Autorevolezza della scienza medica

Nel mondo degli adulti il concetto di Autorità viene mal digerito, salvo che si parli di particolari enclaves. Ad esempio, nel mondo della pedagogia l’autorità deve perdurare perché i bambini non sono maturi. E’ quindi meglio parlare di autorevolezza ricordando che autorità è il valore preteso e legalmente stabilito, mentre autorevolezza è il valore universalmente riconosciuto. La maggioranza dei malati vuole il “Professore” cioè il massimo del sapere unito al massimo della pratica clinica e ne accetta o richiede autorità oltre all’autorevolezza. Il Professore è quasi obbligato quindi ad atteggiarsi ad esperto indiscusso, a fare affermazioni categoriche e a dare ordini: sicuro di sé, indiscutibile, autoritario. Si racconta che il Professor Carlo Gamna, noto titolare di Clinica Medica dell’Università di Torino e autore di un Trattato di Clinica Medica, su cui anch’io ho studiato negli anni ’50, deludeva spesso i suoi pazienti in quanto diceva loro: “Torni domani, Signora, devo riflettere perché ancora non so quale diagnosi farle e quale trattamento prescriverle”. Il commento della malata del Professor Gamna era allora: “Strano che un Professore non capisca, che Professore è, siamo sicuri che è bravo, non è meglio sentire qualche altro Professore?”. Il malato quindi vuole più spesso un Professore sicuro di sé e autoritario, in una parola un uomo al di sopra della norma, un superuomo. Continua a leggere