I semi di lino sono efficaci per abbassare la pressione arteriosa (PA) negli ipertesi: 30 grammi al giorno di semi di lino macinati per 6 mesi o più riducono la PA sistolica di 15 mmHg e di 7 mmHg la diastolica secondo uno studio pubblicato in Hypertension (2013, doi: 10.1161/HYPERTENSIONAHA.113.02094).
Archivi autore: Girolamo Sirchia
Il trattamento con statine per ridurre il colesterolo
Le nuove linee guida 2013 dell’ACC/AHA sul trattamento con statine dell’ipercolesterolemia si concentrano non solo e non tanto sui tassi di LDL-C ematici, quanto sul rischio cardiovascolare delle persone.
La raccomandazione è di non curare gli indicatori (che, in quanto surrogati degli esiti clinici, non sempre correlano con questi ultimi) ma i pazienti, o meglio gli aspetti clinici di questi ultimi. Ecco pertanto le nuove indicazioni all’uso preventivo delle statine:
- Persone con rischio clinico di patologia cardiovascolare accertato
- Persone con livelli di LDL-C > 190 mg/dL
- Persone diabetiche di età compresa tra 40 e 75 anni e con livelli di LDL-C tra 70 e 189 mg/dL senza segni clinici di patologia cardiovascolare
- Persone di 40-75 anni senza segni clinici di patologia cardiovascolare e diabete, che abbiano un rischio cardiovascolare a 10 anni di 7.5% o più e LDL-C di 70-189 mg/dL.
(Stone NJ et al. Circulation on line 12 novembre 2013)
I grassi trans sono da evitare
I grassi trans sono grassi parzialmente idrogenati e si presentano spesso come margarina. Essi sono da ritenersi pericolosi per la salute, come e più dei grassi saturi di origine animale o vegetale. Dal 1990 è noto che essi aumentano il rischio cardiovascolare, incrementando il colesterolo LDL (lipoporoteine a bassa densità) e riducendo quello delle lipoproteine ad alta densità (detto colesterolo buono). In realtà un’alimentazione sana deve evitare per quanto possibile sia i grassi trans che i grassi saturi (specie animali, come quelli presenti nella carne e nei formaggi). La dieta prevalentemente (o totalmente) vegetariana deve proprio all’assenza di questi grassi i suoi effetti benefici.
(Kuehn BM. FDA moves to further reduce trans fat in food. BMJ 310, 2386, 2013)
La prevenzione negli anziani
L’utilizzo di misure di prevenzione nei soggetti anziani deve essere condizionata da due fattori:
1. aspettativa di vita. Quando questa è limitata a causa di età avanzata, comorbilità e limiti funzionali, il rischio di eventi avversi delle misure di prevenzione può superare i vantaggi
2. il tempo necessario ad avere i benefici.
In linea di massima le misure di prevenzione sono giustificate quando il fattore 1 è superiore al fattore 2.
E’ importante sottolineare che la sola età del soggetto non è sufficiente a decidere se effettuare o meno l’intervento di prevenzione: è l’attesa di vita che conta e questa può essere derivata da alcuni parametri come le condizioni funzionali di organi ed apparati e la comorbilità (Yourman LC et al. Prognostic indices for older adults: a systematic review. JAMA 307, 182-92, 2012; Lee SJ et al. Development and validation of a prognostic index for 4-year mortality in older adults. JAMA 295, 801-6, 2006).
Si dovrà procedere nel seguente modo negli anziani:
1. determinare l’aspettativa di vita usando l’indice di Lee et al con il calcolatore riportato sul sito http://eprognosis.ucsf.edu
2. determinare il tempo necessario ad osservare i benefici (Lee SJ et al. Time lag to benefit after screening for breast and colorectal cancer: meta-analysis of survival data from the United States, Sweden, United Kingdom and Denmark. BMJ 2013;346:e8441).
Se il fattore 2 è significativamente inferiore al fattore 1 l’intervento sembra giustificato.
(Lee SJ et al. Incorporating “lag time to benefit” into prevention decisions for older adults. JAMA 310, 2609-10, 2013)
Il vero cambiamento
Se si volesse veramente imprimere alla Nazione un sostanziale cambiamento, dovremmo innanzi tutto prendere atto onestamente che alcune cose in Italia non hanno funzionato. Tra queste:
– la democrazia rappresentative si è prestata ad eccessi che andrebbero corretti: la politica, il Sindacato, ecc. hanno dimostrato eccesso di delega. La situazione necessita di correttivi e meccanismi di compenso;
– la politica ha spesso dimostrato di essere incapace e avida di privilegi. E’ il mestiere del politico che va eliminato, e con esso tutte le posizioni assegnate per nomina politica;
– il cittadino non è rispettato come dovrebbe dalla Pubblica Amministrazione, che ha acquisito inoltre una dimensione, un potere e una complessità eccessivi.
Pertanto se volessimo cambiare davvero, dovremmo fra l’altro avere il coraggio e la determinazione di operare le seguenti riforme:
– tagliare le spese pubbliche improduttive prima di imporre altre tasse
– mettere persone di provata capacità nelle posizioni di comando della cosa pubblica (Sindaco: perché non si fa un bando per scegliere bravi gestori invece di ricorrere alla politica?). Tutte le figure negli Esecutivi non devono essere politici, ma esperti (non solo tecnici, ma tecnici esperti)
– gli Esecutivi (Sindaci!) devono rispondere delle loro azioni (abusi edilizi!)
– lo Stato non deve possedere quote in Aziende passive: sono da vendere quelle passive( e gli immobili inutili non di pregio). Che facciamo degli abusi edilizi? Demolire o tassare ferocemente
– investire nell’educazione a tutti i livelli, ma cambiare (autonomia di scuole e Università: l’amministrazione imprenditoriale di Reinventing Government!)
– semplificazione amministrativa pubblica: è permesso tutto ciò che non è vietato per legge
– stipendi pubblici dei dirigenti: non oltre 120.000 Euro/anno. Divieto di cumulo e di incarichi multipli (esclusività del rapporto pubblico)
– Costituzione
– no ai ripetuti mandati e incarichi politici
– revisione del Titolo V
– istituire i seguenti Referendum
– conformativo obbligatorio per le leggi costituzionali e per alcune ordinarie di interesse generale
– abrogativo (semplificandolo)
– deliberativo anche nazionale oltre che locale (elezione del Sindaco!)
– legislativo–propositivo
– evitare troppi livelli di Governo non gerarchici (accorpare Regioni e Comuni, la Provincia con funzione di area metropolitana)
– legittima difesa (legge Castelli)
– escludere dai LEA le attività voluttuarie e inserire la non-autosufficienza.
