Per una vita in salute: mangiare meno e muoversi di più

Il rischio di cancro può essere ridotto attraverso l’eliminazione del fumo, le vaccinazioni/trattamenti per le infezioni da virus oncogeni (HCV, HPV), la protezione dal sole e l’attività fisica. Quest’ultima, da sola o associata a riduzione del peso corporeo se elevato, riduce del 30% il rischio di tumori secondo il World Cancer Research Fund.

Non sono ancora chiare le ragioni di questa associazione tra tumori e inattività fisica/eccesso ponderale, né quanto debba essere l’attività fisica necessaria a prevenirli: per il tumore del colon sembra sia necessaria un’attività fisica moderata o intensa per tutta la vita.

L’attenzione del mondo medico è oggi centrata su un’attività fisica regolare e di lunga durata, possibilmente in programmi strutturati e guidati, giacché i vantaggi per la salute sono sempre più evidenti.

McCullough LE et al. The promise of leisure–time physical activity to reduce the risk of cancer development. JAMA Int Med 176: 826 – 27, 2016.

 

Costo del fumo

Il costo annuo del fumo di tabacco negli USA è di circa US$ 290 miliardi all’anno, di cui 133 miliardi in spesa sanitaria (CDC, 2015).

Le conoscenze scientifiche sull’assuefazione alle droghe

L’assuefazione grave alle droghe (compreso il fumo) è una malattia acquisita del cervello, che comporta ogni anno alla società un costo di 2000 US dollari ad abitante in spesa sanitaria, giornate di lavoro perse e criminalità. La neurobiologia sta chiarendo i meccanismi che disgregano la capacità del drogato di decidere e di mantenere un equilibrio emotivo ed un controllo sul comportamento volontario. Si sta chiarendo inoltre come l’uso di droghe dipenda anche da fattori genetici ed ambientali.

Ogni droga agisce attivando le zone cerebrali della ricompensa (o soddisfazione) con rilascio di dopamina; questa modifica la plasticità del cervello, ossia agisce sulla comunicazione tra i neuroni, potenziando i circuiti legati al ricordo dell’esperienza, che divengono sempre più attivi ed aumentano il ricordo del piacere, ma anche quello del dolore (depressione) da astinenza. Questa memoria con il passar del tempo si attiva anche autonomamente ed è alla base dell’ansia di disporre della droga in grande quantità (craving e binge use) e della elusione del normale fenomeno di sazietà.

Il drogato alla fine perde la capacità di godere delle normali soddisfazioni della vita e cerca solo nuova droga per disporre di più dopamina e più soddisfazione, che invece con il continuo uso di droga tende a diminuire. Il soggetto allora resetta i suoi circuiti, coinvolge altre strutture cerebrali (amigdala), ma il risultato è di aumentare lo stress e le emozioni negative, che attivano non più un sistema di soddisfazione, ma un sistema di anti-soddisfazione, che induce il drogato ad assumere sempre più droga per sfuggire agli effetti negativi. Anche la corteccia frontale viene implicata nel resettaggio ed il soggetto va incontro ad un peggioramento delle sue capacità cognitive, dell’equilibrio comportamentale, del giudizio critico e della volontà, compresa quella di porre fine all’uso di droghe. Non tutte le persone che iniziano ad assumere droghe vanno incontro a queste alterazioni, giacchè ogni persona ha una sua suscettibilità che dipende da fattori genetici ed ambientali. La famigliarità, la giovane età, il livello sociale, lo stress socio-economico, l’atteggiamento permissivo della società sono fattori che facilitano l’uso di droghe e le sue conseguenze negative, e così pure alcune malattie mentali.

Ecco perché la società ha il dovere di attivare servizi di prevenzione e di recupero, cominciando dal prevenire con ogni mezzo l’iniziazione degli adolescenti che sono i più a rischio, perché la loro neuroplasticità è elevatissima e le attività della corteccia prefrontale (giudizio critico, controllo delle emozioni e dell’impulsività) sono ancora limitate. Bisogna far crescere negli adolescenti la capacità di autocontrollo e capacità di vivere nella società, creare opportunità per una forte educazione e far crescere la personalità e l’autonomia di giudizio e comportamento. Se la prevenzione fallisce, è necessario che il trattamento medico sia disponibile e personalizzato, sia basato su farmaci di dimostrata efficacia e sia accompagnato da terapie comportamentali.

Le aree corticali non maturano completamente fino all’età di 21-25 anni e quindi l’autocontrollo non è completo nei giovani. Per questo è auspicabile che il divieto di uso di ogni droga legale (alcool, fumo) sia esteso fino all’età di 21 anni e che non si acceda a ideologie di liberalizzazione e legalizzazione, che altro non fanno se non aumentare i consumi per arricchire i produttori. Infine è importante che la medicina (e specie i medici generalisti) siano impegnati fortemente nel prevenire, curare e sostenere tutti coloro che si drogano, ma è anche indispensabile che l’opinione pubblica capisca e sostenga gli sforzi della società per ridurre il carico di sofferenza che oggi affligge coloro che usano droghe di qualsiasi tipo e per ridurre i costi che la società deve sopportare per loro.

(Volkow NA et al. Neurobiologic advances from the brain disease model of addiction. N Engl J Med 374, 363-71, 2016)

Il Riscaldamento Globale della Terra

In 200 anni il pianeta si è riscaldato di 1 °C, ma la temperatura sta crescendo esponenzialmente: troppi abitanti che consumano troppo senza riguardo per l’ambiente.

Se l’aumento superasse 2°C, il clima impazzirebbe con guerre, migrazioni di massa, fame. Ambiente = Salute (Vita) = Sviluppo e benessere = Pace è un’equazione da cui non si sfugge.

Il fenomeno è dovuto ad eccessiva emissione di gas serra, e specie di CO2 (combustione, deforestazione). Se l’incremento di CO2 non sta sotto 18 Gt (gigatonellate = 1 miliardo di tonnellate), si arriva e si supera i 2 °C di riscaldamento entro pochi decenni. I principali gas serra sono CO2 e metano, che riscaldano la terra e i mari, oltre al vapore acqueo che pure riscalda il globo. Il mare surriscaldato libera più vapore acqueo e peggiora le cose: il CO2 viene usato dalle piante. La deforestazione peggiora la situazione. La combustione dei materiali fossili comporta CO2 e polveri sottili. Il mare contiene enormi quantità di CO2 sotto forma di bicarbonato: se aumenta la temperatura del mare, il CO2 si libera nell’atmosfera perché diviene meno solubile. Il metano si libera dai composti organici sulla terra e dagli allevamenti.

L’Accordo di Parigi (COP 21) è arrivato a concordare 5,5 Gt di incremento massimo di CO2 e lascia il resto a ogni nazione con iniziative volontarie. E’ però chiaro che non arriveremo all’obiettivo se ognuno di noi non capirà il problema e non lavorerà per risolverlo.

Tutti dobbiamo e possiamo fare qualcosa: non usare l’auto, non disperdere rifiuti nell’ambiente, non fumare (le coltivazioni di tabacco inquinano e deforestano), non consumare troppa carne (gli allevamenti inquinano), non danneggiare le piante (che ossigenano l’aria) ma anche solo diffondere queste notizie ed invitare gli altri a comportarsi in modo consapevole.

Aggiornamenti Sociali, gennaio 2016, pp. 40 – 49.

Promuoviamo la salute pubblica

Oggi le minacce più gravi per la salute pubblica sono, in ordine decrescente:

  1. il fumo di tabacco (che è responsabile di 80.000 morti premature l’anno in Italia e 6 milioni nel mondo);
  2. l’ipertensione arteriosa non controllata, in parte (~30%) legata all’eccessivo consumo di sale, e causa di ictus e altri accidenti cardiovascolari;
  3. il sovrappeso e l’obesità, legati ad una scorretta alimentazione e scarsa attività fisica;
  4. gli incidenti stradali, in parte legati all’eccessiva alcolemia di chi guida, alle distrazioni, al non rispetto dei limiti di velocità, dell’uso del telefono portatile, delle cinture di sicurezza.

E’ oggi sempre più evidente che il miglioramento della salute pubblica è legato ad una maggior consapevolezza dei singoli cittadini (responsabilità individuale), ma anche ad interventi pubblici tali da facilitare scelte opportune e precisamente un’informazione continua e capillare, provvedimenti di protezione dai danni causati da terzi (ad esempio dal fumo di tabacco (vedi Tabella), dagli alimenti adulterati, dalla guida in stato di ebbrezza) e infine a norme protettive imposte con severità, quali le vaccinazioni, l’aria pulita, l’eliminazione del piombo dai carburanti, ecc.

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(Frieden TR. The future of Public Health. New Engl J Med 373, 1748-54, 2015).