Il nuovo volto della prevenzione(1)

L’ACA (Affordable Care Act, 2010) con il Titolo 4 (Prevention of Chronic Disease and Improving Public Health) ha dato grande impulso alla prevenzione attraverso il ridisegno del sistema sanitario, così da ampliare l’incisività della prevenzione attraverso il coinvolgimento delle comunità locali e l’impiego di norme facilitanti. Ad esempio i pazienti non pagano ticket per procedure o farmaci di alta efficacia raccomandati fortemente dall’USPSTF (US Preventive Sources Task Force), come ad esempio le vaccinazioni contro HPV e influenza, il monitoraggio della pressione arteriosa, gli screening oncologici, i farmaci anti-HCV. Le comunità sono invitate a partecipare attivamente all’attuazione di queste iniziative per raggiungere tutti coloro che possono avvantaggiarsene. Anche la valutazione del rischio di diabete nei soggetti presunti sani (vedi http://www.girolamosirchia.org) appartiene a queste iniziative, e in realtà tutta la medicina di iniziativa nei suoi diversi aspetti. Si tratta in definitiva di nuovi modi di tendere ai Servizi Sanitari basati sul valore, cioè sul costo-efficacia, abbandonando sempre più i molti inutili interventi sanitari che ancora affliggono la sanità odierna. Si tende inoltre a raggiungere anche le persone economicamente e culturalmente svantaggiate per ridurre le diseguaglianze e le iniquità sempre più evidenti. Oggi chi ha conoscenza ed è abbiente vive più a lungo e meglio di chi è svantaggiato. Perché ciò accada è necessario integrare tutti i componenti medici e non medici della comunità; sono questi che, per primi, devono capire cosa significa valore in sanità oggi.

La sanità oggi deve saper misurare il valore di ciò che fa e abbandonare pratiche e rimedi che non portano valore. La recente iniziativa per identificare i soggetti apparentemente sani con prediabete (che non sanno di avere) e poi inserirli in un programma strutturato di movimento fisico regolare e moderato e perdita di peso corporeo, che in parte dei casi può arrestare il decorso della malattia, è un intervento di grande valore umano ed economico(2): il diabete conclamato infatti è caratterizzato da complicanze gravi e inabilitanti. Simile provvedimento è allo studio per mantenere attive le persone anziane e ridurre i rischi dell’invecchiamento. Perché questi programmi espletino tutto il loro potenziale è necessario che anche gli Ospedali si aprano al territorio con servizi e sostegni, come sta facendo la Catholic Health Association negli USA per combattere l’obesità infantile.

Dare forza alla prevenzione tramite un ridisegno della sanità è la strada del futuro perché sposta l’obiettivo dalla cura della persona malata al mantenimento della salute delle popolazioni apparentemente sane. Le valutazioni che si renderanno disponibili nel prossimo futuro ci diranno se queste iniziative sono la strada per rendere sostenibile e più utile una sanità oggi in affanno per gli eccessivi costi.

  1. Koh HK et al. Reframing prevention in the era of health reform. JAMA 316, 1039-40, 2016.
  1. Centers for Medicare & Medicaid Services. Certification of Medicare Diabetes Prevention Program. March 14, 2016. https://www.cms.gov/Research-Statistics-Data-and-Systems/Research/ActuarialStudies/Downloads/Diabetes-Prevention-Certification-2016-03-14.pdf

L’Infezione latente da TBC oggi

L’OMS ha stimato che vi siano stati quasi 10 milioni di nuovi casi di Tbc nel 2014 nel mondo.
Negli USA sono stati registrati 9.563 casi nel 2015 pari a 3 casi per 100.000, in gran parte immigrati o persone di colore nate in USA, con 555 morti.
In parte dei casi l’infezione è latente, ma in parte di questi progredisce verso la malattia conclamata; ciò, tuttavia, non è prevedibile. Da qui la necessità di mettere in atto programmi di screening per identificare questi casi latenti, che in USA si stimano essere 12,4 milioni, per il 73% immigrati, che sono a più elevato rischio. Per questo motivo gli USA raccomandano questo screening nelle persone ad alto rischio (doi:10.1001/jama.2016.11046) oltre a quelli ad altissimo rischio (conviventi con soggetti HIV o Tbc positivi, immunodepressi, ecc), e precisamente immigrati, drogati, carcerati, senza fissa dimora e altri soggetti in stato di povertà, personale sanitario. Lo screening non deve essere eseguito nei soggetti a basso rischio di Tbc a causa dei suoi risultati falsi-positivi. Nei soggetti ad alto e altissimo rischio che risultano positivi va eseguito un trattamento con isoniazide più rifampicina o rifapentina sotto  controllo medico, se possibile. Purtroppo la definizione dei soggetti ad alto rischio e la loro compliance al trattamento restano però un problema, e anche i testi di screening (oggi costituiti da test alla tubercolina e interferon-gamma release assays) devono essere migliorati, anche per meglio identificare i soggetti a rischio di progressione dell’infezione latente. Infine una significativa parte delle odierne Tbc risulta resistente al trattamento e costituisce un serio pericolo per la collettività.

(Blumberg HM, Ernst JD. The challenge of latent TB infection. JAMA 316, 931-33, 2016)

Il cancro da HPV

Il Papilloma Virus (HPV) è un virus oncogeno che è causa diretta di cancro della cervice uterina e di carcinomi dell’orofaringe e del retto.  Questi tumori sono prevenibili se i ragazzi (maschi e femmine) vengono vaccinati all’età di 12 anni con un vaccino quadrivalente o 9 – valente.

Malgrado questa enorme possibilità di evitare il danno, l’incidenza di cancri associati all’infezione da HPV non accenna a diminuire, ma addirittura tende a crescere.

Purtroppo l’inconsapevolezza delle popolazioni e l’alto costo del vaccino ne sono la principale causa.

(Voelker R. Missed chances to prevent cancer. JAMA 316, 810, 2016)

La misura della pressione arteriosa

La misura della pressione arteriosa deve essere effettuata su entrambe le braccia nella stessa occasione. Una differenza superiore a 15 mmHg è fattore di aumentato rischio cardiovascolare.

BMJ 2016;353:i2626

I cambiamenti in sanità

Nessuna riforma sanitaria risulta efficace a lungo termine se non si colloca a livello delle corsie ospedaliere, degli ambulatori e della medicina del territorio. A questo livello le trasformazioni devono essere piccole e progressive e richiedono la partecipazione convinta dei medici e del restante personale sanitario. Le grandi riforme top-down fatte a tavolino sono destinate a incidere poco e a non durare. Le modificazioni devono essere effettuate da team multidisciplinari di coloro che lavorano effettivamente nel sistema insieme ai pazienti e ad esperti di organizzazione e gestione sanitaria. Capire e seguire i percorsi del paziente è molto istruttivo, perché consente di capire quali sono le priorità da affrontare. Nessun uomo da solo può disegnare modifiche di sistema che abbiano successo; più spesso esse sono non solo inutili, ma dannose. Il grande pericolo però è anche che i cambiamenti non tengano conto dei dati e delle risorse disponibili. Poche modificazioni vanno a segno di colpo; di solito esse richiedono aggiustature nel tempo. Ecco perché ogni modifica dovrebbe essere prima sperimentata in diverse realtà locali. Le esperienze di successo indicano che questi team multidisciplinari devono lavorare regolarmente e continuamente, considerare come priorità la qualità oltre all’efficienza, essere guidati da leader esperti, essere composti da personale interno e non da consulenti, essere sostenuti e ascoltati dai top manager sia clinici che amministrativi, saper coinvolgere e consultare tutto il personale. Il risultato del cambiamento infine deve essere misurato prima di essere trasferito. In tal modo il team permanente diviene parte della governance clinica e strumento di miglioramento continuo di efficienza e qualità.

 

Bohmer RMJ. The hard work of health care transformation. New Engl J Med 375, 709-11, 2016.