Pensiamo ai malati cronici

Nel 2012 in Scozia la maggior parte dei soggetti di 65 o più anni di età viveva con 3 o più malattie croniche. Nel 2016 in Inghilterra tra i soggetti con più di 75 anni di età il 7% era francamente fragile e il 21% moderatamente fragile.Nel 2012 in Scozia la maggior parte dei soggetti di 65 o più anni di età viveva con 3 o più malattie croniche. Nel 2016 in Inghilterra tra i soggetti con più di 75 anni di età il 7% era francamente fragile e il 21% moderatamente fragile.Quest’anno in Gran Bretagna i soggetti con 4 o più malattie croniche sono il 9,8% e si prevede che aumentino fino al 17% nel 2035. Quindi se il 10% della popolazione ha 4 o più malattie croniche e di questa il 10% è molto fragile e il 20% fragile, dobbiamo oggi assistere un 1% di tutta la popolazione per elevata fragilità ed un ulteriore 2% per fragilità media, e queste percentuali continuano a crescere. Ciò significa che dobbiamo mettere in atto misure oggi ancora non ben attuate, ossia: Continua a leggere

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Le fusioni

Molti ritengono che l’accorpamento e fusione di strutture anche sanitarie comporti vantaggi e risparmi. Più spesso non è così, ma l’esatto contrario: i costi aumentano e la qualità diminuisce. In altri termini non si realizzano le merger-specific efficiencies attese perché non sono state ben studiate e ben pianificate le conseguenze della fusione.

Se poi il risultato è di ridurre la competizione tra gli erogatori di servizi sanitari, si otterrà solo un aggravio economico per chi deve pagare i servizi stessi.

(Leemore D e Lee TH. The good merger. NEJM 372, 2077-79, 2015)