Immunoterapia dei tumori (Spigolature)

I tentativi finora fatti per attivare il sistema immunitario del paziente contro il tumore hanno avuto risultati solo parziali, in quanto la risposta immunitaria del paziente viene limitata dall’organismo per evitare che essa danneggi i tessuti sani. Ciò avviene usando punti di controllo che si attivano sulle cellule T citotossiche deputate alla distruzione delle sostanze estranee all’organismo. Se si inibisce con un anticorpo questo punto di controllo e lo si spegne, la risposta immunitaria non si blocca e riesce a danneggiare il tumore. Finora sono stati inibiti due punti di controllo detti CTLA-4 e PD-1 (per morte programmata), quest’ultimo più importante del primo, e capace di inibire le cellule T durante l’esposizione antigenica di lungo termine come nelle infezioni croniche, nelle malattie autoimmuni e nel trapianto oltre che nel cancro. I primi risultati nell’uomo con anticorpi anti-PD-1 sono molto promettenti giacchè determinano una durevole reazione immunitaria del paziente contro alcuni tipi di tumori con evidenti vantaggi clinici.

(A. Ribes. Tumor immunotherapy directed at PD-1. NEJM 366, 2517-19, 2012)

Studi sui tumori (Spigolature)

Nei topi con tumori è stato rilevato che il digiuno per 48 ore potenzia l’effetto della successiva chemioterapia perchè ne potenzia la capacità di determinare danno ossidativo. Nell’uomo sono in corso studi per valutare se è possibile sfruttare questo fenomeno.

(cfr Laviano A e Rossi-Fanelli F. Toxicity in chemotherapy – When less is more.
NEJM 366, 2319-20,2012)

Tumori da virus (Spigolature)

Si stima che il 20% di tutti i tumori sia provocato da virus, direttamente o indirettamente.

(De Vita VT, Rosenberg SA – 200 years of cancer research. NEJM 366, 2207-14, 2012)

Esposizione al fumo di tabacco (Spigolature)

L’esposizione al fumo di tabacco è di gran lunga la più conosciuta e più frequente causa di tumori, stimandosi che esso è causa del 40% di tutte le morti di tumore.

(De Vita VT, Rosenberg SA – 200 years of cancer research. NEJM 366, 2207-14, 2012)