienti della dieta non influenza significativamente la riduzione del peso corporeo. Per dimagrire conta più la quantità che la qualità delle calorie ingerite.
La conclusione è che le innumerevoli diete proposte non hanno sostanziale efficacia per perdere peso sul lungo termine e sono quindi un inutile spreco di tempo e denaro. L’unico modo per perdere peso sul lungo termine è per ora limitato alla chirurgia bariatrica (quando ve ne è indicazione) e alla speranza che la ricerca nel settore venga affinata e potenziata(2) e che riesca ad offrire una soluzione ad un problema medico sempre più comune ed importante.

1. Sacks FM et al. Comparison of weight-loss diets with different compositions of fat, protein and carbohydrates. New Engl J Med 360, 859-73, 2009.
2. Ludwig S. et al. Improving the quality of dietary research. Jama 322, 1549-50, 2019.